IMPERIAL di Alessandro Girola



Sinossi (direttamente dal Blog dell’autore)Jacopo è uno dei tanti automobilisti che ogni giorno percorrono le strade italiane, per recarsi a un lavoro noioso e insoddisfacente. Le sue sono giornate indistinguibili, monotone, idealmente collegate da anonime lingue d’asfalto, dal paesaggio è piatto e immutabile.
Ma una notte accade qualcosa di diverso.
Jacopo incrocia una strana berlina gialla il cui abitacolo è pervaso da un inquietante vapore rosso, che avvolge anche il misterioso guidatore.
L’auto accosta accanto al falò dove si riscalda una prostituta. Dai finestrini della berlina si estroflette qualcosa che in natura non può esistere, e per la povera ragazza non c’è più nulla da fare: viene catturata e inghiottita dalla macchina gialla.
Per Jacopo, unico testimone dell’accaduto, è l’inizio dell’incubo.
Tra antichi miti, moderne leggende metropolitane e rituali occulti che s’intrecciano con la cronaca nera, Imperial offre un viaggio di sola andata nell’ignoto.

Di Alessandro Girola ho già scritto più volte su questo mio personale e discontinuo Taccuino. Blogger, autore convintamente auto prodotto e virtualmente, amico. Non ho mai nascosto di apprezzare la sua produzione e di sottolinearne l’evoluzione costante, libro dopo libro. Lui, assieme a diversi altri autori indipendenti che han fatto della rete il terreno privilegiato, attraverso il quale promuovere e diffondere la loro attività letteraria, è capofila di un piccolo ma saldo baluardo tutto italiano, in difesa della letteratura fantastica. Storie horror, di fantascienza, steampunk, dieselpunk, supereoistiche, ritrovano libertà e nuova, faticosa vita grazie ai formati elettronici e a una fiera e inevitabile indipendenza rispetto al problematico panorama nazionale. Provo una sconfinata simpatia e solidarietà, verso questi progetti e non sarà impossibile che il futuro mi vedrà aderire in toto a questo tipo di iniziative, affiancando delle pubblicazioni autoprodotte alla mia attuale attività di piccolo autore nel mondo editoriale “convenzionale”
Uso sempre una certa prudenza nel fare accostamenti, quando recensisco un libro ma questa volta, con una certa serenità, mi sento di affermare che, con Imperial, Girola realizza il suo lavoro più kinghiano. Non solo per lo spunto di partenza, dove l’omaggio a Christine la macchina infernale è palese e dichiarato. Con il suo consueto stile essenziale e curato, il clichè dell’automobile maledetta, vero esempio di contaminazione tra stereotipi dell’horror tradizionale e uno dei semboli più conclamati della modernità, diventa un espediente per raccontarci una quotidianità conosciuta dalla maggiorparte di noi lavoratori. La routine della trasferta casa-luogo di lavoro-casa si trasforma in un incubo ripetibile infinite volte. La spada di damocle di una costrizione morale a proseguire il viaggio perchè contrappasso obbligato per la sopravvivenza assume una valenza iniziatica che secondo il sottoscritto, arricchisce il testo di sotto testi più profondi e inquietanti di quel che una prima, fugace lettura può donare. Jacopo il protagonista è un giovane uomo qualunque, quello, che in letteratura anglosassone sarebbe definito come classico esponente della middle class ma con in più, quel senso costante d’incertezza, tutto italiano, che lo permea, creando più di una semplice empatia specie nei trentenni di oggi. Come sempre, richiami e rimandi sono disseminati con sapienza e mai spiattellati senza pudore. Il background dell’autore emerge costantemente, variegato e ricco e ogni tassello della storia s’innesta senza forzature. Basta vedere con quale naturalezza, da una berlina di produzione statunitense si va a finire al mito della Caccia Infernale. Infine, tutta la vicenda parte in una direzione e svolta man mano tutta da un’altra, in uno sviluppo sempre interessante e mai totalmente scontato.
Si trova su Amazon a un prezzo ridicolo e la lettura è ovviamente, fortemente consigliata.

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