My Little Moray eel


Conosco virtualmente Lucia Patrizi da anni. Il suo blog, Il giorno degli Zombi è uno dei miei riferimenti in fatto di recensioni dedicate al cinema di genere e di lei apprezzo tutto quel che so e che sento: del suo amore per il cinema, per le storie, per il suo carattere, per la sua forza. E’ un’ideale sorellina putativa, la dove il vezzeggiativo non vuole essere diminutivo ma pura semplice e sfacciata dimostrazione d’affetto. E non sono il solo a pensarla così. My little moray eel è il suo primo ebook autoprodotto, disponibile per la solita miseria che si osa chiedere per il lavoro svolto, proprio a questo link.

Era nato come blog novel, un formato narrativo tipico della rete che non riesce a elevarsi dalla semplice dimensione di raccontino a puntate che difficilmente strappa interesse. Ci ho provato anch’io, lo confesso e l’idea si è arenata nelle distese del web, in alcuni capitoli di una storia horror/steampunk incompiuta. Fortunatamente, la nostra Lucy ha avuto i giusti incoraggiamenti, ha ripreso i files della storia e ne ha fatto il prodotto in questione.

Fortunatamente.

Partiamo con la sinossi (direttamente dalla pagina Amazon dedicata)

La Fossa delle Marianne. Il luogo più buio e silenzioso della Terra. Un ambiente ostile. Ostile come le misteriose intelligenze che lo abitano. Fin da bambina, Sara può comunicare con gli esseri che popolano l’oceano. Può nuotare fra loro, immergersi senza paura. Ma adesso qualcosa sta emergendo da quelle profondità abissali, qualcosa in grado di minacciare la sopravvivenza dell’uomo. E Sara dovrà scegliere da che parte stare. E a quale mondo appartenere.

Diciamolo: sto recensendo un ebook autoprodotto di fantascienza, tratto da una blog novel, con mostri giganteschi che stritolano navi come barchette di carta. Il rischio che questo post passi per una marchetta, un piacere fatto all’amichetta di rete è altissimo. Tanto alto da metterlo serenamente in conto e fregarmene. Perchè a me My little Moray eel è piaciuto. Non è semplicemente quello che ho detto sopra: è una dichiarazione d’amore per il mare. E’ l’omaggio appassionato e senza freni dell’elemento base della vita, indi è un omaggio alla Vita. La scrittura di Lucia Patrizi è salda e profonda. Unisce introspettività e sfracellamenti con una naturalezza che soltanto lei poteva armonizzare in questa maniera. In tutta sincerità, ho letto opere prime scritte ben peggio e squisitamente più brutte di questo ebook che non è perfetto ma è bello. I flashback temporali non sono disorientanti come a volte capita; la relazione tra l’inevitabilmente autobiografica protagonista e la creatura del titolo riesce a emanare un pathos sincero e l’insieme di quanto detto fin’ora ci regala non un semplice romanzo scritto per divertimento o narcisismo ma una sorta di piccolo saggio personale sulla natura, sul mondo che ci ospita e di come l’uomo possa o non possa rapportarvisi, pena la propria estinzione. Lo fa con tatto inaspettato, con dolcezza tutta sua.

Consigliato.

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2 thoughts on “My Little Moray eel

  1. Finalmente a casa, riesco a commentare. Ti ringrazio, di cuore, per questa tua recensione. È importantissimo per me essere riuscita a trasmettere quello che hai scritto nel post. E – ne abbiamo già parlato – apprezzo molto che tu sia andato a un livello di lettura più approfondito.
    Anche se i mostri giganti spaccano sempre 😉
    Grazie!

    • In fondo perchè il Fantastico è fantastico? Perchè se fatto bene e con la testa ci dice le stesse cose che ritrovi in un saggio ma lo fa divertendoci con mostri, astronavi e misteri!

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