Libera me di Marco Siena



Sinossi (dalla pagina Amazon dell’ebook)
Ripartire da zero, viaggiare senza meta con un camper, libero da impegni, dalla routine. Giorgio si mette in viaggio, dopo aver venduto la casa che per lui era stata una prigione.
La sua prima tappa è casuale: un paesino nelle campagne del mantovano. Una comunità chiusa con la sua sagra paesana racchiude qualche segreto, e Giorgio lo scoprirà suo malgrado.

Ne l’Ombra dello Scorpione, di Stephen King, parlando di uno dei numerosi protagonisti del romanzo, utilizzava una metafora come sempre calzante e molto ancorata al vivere quotidiano. Diceva più o meno “…C’era qualcosa in lui di contrastante, sgradevole, quel che si prova mordendo nella stagnola.”
Libera me di Marco Siena mi ha riportato alla mente questa frase. Definiamolo subito: fondamentalmente è un horror padano. L’atmosfera che si respira, rimanda ad alcuni shocker rurali che l’horror statunitense regalava negli anni d’oro, a cavallo tra gli anni ’70 e’80 del secolo passato.
Parte con il protagonista che applica una svolta drastica al suo stile di vita, Giorgio, un uomo stanco e stufo della vita ordinaria e della routine alienante che inevitabilmente si porta a patire quando si è spiriti liberi e creativi. La prima parte della novelette quindi, presenta uno spunto che sembra abbondare nella letteratura italiana. Il desiderio di fuga, di evasione, di alternativa a una vita costretta da regole, obblighi e costrizioni. Una visione alla Salvadores ma senza gli Abatantuono e Cederna di turno. Giorgio emerge con pochi gesti come una persona sfaccettata sia nei caratteri positivi che in quelli negativi.
Il climax della storia decolla gradatamente, supportato da uno stile pulito, apparentemente lineare, fino al finale. Disorientante fino all’ultima parola. Se da un lato, il clichè della comunità chiusa, isolata e in odore di degenerazione è già stato ampiamente sfruttato (e il sottoscritto ne sa qualcosa), lo sfumare di temi forti, inseriti con una naturalezza sconvolgente, quali cannibalismo e un Deus ex machina che risolve forse l’arcano ma di certo non rassicura, rendono il lavoro dell’autore emiliano, inedito, interessante e marcatamente degno di nota.
Lo fate vostro per una stupidata. Fate un salto su Amazon e le sagre di paese le guarderete con occhi diversi.

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