Ritornano le Spigole


I racconti. Alice Munro li definiva “lo stato dell’arte della narrazione” e se si fa un rapido ed eterogeneo elenco di autori e autrici che devono una parte consistente del loro prestigio letterario proprio alla narrativa breve, i nomi diventano pesanti e prestigiosi: Frederick Brown, Ursula leGuin, Clive Barker, Carver, Dostoevskij… aggiungete a piacere. Ecco, io ho un problema con i racconti: mi mettono soggezione.

Mettersi lì davanti allo schermo del pc, le dita ben impostate sulla tastiera, il documento nuovo di Scrivener impostato su short story e poi pensare che, molto più che nel romanzo, ogni singola parola deve pesare tre volte tanto. Scrivere un racconto è una forma di esercizio, è una disciplina. Se un romanzo è un fucile dentro al quale puoi caricare più colpi, il racconto è arte marziale. E io arti marziali le ho praticate per anni. Un paio di anni di Jeet kune do e qualcosa di più di Ju-Jitsu fino a raggiungere una modesta cintura arancione, ma questa è un’altra storia.

No, non è un problema di pagina bianca

Scrivere racconti dicevo che è una forma di disciplina. Un buon scrittore è un buon scrittore di racconti. Capacità di sintesi, un’idea forte che faccia da perno e infine economia. Arte. Ecco, il racconto è la vera arte di saper usare le parole. Dosarle, sceglierle, soppesarle. Non hai spazio, non puoi dilungarti, non ci sono scappatoie. Aggettivi, avverbi, descrizioni, similitudini e allegorie sono attrezzi che devi usare con la precisione di un farmacista e senza rinunciare alla struttura universale di una storia: inizio, sviluppo, fine.

Siccome da grande voglio diventare uno scrittore vero, anch’io mi cimento nella nobile arte marziale dei racconti. Sono lavori occasionali che negli ultimi tempi sono aumentati in quantità, un po’ complici le iniziative di uno dei miei editori, Carlo Frilli con le sue antologie tematiche dedicate alla memoria del padre Marco; un po’ su richiesta di blog specializzati. Su Racconti Scontati, per esempio trovate qualche mio racconto. Altri esperimenti mi avevano visto partecipare a due antologie elettroniche a cura della già citata Cooperativa Autori Fantastici, rispettivamente in Spettrale e Il bar ai confini del mondo.

Ora, grazie alla Oakmond Publishing, si tenta di ridare lustro e interesse al racconto grazie alla sua collana in formato elettronico e a prezzo rigorosamente politico (€ 0.99 e € 0 se siete clienti Kindle unlimited). La maggio rparte degli autori che si stanno cimentando con l’editrice italo-tedesca sono nomi più o meno noti del panorama nostrano. L’ultimo arrivato è il sottoscritto e il racconto prescelto è Il Tempo delle spigole. Una storia horror che va a toccare il dramma spinoso delle migrazioni nel Mediterraneo, i giri malavitosi che ne gestiscono vita, morte e dinamiche e quella pennellata di paura originata da un evento soprannaturale che ai miei occhi s’incastra perfettamente. È ovvio che non sta a me definirla una buona storia, ai lettori l’ardua sentenza ma è una storia alla quale voglio bene, che ha subito una strana evoluzione, iniziando come storia noir, vedendo una prima luce proprio come racconto di quel genere e sperimentando la re declinazione in horror, la mia preferita.

Il Tempo delle spigole era già in pre ordine su Amazon da giugno. Dal primo Luglio ufficialmente disponibile all’acquisto e relativo download. Se sono riuscito ad accendere una scintilla d’interesse a leggerlo, lo trovate QUI.

Se per caso voleste dare un’occhiata alle antologie della Cooperativa Autori Fantastici : QUI e QUI.

Infine le antologie della Fratelli Frilli editori anche sullo shop del sito ufficiale dell’editrice, QUI.

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