Pioggia dorata, di Elena Bibolotti


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Sinossi, direttamente dal sito dell’editrice:

Sei storie amare. Sei storie nelle quali ogni personaggio scopre e riflette sulla propria fragilità, o più semplicemente sulla propria solitudine. Condizione “democratica” al giorno d’oggi, nel senso che colpisce chiunque. Il dipendente consumato da una piatta vita matrimoniale, la donna manager in carriera, il promotore finanziario, il vinaio di un bar, spettatore silenzioso di vite che si trascinano sbiadite.
Sei storie tanto diverse quanto poeticamente identiche, legate dal filo comune che consiste nella ricerca intima di una liberazione, un bisogno di condivisione, sublimato in tutti i racconti attraverso la pratica del “pissing”. Un raccolta di racconti sul sesso spinto, quindi? Non proprio e non solo. Perché, come spiega la stessa autrice, «l’erotismo senza storia attorno, per me ha poco senso. Il sesso fa parte dell’esistenza di ognuno. Ed è di vita che io parlo».
Sì, “Pioggia dorata” è una raccolta di racconti che parla di vita, anzi di vite: quelle di «protagonisti che non hanno nulla di speciale, non troppo belli, non troppo intelligenti, senza il fisico del ruolo. Persone normali con un vissuto spesso disastroso che, a causa o grazie alla pratica del “pissing”, rivedono la propria esistenza e la cambiano».

La letteratura sta attraversando un periodo difficile, di pari passo con una società che della letteratura ne ha fatto un balocco edonista e non quello strumento sublime di analisi, introspezione e arte che dovrebbe essere. Il bisogno perfino morboso di etichettare ogni libro uscito ne è un sintomo, a volte esilarante altre odioso. Se la letteratura non sta bene, la letteratura di genere è moribonda, almeno stando all’accezione di genere secondo la grande editoria: Gialli, noir, thriller, polar sono rimescolati in una indistinta macedonia che riesce a creare confusione e ignoranza nel lettore meno smaliziato; l’horror è solo Stephen King, il fantasy è Tolkien o George Martin e se non scopiazzi loro non è fantasy, non vende e non si legge; la fantascienza vive di ristampe di Dick e Asimov e l’erotico? L’erotico si è arenato su cinquanta sfumature di banalità e si clona tranquillamente, riducendo l’aspetto forse più totalizzante della nostra esistenza in un giochino per onaniste infelici.

Dopo questo preambolo, riparliamo di letteratura. Dimentichiamo le etichette che tanto ormai servono solo a termine di paragone tra bassa e pessima scrittura e concentriamoci su una narrazione pura. Pioggia dorata, di Elena Bibolotti ridona il piacere profondo della metafora. Lungo sei racconti di scrittura precisa e rigorosa, l’autrice evoca il malessere di un’umanità anestetizzata dal solitario egocentrismo, che il web 2.0 dei social alimenta nell’ossimoro di una bulimia d’apparenza, che alimenta esistenze infelici e tese alla ricerca di una soddisfazione che si rivela incapace di essere tale.

Come in un caleidoscopio di sensualità scevra da recite pre digerite, Bibolotti tratteggia il suo vissuto con un’onestà spietata e imbarazzante. Una sincerità che spiazza e sconvolge questa italietta che non rinuncia al proprio bieco provincialismo anche e soprattutto attraverso il filtro rassicurante e vigliacco di un profilo su Facebook o Twitter; dove l’immagine che si vuole proiettare di se stessi agli altri è terribile, caricaturale e tesa a influenzare il vissuto anzichè il contrario.

Così la pratica che da il titolo alla raccolta non è semplicemente una liberatoria trasgressione: sarebbe un giochino fin banale e indegno della levatura di questa autrice ma il simbolo di una disperazione che non riesce a trovare altra via per sfogarsi. Una discesa tra il mortifero e il rivitalizzante attraverso la quale, in una maniera o l’altra, tutti i protagonisti attraversano;che sia una fuga, una liberazione, una scoperta oppure un disperato addio.

Lo stile di Elena Bibolotti è diretto e incisivo. Scava a fondo delle vite e le personalità dei suoi personaggi evitando la lusinga di parole prolisse e autoreferenziali. Essenziale senza essere scarna, la lettura scivola in noi, scroscia e scava nel profondo con la facilità con la quale un filo taglia la polenta. L’erotismo della Bibolotti è anima e carne in una commistione che una scrittura sterile e seriale ci aveva disabituato; un erotismo che si adatta ed esprime in simbiosi con gli umori e i caratteri dei protagonisti. C’è rabbia e sofferenza nel suo mondo; la rabbia di chi lotta armata della propria libertà e intelligenza, che osserva, capisce e spiega e la sofferenza che altalena tra il carnale disincanto alla Arthur Miller e l’esigenza di urlare quel che fermenta nell’intimo, come una moderna Erica Jong,  mentre la nave avanza sul bordo della fine del mondo.

Da leggere.

Bibolotti

Elena Bibolotti
Nasce a Bari. Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, lavora nell’avanguardia teatrale. Imprenditrice nel web e nella didattica musicale, assistente al Master di scrittura creativa della Luiss Guido Carli, è consulente editoriale. Ha pubblicato il romanzo “Justine 2.0” (INK Edizioni Milano) e due racconti per le collane “Erotic +” e “Porn to be alive” (80144 Edizioni Roma)

 

 

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7 thoughts on “Pioggia dorata, di Elena Bibolotti

  1. L’ha ribloggato su Circolo16e ha commentato:
    Vorrei condividere con voi questo articolo a proposito del libro “Pioggia dorata”
    Frequento virtualmente l’autrice in modo più o meno assiduo da parecchio e la ritengo una donna intelligente e senza peli sulla lingua, per cui ha tutto il mio rispetto.

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