RobZombieploitation: 31


1173186_933908903344352_304615369_n

Rob Zombie è un regista imperfetto, discontinuo e per alcuni tratti, soprattutto narrativi, ancora immaturo ma non si può negare in nessuna maniera una sua visione personale e autorale del cinema di genere. Il suo film di esordio, House of 1000 corpses era un manifesto estetico e tematico sorretto da un racconto affannato ma ritrovare un film così sporco e puzzolente di sangue nel 2000 mi aveva fatto urlare a un piccolo miracolo. Con The devil’s reject sembra affinare tematiche e cifra estetica toccando livelli a loro modo memorabili poi si cimenta in un paio di operazioni a dir poco azzardate: Halloween:the beginning e Halloween 2; con The lords of Salem prende un notevole scivolone, quel genere di flop che capita quando l’ambizione è superiore alle capacità e con 31 si rialza con classe.

31 è un compendio di temi e citazioni  che illustrano il pantheon cinematografico di Rob Zombie, un amante del genere che sembra ogni volta urlare al mondo quanto gli piacciono l’horror, gli anni ’70 e un certo modo di gestire storie e violenza tipico della expoitation.

31-good-guys-tease

I ’70’s in particolare sono la bolla temporale nella quale Zombie sembra voler artisticamente vivere. Una decade, inutile aggiungerlo, leggendaria per l’arte cinematografica e per l’horror. 31 è un gioco al massacro e in un discorso del tutto meta cinematografico, Zombie gioca a sua volta con questo concetto. C’è la struttura del survival con i protagonisti pedine che devono lottare per sopravvivere in un ambiente circoscritto, c’è una galleria di villain caricaturali, estremi e del tutto sopra le righe, c’è la lotta che si dipana a più strati: la lotta dei singoli per preservare le loro vite, la lotta di classe perchè il gruppo di malcapitati sono proletari redneck, i figli scapestrati di un’America grezza, rurale e ignorante e i padroni del gioco un gruppo di vecchi ricchi ed eccentrici, abbigliati come alla corte del Re Sole e capitanati da un moderato Malcon mcDowell. C’è a mio avviso anche una lotta psicologica non banale, quando l’istinto omicida s’impadronisce delle vittime, parificandole in tutto e per tutto con i loro carnefici.

31_fathermurder

Sono tutte caratteristiche che nell’horror moderno si ritrovano con una certa regolarità, basta pensare a The Purge eppure le radici di questo film, a mio avviso sono più profonde e remote. La galleria di assassini eccentrici richiama in più di una suggestione  il The running man ( L’implacabile) di Glaser, certo Carpenter, quello dei primi tempi con più di una strizzata d’occhio a Distretto 13 e per alcuni richiami scenografici anche a 1997 Fuga da New York. Teso e concitato, 31 omaggia proprio nella serratezza del racconto Carpenter anche se stilisticamente se ne discosta in modo brusco. Tanto è algido e pulito il maestro di Carthage quando è ruvido e sporco Zombie. L’estetica è ripetuta e ossessiva nei suoi film, con elementi che ricorrono instancabili in ogni sua pellicola, i colori virati, ambienti fatiscenti e caotici,  i clown sono gli arredi di una sorta si salone mentale nel quale ci introduce ogni volta che vuole raccontare una storia.

Funziona 31. E’ un film scarno ed essenziale, girato con determinazione e perfino con una buona mano nel gestire gli attori, sia che si tratti di figure feticcio, la moglie Shery Moon Zombie che riesce a risultare convincente come final girl che di caratteristi di lusso come Richard Brake che con il suo Doom-Head regala una potente figura iconica che rifà il verso al Jocker di Hedger  con una dose di psicopatia criminale ancora più esasperata e una sempre intensa Meg Foster.

rob-zombie-31-review-3

Certo, il montaggio specie nelle sequenze d’azione risente di una concitazione confusa più vicina al testosterone di Michael Bay e alla violenza tarantiniana che sembra a tratti voler emulare ma se dimentichiamo tutto ciò e consideriamo un prologo di raro impatto e il capovolgimento del finale, con il passaggio dai labirinti claustrofobici agli spazi aperti palpitanti poesia western in ogni fotogramma, l’esito dell’opera non può che essere positivo.

 

Annunci

4 thoughts on “RobZombieploitation: 31

  1. Pingback: Il ritorno di Rob Zombie: 31 | Secondo Kara Lafayette

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

tacchi dadi e datteri

mescolanza è diverso da confusione

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Scrittore è colui che decide di essere libero.

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Luca Trifilio

Pensieri, racconti, recensioni e cose fortuite

stillrocking

Voglio fare la differenza

MISTERI DEL NAZISMO

I SEGRETI OCCULTI DEL III REICH

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Per alcune persone scrivere non è un hobby o un lavoro, è una necessità. Io sono una di esse.

correzionedibozze & editing

[Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.][Silvio D'Arzo]

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

Andrea Wierer

corporate storytelling

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: