Dieci e più dieci (perchè scrivo, perchè si scrive)


Alessandro Girola ha colpito ancora e per l’ennesima volta stuzzica il blogger che sonnecchia in me con una top 10 che sfocia in un meme per me irresistibile: perchè ci piace scrivere. Doverosamente, qui trovate le sua personale lista mentre colgo la palla al balzo e ne approfitto per una piccola disgressione dolce amara sulla musa che tanto ci ossessiona.

Rinnoviamo un dato di fatto sul quale torno spesso ma che risulta essere un preambolo fondamentale di questo discorso: tutti scrivono. Non ho conosciuto nessuno che non avesse nel cassetto un racconto, un romanzo, una poesia o una sceneggiatura. Niente di male, anzi. Così a primo impatto sembra una cosa positiva. Probabilmente entro certi limiti lo è veramente però tutti scrivono in un paese che non legge e questo è un ossimoro; un po’ come voler fare i vini ma essere astemi. Allora perchè? Perchè se si leggono a malapena uno o due libri all’anno, quando li leggono, tutti vogliono raccontare? Dire? E pretendere di essere letti? Ed Elogiati?

A questo punto ai dieci punti che elencherò sul perchè a me piace scrivere, propongo un po’ provocatoriamente dieci punti che ho evinto nel corso della mia personale, sparuta carriera* di scrittore nel Belpaese:

  1. Si scrive per narcisismo. Sembra essere uno strumento alla portata di chiunque e fa molto figo, esclusivo, intellettuale e con quel pizzico di snobismo che accontenta l’ego tendenzialmente ipertrofico di tanta tanta gente.
  2. Si scrive per presunzione. Perchè anche nei più ipocritamente modesti a parlare delle loro carte imbrattate di parole, si sottintende sempre la presenza di un genio nascosto, ingiustamente incompreso e boicottato da un’editoria marcia, corrotta e nepotista.
  3. Si scrive per la Fama. Perchè basta guardare le classifiche di vendita e i battage pubblicitari che interessano i titoli di punta del nostro panorama nazionale per accorgersi della percentuale di personalità più o meno televisive in grado di riempire gli scaffali. L’equazione però è spesso erroneamente ribaltata. Anzichè: “E’ famoso perchè ha scritto” la realtà è: “Ha scritto perchè è famoso“. Da qui valanghe di frustrazioni…
  4. Si scrive per terapia. Più di un addetto ai lavori mi ha confermato della percentuale preoccupante di casi umani che sottopongono all’attenzione biografie-fiume dove emergono personalità seriamente disturbate che pretendono di vendere la loro vita come soggetto degno dell’attenzione del mondo.
  5. Si scrive per solitudine. Si ricollega al punto 4 e ne è conseguenza.
  6. Si scrive per auto compiacimento. E’ una derivazione del narcisismo ma tante persone insicure ricercano sicurezza e conferme e leggere le proprie parole e recensioni plaudenti.
  7. Si scrive per tormento. Comunque diversi pseudo-bohemienne arsi dal sacro fuoco delle lettere mi hanno assicurato che passano ore insonni a fissare metaforicamente su “carta” i loro tormenti interiori. Tormenti solitamente incompresi e biecamente ignorati come da punto 2.
  8. Si scrive per emulazione. Se hanno pubblicato te perchè non dovrebbero pubblicare un genio come me? Un sottinteso che ho colto infinite volte e che sotto sotto ogni scrittore almeno una volta ha insinuato.
  9. Si scrive per bellezza. Certo, perchè è bello, è piacevole, è poetico e vogliamo mettere la soddisfazione nelle occasioni mondane, a dire: “Io scrivo…”? Mi dicono che si cucca un bel po’ anche se a me è mai successo…
  10. Si scrive per vocazione. Ora prenderei con le pinze l’affermazione visti i precedenti 9 punti ma è anche vero questo. Ci sono persone che invece di imbrattare tele, straziare strumenti o segare pezzi di legno nel garage si siedono al computer e raccontano storie. Infinita comprensione e solidarietà a tutti loro.

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Chiusa la parentesi e la top 10 acida, passiamo al mio outing:

  1. Scrivo perchè ho sempre letto. Ho iniziato con la fantascienza verso i dodici anni e non ho più smesso. A forza di leggere si vorrà per forza anche scrivere. (Vedi emulazione)
  2. Scrivo perchè ho dei debiti enormi verso la scrittura. Se non scrivessi sarei una persona diversa e intimamente sono convinto peggiore. Grazie alla scrittura ho arricchito il mio bagaglio culturale, approfondito il mio occhio sul mondo e sull’uomo. Ho risolto la mia adolescenza e sto risolvendo (forse) la mia vita.
  3. Scrivo perchè sono narciso. Inutile stare a girarci attorno. Quando inizi a pubblicare, leggere recensioni su di te e fare presentazioni dove venti persone ti ascoltano più o meno interessate o vedi la tua foto su un giornale, anche se testata locale, Narciso si risveglia volenti o nolenti.
  4. Scrivo perchè sono presuntuoso. Come per Narciso, anche la presunzione si risveglia. E’ un brutto sentimento ma sorge spontaneo ed è necessario in piccole dosi. Senza la presunzione di ritenere che quel che racconti debba piacere e interessare è inutile scrivere e ambire a essere pubblcati.
  5. Scrivo perchè mi piace. Mi piace da matti. Mi metto al pc, lo schermo davanti e la fantasia parte e non ti lascia più e poi ogni momento della giornata diventa fonte d’ispirazione e perfino il modo di pensare le cose diventa racconto. E’ meraviglioso e non farei a cambio con niente altro.
  6. Scrivo perchè la voglia di raccontare è una pulsione fortissima. Qualcosa che si accumula e infine spinge e non la smette finchè non cominci a scrivere per far diminuire questa specie di pressione che opprime l’animo.
  7. Scrivo perchè se non scrivessi non sarei quel che sono e attualmente, nonostante annessi e connessi sono contento di quello che fin’ora la vita ha fatto di me
  8. Scrivo anche perchè scrivendo divento quello che sento dentro di essere. E’ auto affermazione ed espressione di quel che intimamente sono. Diversamente, sarebbe negazione dell’Io.
  9. Scrivo perchè vorrei che fosse la mia vita in tutto e per tutto. E qui scatta l’utopia comune credo al 99,99% dei colleghi che conosco, virtualmente e non. Come ci provano gli altri, beh, ci provo anch’io.
  10. Scrivo perchè così c’è quel che mi piacerebbe leggere. Citando il caro amico e ammirevole collega Claudio Vergnani, sono “lettore che scrive” e spesso sogno di trovare storie che non trovo. Così le scrivo.

E come dicevano i Genesis: that’s all

*il termine carriera, rigorosamente scritto in corsivo è naturalmente improprio ma funzionale al senso del discorso.

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