La Corte di Paracelso, di Alessandro Girola


Sinossi , direttamente dal sito dell’autore:

Corte Serena è un esclusivo complesso residenziale, nel cuore della provincia di Varese.
Tre palazzi full comfort, compresi in un contesto moderno, circondato dalla placida campagna, con le Prealpi a fare da pittoresca cornice.
Adriano Altomare, bodyguard e buttafuori milanese, viene assunto come addetto alla sicurezza della corte. Un suo ex compagno di Liceo, l’architetto Simoncini, è il responsabile del progetto.
Ad Altomare bastano poche settimane per capire che nel complesso esistono segreti che non toccherebbe a lui violare. Tuttavia l’incontro con Sonia Krappan, una delle nuove residenti degli esclusivi condomini, spinge Adriano a indagare sui misteri di Corte Serena.
Tra rituali alchemici, teorie del complotto, vizi inconfessabili e comunità votate a pratiche erotiche estreme, la vita di Adriano e Sonia non sarà più la stessa.

Alessandro Girola ritorna con questa  novel a raccontarci l’altra Italia. Un’Italia apparentemente indistinguibile dal nostro vivere quotidiano ma lontana remoti anni luce dalle logiche dell’ignara normalità. Una caratteristica che sento molto vicina in questo autore è l’utilizzo che fa della letteratura di genere, del fantastique, horror, fantascienza, urban-fantasy che sia. Il fantastico, nelle storie di Girola è agile e potente veicolo di una serie di metafore attraverso le quali si legge l’oggi con occhio divertito e cristallino.

La Corte di Paracelso scomoda l’alchimia rinascimentale per raccontarci un micro cosmo lombardo, riflesso di una ricchezza e un rampantismo pervicacemente abbarbicati in una dimensione che non sembra essersi mai affrancata da certo edonismo figlio dei rampanti anni ’80 del XX secolo. Altri notevoli recensori hanno scomodato Cronenberg per riferirsi alle sotterranee citazioni ravvisabili in questo suo ultimo lavoro e ad un inedito sguardo pervaso di erotismo deviato e ipnotico ma il senso d’isolamento, di perdita, d’estraneità di un uomo che non appartiene alla classe sociale privilegiata che finisce sotto l’occhio di Girola, a me ha ricordato un non abbastanza conosciuto film horror del 1981, Morti e Sepolti ( Dead and buried) di Gary Sherman. Recuperatelo, ha una sua dimensione tematica originale e slegata dagli zombies romeriani.

Chiusa l’immancabile parentesi cinefila, torniamo alla novel. Girola sceglie una trama schematica efficace, l’ambientazione straordinariamente vicina e famigliare vira nell’horror e nel mistery con gradualità ben calibrata e la sua caratteristica prosa, secca e incalzante, è particolarmente scevra da fronzoli, complice anche il formato della storia ma vi vedo, in questa scelta, anche una comunicazione più profonda, una falsa superficialità che vuole immergere il lettore in una sterile componente della società nostrana, ricca, potente e consumata nell’anima, per mantenere lo status. Il protagonista, Adriano Altomare (cognome criptico: un uomo distante dalla realtà che si ritrova a vivere?) un ex componente delle forze speciali dell’esercito Italiano, riciclato successivamente in contractor, è cinico, disincantato, politicamente scorretto e perciò sincero e genuino. Un anti eroe di stile vagamente “vergnaniano” che risulta funzionale alla trama.

Non ci sono morti viventi voraci, vivi isterici, cartine al tornasole delle contraddizioni del mondo moderno occidentale. Prende la scorciatoia dell’alchimia, del mito dell’ homunculus, creatura artificiale, emulatrice del comportamento umano e con inedita efficacia e originalità, anche lui ci racconta una società incancrenita nel profondo, schiava delle proprie pulsioni, alla ricerca di una vitalità che inconsapevolmente è ormai persa, decomposta nel nome di un grande nulla.

Consigliatissimo e disponibile su Amazon, qui, a un prezzo ridicolo.

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2 thoughts on “La Corte di Paracelso, di Alessandro Girola

  1. Grazie di cuore per avermi letto e apprezzato.
    Come hai giustamente notato, questa volta il protagonista è più politicamente scorretto del solito. Era una voce narrante che mi intigava e mi serviva.

    Morti e Sepolti è un gioiellino che ho la fortuna di possedere in formato Urania, e di aver visto in formato film. Durante la scrittura della Corte non ci avevo pensato, ma direi che il paragone ci può stare, eccome.
    E lo considero lusinghiero, ovviamente.

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