STRIKE FORCE THERION di Massimo Spiga


Apocalisse & nichilismo

Sinossi da Google books:Le bestie dell’Apocalisse profetizzate da San Giovanni si sono svegliate. Fame, Morte, Peste, Guerra. Dragoni alti quanto montagne devastano l’Europa. L’unica speranza dell’umanità sono i mercenari della Forza d’Assalto Therion: criminali alla guida di esoscheletri robotizzati che il Vaticano ha assoldato per combattere l’Ultima Crociata. Nelle gole di questa banda di bastardi risuona una sola frase: “Deus Vult”. Lasciate che chi è senza peccato tenti di sopravvivere.

Il primo impatto, perché con la scrittura di Massimo Spiga, impatto è il verbo più calzante, è quello di una divertente, fracassona baracconata. Azione, esplosioni, tante esplosioni, Kaiju biblici dalle misure chilometriche, una sporca dozzina che muore, si riforma, muore ancora. Neanche la Acheron Books, pregevole editrice di speculative fiction all’italiana, fosse la Jerry Bruckheimer della carta stampata. Alla prima lettura è anche così ma come tutte le opere intelligenti la prima chiave di lettura è appunto una prima chiave alla quale ne seguono altre.

Oltre al ritmo forsennato che contraddistingue il romanzo dalla prima all’ultima pagina, tra le singole righe, tra i pensieri scarni degli spersonalizzati protagonisti, perchè una caratteristica che salta al’occhio è che il libro non ha un personaggio principale e nemmeno un gruppo; aleggia terribile uno spirito nichilista da fine dei tempi. L’apocalisse che travolge il mondo è proprio quella di san Giovanni e quindi l’irrompere della verità biblica è un primo passo di destabilizzazione della realtà. D’improvviso, l’universo tangibile diventa altro. La divinità dormiente di lovecraftiana memoria si è svegliata e a meno che non si sia dotati di una fede dogmatica salda e rigorosa, lo scivolo verso la pazzia e la distruzione è fortemente inclinato. Non è un mondo sull’orlo di un abisso di follia quello che Spiga tratteggia, è un mondo che sta scendendo quella china e non sa cosa fare. La Strike force Therion del titolo, l’unico apparente baluardo che il Vaticano sa opporre all’ineluttabilità dell’Armageddon è un braccio armato il cui fine è una sorta di riflesso condizionato dello spirito umano di sopravvivenza. I suoi membri sono mero strumento di questo riflesso, perdono individualità, perdono parte della loro carnalità in favore dell’Arma. perdono il nome e adottano a rotazione quello della prima squadra immolata all’inizio dell’Apocalisse. L’annullamento della personalità in pieno stile Full Metal Jacket. Non c’è speranza nel libro di Spiga, se non quella di una redenzione alla fine di tutto e il paradiso non appare nemmeno come quella ricompensa luminosa che si sogna. Oltre l’umano, oltre l’universo razionale, le bestie suggeriscono un tutto fluttuante tra visioni gigeriane e un nulla che è forse preferibile al mondo folle che rimanda la propria fine tra testate nucleari e fratture interdimensionali. Massimo Spiga non ti rasserena ma lo fa divertendo.

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