Biondin e i mostri, di Alessandro Girola


Sinossi (dalla pagina Amazon dell’ebook)

Italia Settentrionale
Giugno 1904

La banda di briganti di Francesco Demichelis, detto il Biondin, è braccata dai Carabinieri. Dopo la feroce sparatoria nel novarese, che ha eliminato diversi fuorilegge, i superstiti intendono darsi alla macchia nella brughiera delle Baragge, lontani dalle città.
Ma laggiù c’è qualcosa che li attende.
I recenti acquazzoni hanno portato con sé delle strane forme di vita. Piante e animali che nessuno ha mai visto prima.

Ma c’è dell’altro.
Un’inquietante formazione di cacciatori sta battendo le sperdute cascine delle Baragge, in cerca di prede. Questi stranieri indossano insolite armature e cavalcano destrieri dalla testa di corvo.
I loro bersagli sono gli esseri umani che vivono nel territorio, ignari del pericolo.

I briganti del Biondin si trovano a incrociare la strada dei forestieri venuti dalla tempesta.
Lo scontro sarà inevitabile, così come il coinvolgimento della banda nei misteri che animano la brughiera.
– – –
Il blog dell’autore: http://alessandrogirola.me/

Ritorna il prolifico Alessandro Girola. Autore indipendente dedito al fantastique tuout court questa volta ci regala un gustoso racconto variamente contaminato. Richiami e influenze sono sempre ben sfumate nella narrazione e ritroviamo con questo Biondin e i mostri una miscela affascinante e accattivante di Fantascienza, orrore e weird western anche se, vista l’ambientazione da cui prende piede l’avventura, il Piemonte settentrionale della Baraggia vercellese, sarebbe forse più corretto definirlo “northern”

Per chi non avesse ben presente il territorio di stiamo parlando…

Devo dire, in un guizzo di campanilismo, che sono stato contento di vedere il buon Alex aggirarsi per lande a me famigliari. La Baraggia è un territorio affascinante e ricco di suggestioni che ben si presta a una narrazione weird. Aggirarsi per le risaie quando sono completamente allagate è un’esperienza che proietta in una dimensione aliena e suggestiva, un luogo dove i punti di riferimento tendono a sfumare via, dove la linea dell’orizzonte si confonde nello specchiarsi del cielo sulla terra e dove le nebbie invernali sono dense e avvolgenti come in pochi altri posti al mondo.
Un luogo che sembra plasmarsi sotto le forze della natura, quindi e un personaggio, il Biondin, brigante piemontese realmente esistito e figura inevitabilmente plasmabile per una storia che vede fuorilegge indomiti e avventurosi perdersi tra le baraggie e la Bessa e varcare soglie inaspettate. Il mix di avventura, luoghi estranianti e crudi combattimenti, rimanda con la mente agli agili racconti che si pubblicavano negli anni d’oro proprio su riviste come Weird Tales

Una copertina della rivista particolarmente vicina alle atmosfere giroliane

C’è azione e fantasia a briglia sciolta, un pizzico del Jodorowsky di El Topo (qui una interessante recensione a riguardo.) nell’irrealtà dell’impianto e una sottile, continua e disturbante sensazione di “sbagliato” che mi ha fatto pensare al Roger Zelazny di Terra di Mutazioni.
E’ il tipo di storia che oggi come oggi è virtualmente impossibile trovare in libreria, a meno che l’autore non sia rigorosamente straniero e sdoganato da pubblico e critica ufficiale. Ringraziamo quindi ancora una volta il coraggio e l’indipendenza di autori come Girola, che aggirano il pantano nazionale e ci regalano divertimento e buona narrativa fantastica. Nonostante tutto. Nonostante Loro.
Spendente un euro e quarantasei centesimi per questo spassoso racconto e lo trovate facilmente su Amazon.
Vivamente consigliato.

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