Italian way of cooking, di Marco Cardone


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Sinossi (dalla pagina Amazon dell’ebook):

Nero è un cuoco eccezionale, ma la crisi economica non lo ha risparmiato e il suo ristorante, il Gallo Nero del Chianti, è sommerso dai debiti e prossimo al fallimento. In una notte stregata accade però un evento del tutto eccezionale che risolverà i suoi problemi… creandogliene altri ben più spaventosi! Una creatura mostruosa, antica come il mondo e affamata di esseri umani, si introduce in casa sua e minaccia i suoi bambini. Nero è costretto a ucciderla, e, attratto dall’odore delle sue carni, prova l’impulso irresistibile di cucinarle e scopre che sono squisite. Prova allora a servirle di nascosto ai clienti del ristorante, ottenendo un successo oltre qualsiasi aspettativa. Inizia così la rinascita dal Gallo Nero: tenendo celato il suo segreto, in una maliosa estate toscana il cuoco si dedica alla ricerca di altre creature mostruose per ucciderle, cucinarle e servirle agli ignari avventori. La fama del ristorante e delle sue prelibatezze cresce a dismisura, così come i problemi: in fondo si tratta di Mostri, e dar loro la caccia è un’attività estremamente pericolosa, soprattutto nel momento in cui le creature capiscono l’antifona e decidono di invertire i ruoli e far tornare la catena alimentare nel giusto ordine delle cose…! Benvenuti quindi al Gallo Nero del Chianti, grottesca sarabanda horror-culinaria fra piatti deliziosi dagli ingredienti che è meglio non rivelare, direttori di banca e serial killer, vigilesse feticiste dell’autovelox, vini pregiati e pietanze prelibate ma dagli arcani effetti collaterali, l’unico ristorante al mondo dove non si è sicuri di mangiare (cosa, poi?), o di essere mangiati…

In un certo immaginario internazionale, uno chef abile, istrionico, sensuale e toscano è l’apoteosi di una certa Italian way of life che non è l’essere realmente italiani ma l’idea che altri hanno dell’essere italiani. E’ uno stereotipo e non dei peggiori. E come l’intelligenza suggerisce, gli stereotipi esistono per essere anche demoliti o sbeffeggiati. Marco Cardone sceglie un’altra via, sceglie l’iperbole. Il suo Nero è un concentrato d’irresistibile toscanità ma reso più credibile e meno macchiettistico da una vita combattuta tra crisi, creditori, alimenti, figli, ex moglie,amante e mostri. Quale miglior elemento se non l’horror per dare all’iperbole quell’impennata così brusca, pazzesca e delirante, degna di un salto sulle montagne russe?

Ed ecco nascere Italian way of cooking, piccolo gioiello di umorismo e azione pirotecnica. Una corsa sfrenata e divertita  dove il principale passaporto nazionale, la cucina, diventa l’arma contro il dilagare di creature mostruose che si ritrovano a imperversare sui colli del Chianti. Nero, chef cacciatore di mostri che si ritrova a cucinarli scoprendo nelle loro carni proprietà afrodisiache e stupefacenti era quel tipo di personaggio a pericolo di briglia sciolta, un protagonista sull’orlo del grottesco che poteva a lungo andare, rendere tutto eccessivamente macchiettistico in una storia intrisa di elementi a facile inflazione ma Cardone è abile e soprattutto ha scritto questo romanzo pervaso da uno speciale stato di grazia che gli ha permesso di dosare tutti gli elementi alla perfezione, in un equilibrio armonico impeccabile. Una storia scoppiettante e divertente come di rado capita di leggere, con quella spruzzatina di pulp che non guasta, vaghe strizzatine d’occhio a Quentin Tarantino e anche una struttura esoterica non scontata, dal significato della maschera, allo spirito guida, all’anima dell’uomo cacciatore. Viaggio leggero ma non superficiale con un protagonista di rara simpatia, supportato da dialoghi in vernacolo toscano riusciti e accattivanti, una narrazione agile, fluente ed evocativa, con mirabili passaggi di cucina capaci di stimolare l’appetito al lettore e scene di combattimento degne di un fumetto di Stan Lee.

Obiettivamente, immaginare un prodotto come questo gioiellino nell’attuale panorama editoriale è impossibile, solo grazie al coraggio e al pionieristico progetto di Acheron Books è stato possibile fruire di un horror così originale e spassoso.

Consigliato senza nessun dubbio.

 

 

10 pensieri riguardo “Italian way of cooking, di Marco Cardone

    1. Fantastico! Qualcuno che si ricorda di quel gioiellino di Delikatessen! Un film che ho amato alla follia (e continuo ad amare). In fondo, l’atto del cibarsi, per quanto indispensabile, possiede quell’aura di bestialità che permette di divagare e scavare nei nostri istinti più ancestrali

      1. Fantastico. Ho scoperto lo splatterpunk leggendo Skipp & Spector. Un giorno mi toglierò lo sfizio di scrivere qualcosa appartenente a questo sotto-genere

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