Zona Z di Alessandro Girola


Sinossi (dalla pagina Amazon del libro)

I morti si sono risvegliati e, proprio come succede nei film horror, hanno attaccato i vivi per divorarli.
Un ordigno sperimentale, caduto nelle mani degli scienziati del Califfato Nero, pare essere la causa della zombie apocalypse.

Gli jihadisti hanno però fatto male i conti.
La loro arma si è infatti trasformata in un boomerang. Le radiazioni incautamente rilasciate hanno colpito l’intera area mediterranea, trasformando il Nord Africa e parte dell’Europa meridionale – Italia compresa – in un inferno.
Tuttavia i vivi hanno vinto. Gli zombie sono stati contenuti nell’Area di Quarantena Prolungata, una wasteland che va dalle Alpi Centrali al deserto del Ciad e del Niger, dal confine tra Algeria e Marocco alla valle del fiume Giordano.

Nell’Area esistono solo poche roccaforti riconquistate dai contingenti NATO ed EUFOR, mentre tutto il resto è terreno di caccia degli zombie.
Un anno e mezzo dopo la creazione di questa enorme zona rossa, il mondo esterno fa di tutto per dimenticare e per esorcizzare la spaventosa catastrofe che l’ha colpito.

Ted Kenn, giornalista del New Yorker, già vincitore di un premio Pulitzer, non vuole dimenticare.
C’è un segreto che si cela nell’Area, custodito da un eremita che ha deciso di insediarsi nel cuore del regno dei morti viventi. Kenn è intenzionato a scoprire di cosa si tratta.
Per farlo ingaggia alcuni esperti contractors, che lo scorteranno in quello che promette di essere il più importante reportage della storia umana.

L’ennesima zombie novel porta la firma di Alessandro Girola, autore indipendente, autoprodotto e straordinariamente prolifico. Girola come altri autori che si muovono nell’ambito del genere fantastico, è un formidabile reinterprete di storie e di generi. E’ uno scrittore onnivoro, dotato di uno stile diretto, lineare ed efficace che sta sviluppando una capacità sempre più agile e lodevole di scrivere storie appartenenti ai generi più disparati senza rimasticature o patetici scimmiottamenti. Ha dalla sua inventiva e una certa originalità che giocano a suo favore.

Zona Z si muove attraverso i clichè più che abusati degli zombi romeriani ma come tutti gli Autori che non si accontentano di scrivere ma vogliono raccontare e rinnovare, ecco che la storia presenta diramazioni interessanti che spaziano dal filosofico all’escatologico. L’autore stesso ha scomodato Cuore di Tenebra e a buona ragione, perchè la discesa degli inferi di Ted Kenn anche se non segue il corso di un fiume ma s’inerpica tra i monti e le valli della Lombardia, tra Val Sassina, val Tellina e Val Chiavenna, ne presenta lo sviluppo interiore (e comunque la squadra di contractors che lo scorta nel suo pericoloso reportage, si chiama Stige.) A scapito della scrittura rapida, alcune immagini di buona potenza evocativa pennellano il racconto e quello che a una prima impressione appare come un divertissment, diventa qualcosa di più sottilmente medidativo. In un mondo shoccato dall’evento, i morti diventano la personificazione di una condizione dell’essere che non corrompe solo le carni. Sono le anime a essere morte.

Una terra di morti che si muovono come bestie al pascolo, pronti a brucare e rosicchiare ogni palpito di vita rimane sempre una metafora di rara efficacia sia per descrivere la società consumistica negli anni ’70 sia l’immobilismo culturale e sociale che affligge il nostro sciagurato stivale più di dieci anni dopo il ventunesimo secolo.

In certi bar, costa di più la colazione che il download di questa piacevole novel e non vi spegne la coscienza.

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