Brama, di Arne Dahl


Ho scoperto questo autore svedese grazie al caso e all’omonimia con Roal Dahl. Arne Dahl è attualmente considerato uno dei migliori giallisti della scena scandinava e dopo aver letto questo suo corposo Brama (come al solito i titolisti italiani riescono a snaturare gli originali) devo convenire che tale fama non è frutto di facile sensazionalismo.

La trama, tratta dal sito della Marsilio è la seguente:

Tra le strade di Londra agitate dai fatti del G 20, che insieme ai presidenti delle grandi potenze ha portato violenza e disordini, un uomo dai tratti asiatici è investito da un’auto mentre cerca di passare delle informazioni a un osservatore dell’Europol. Ma le sue ultime parole, sussurrate all’orecchio dell’ispettore Arto Söderstedt prima di morire, sono incomprensibili. Dopo pochi giorni, in un parco della capitale viene ritrovato il cadavere di una donna. Anche lei portava un messaggio per la nuova, segretissima unità operativa OpCop dell’Europol, il gruppo scelto di polizia europea che si trova ora ad affrontare la sua prima indagine. Due casi di morte apparentemente isolati, che rivelano invece un nesso sorprendente, un filo che si estende dall’Asia all’America, passando per l’Europa, e coinvolgono gruppi malavitosi di ogni paese. Una faccenda per OpCop, insomma, il cui obiettivo dichiarato è sconfiggere la criminalità internazionale.

Lo spunto è decisamente gustoso: la nascita di una sorta di FBI europea sullo sfondo della globalizzazione della criminalità. La storia è molto ben sviluppata e moderna, gli intrecci complessi e le vicende che vi si intersecano, tortuose ma credibili. La rete di relazioni che lega realtà apparentemente lontane anni luce, l’una dall’altra, si svela attraverso un meccanismo poliziesco incalzante e ben attento alle metodologie che la tecnica del XXI secolo impone. Abbiamo un pool di poliziotti provenienti un po’ da tutta Europa e fortunatamente, Dahl evita stereotipi e clichè. Qualche iper critico ha sottolineato una leggera predominanza di personaggi svedesi ma personalmente l’ho trovato un appunto sterile e scarsamente influente sulla qualità del romanzo.

Da Paul Hjelm, funzionario della polizia svedese e capo del gruppo operativo a Jutta Beyer, tedesca della ex DDR; da Marek Kowalesky, esperto polacco di reati economici e finanziari a Fabio Tebaldi, poliziotto italiano condannato a morte dalla ‘Ndrangheta, la squadra di europoliziotti interagisce efficacemente e i diversi protagonisti riescono a essere più di semplici figure sullo sfondo di un caso complesso e straordinariamente ramificato. Lavinia Potorac è un’agente rumena, Miriam Hershey un’ex membro dell’ MI-5; Laima Balodis un membro della polizia lituana mentre Angelo Sifakis un greco, capo aggiunto del gruppo. Il gruppo OpCop si completa poi con Corine Bouhaddi, boeurre francese, forte e determinata, Felipe Navarro, un esperto informatico madrileno, Arto Sӧderstedt, finlandese di lingua svedese, Jorge Chavez, latino americano naturalizzato svedese e i diversi referenti in ogni paese membro. Con un filo sottile di ironia, Dahl costruisce questa FBI europea tenendo conto dei dosaggi quasi farmaceutici che le rappresentanze dei diversi paesi europei impongono, con un puro stile euro burocratico ma è bello vedere poi come il fine comune, unisca uomini e donne, provenienti dale realtà più disparate, cementarsi in un’amicizia incoraggiante.

Da un caso di pedofilia on line, un drammatico incidente durante il G-20 di Londra, il ritrovamento di un cadavere di donna sfigurato come un’opera d’arte, il giro delle eco mafie e il post 11 settembre, il puzzle di Brama si dipana con una prosa secca, dinamica ma non scevra di una certa eleganza formale. Il paragone con Millennium di Larsson diventa improprio. Al di la’ del valore della trilogia dello scomparso autore conterraneo di Dahl, quest’ultimo ritengo sia privo della tendente prolissità di Larsson e dotato di una notevole capacità di coinvolgimento. L’aspetto più interessante è l’evoluzione delle attività umane, sullo scenario globale e di come la rete, in quanto creazione umana, ne sia espressione di ogni aspetto, anche il più turpe. Questo inedito web che collega alta finanza, criminalità organizzata, politica ed economia; proprio come internet, crea legami in ogni dove e i glangli più disparati, finiscono con l’avvicinarsi e legarsi tra loro, indipendentemente dal fatto che essi siano rampanti capitani d’industria statunitensi, piccoli paesi del Tibet o mobilifici svedesi.

Il plot di Dahl, originato da una serie di romanzi precedenti e che vedeva protagonisti i poliziotti svedesi del Gruppo A, sembra possedere tutti i requisiti per una coinvolgente serie poliziesca. Un lavoro simile, l’aveva tentato, in televisione, il produttore americano Edward Allen Bernero, con il serial Crossing Lines che peccava mortalmente di scarsa credibilità. L’OpCop di Arne Dahl possiede invece una coerenza e un realismo squisitamente europei, nel quale è impossibile non sentirsi a casa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Scrittore è colui che decide di essere libero.

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Luca Trifilio

Pensieri, racconti, recensioni e cose fortuite

stillrocking

Voglio fare la differenza

MISTERI DEL NAZISMO

I SEGRETI OCCULTI DEL III REICH

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Per alcune persone scrivere non è un hobby o un lavoro, è una necessità. Io sono una di esse.

correzionedibozze & editing

[Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.][Silvio D'Arzo]

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

Andrea Wierer

corporate storytelling

LM

cosa leggono i passeggeri nei vagoni affollati?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: