Biondin all’Inferno, di Alessandro Girola


Sinossi (dalla pagina Amazon del libro)

La banda di briganti del Biondin è in fuga.

I carabinieri del Regno d’Italia braccano i banditi da giorni, costringendoli a una fuga nelle desolate brughiere delle Baragge.
Dopo essere incappati in una banda di misteriosi predoni, comparsi dal nulla con uno strano seguito di animali impossibili e di macchinari bizzarri, i fuorilegge sopravvissuti allo scontro sono costretti alla fuga attraverso un portale dimensionale.

Ora il Biondin e i suoi uomini si trovano in un luogo che ricorda l’Inferno dantesco, braccati da automi omicidi, da gorilla volanti, da feroci centauri e da creature ancora più pericolose.
La loro unica salvezza è rappresentata da una guida d’eccezione, un novello Virgilio che pare disposto ad accompagnarli verso l’unica uscita dalla Valle del Flegetonte…

 

Seguito diretto del precedente Biondin e i mostri, Biondin all’Inferno si presenta come una cavalcata onirica ed estraniante attraverso lande ultraterrene. Con tocco d’ironia, l’autore definisce l’opera un”Extradimensional Weird West” inserendo nella denominazione tutti gli elementi presenti nel libro. C’è uno spirito leggero e picaresco nell’avventura di Biondin, brigante piemontese realmente esistito e preso a prestito da Girola per trasformarlo in una sorta di icona da nuova Dime Novel. Lo spirito western, quello della frontiera emerge con un filtro inedito, contaminato da visioni dantesche, fantasie barocche e bestiari medievali. Ritorna quel boschian horror che aveva caratterizzato con suggestioni inedite le storie di Mondo Delta (e non a caso).

La vicenda scorre via veloce, incalzante. Lo stile asciutto e diretto di Girola appare ancora più secco e immediato, forse fin troppo, sacrificando così, nel nome dell’azione, le potenzialità suggestive ed estetizzanti che questa sua nuova costruzione avrebbe richiesto. Una narrazione un pelo più barocca e ridondante, alla Farmer o alla Vance a mio personale parere sarebbe stata perfetta ma Girola è Girola. Questi sono i suoi mondi, questa la sua narrazione e noi, perennemente affamati e appassionati di fantastique, lo amiamo così com’è.

Da leggere per evadere e divertirsi, ricevendo tanto con poco. Consigliatissimo

 

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