Quattro colori di Davide Mana


Prendete una parte di passione per i fumetti, una per i supereroi, due parti di fantascienza e due d’ atmosfere da piano bar; tre gocce di Pulp, un po’ di storia (del fumetto) e una bella spruzzata di ucronia.Usate del noir come angostura, agitate senza shackerare troppo forte, in modo da lasciare tutti gli elementi amalgamati armoniosamente e non mischiati confusamente, infine servite fresco in ebook.

Per parlare di Quattro Colori, di Davide Mana, mi sembrava la miglior introduzione possibile, perchè in tutto il racconto, il cocktail è un significativo minimo comune denominatore, che scandisce e accompagna la narrazione di questa originale novel di stampo supereroistico. Forse l’unica dove non si spacca tutto e l’azione rimane sullo sfondo mitizzato di una memoria nostalgica e amara.
Nasce come monologo, Quattro colori. Il soliloquio ubriaco di un supereroe giunto alla fine della carriera. In realtà, la stesura definitiva diventa leggermente diversa dalle intenzioni iniziali ma il risultato è ugualmente bello. In una trentina di pagine, Mana riesce a ricostruire una realtà ucronica che strizza l’occhio alla ricostruzione destrorsa del mondo come si vede in Watchmen e compie un excursus sulla storia del fumetto supereroistico, partendo dale origini fino ai più complessi sviluppi odierni. Il protagonista inizia la carriera strizzando l’occhio a personaggi come The Shadow e Green Hornet, si evolve come epigono di Superman, s’impegna in guerra divenedo una figura patriottica tipo Captain America e scivola in una deriva reazionaria come il Batman di Miller. E’ la più originale e riuscita ricostruzione di storia del fumetto che abbia mai letto. Semplicemente. Storia e omaggio. La città di LA, è un omaggio sia a Los Angeles che a Lovecraft ed è divisa in quattro settori: Americano, spagnolo, Franco-Belga e Giapponese, le quattro principali scuole di fumetto. Anche il distratto accenno al gruppo di italiani che discutono su chi debba pagare il conto, lo leggo come una sottile stilettata alla crisi attuale.
Parlerei per ore, di Quattro colori, delle indirette citazioni che lo costellano, del transitare di figure storiche della storia del fumetto, qua e la nel locale dove il nostro annega amarezza e disillusione e ci si aspetta che arrivi Roger Rabbit al braccetto di Jessica…
Lo comprate per la cifra vergognosa di 0.99 centesimi, qui.
Lo gustate in un niente e dopo lascia un buon sapere in bocca…

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5 thoughts on “Quattro colori di Davide Mana

  1. Troppo buono.
    Grazie della bella recensione.

    ps: il gruppetto di italiani che devono decidere chi dovrà pagare il conto, epoi se la filano alla chetichella senza pagare, è più che altro un omaggio a Magnus 😉
    Ma sì, sarebbe impossibile, se non fossimo chi siamo, nella situazione in cui siamo.

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