I mondi di Girola


Alex GirolaDi Alessandro Girola ho già scritto e recensito più volte su questo mio taccuino. Ci si conosce virtualmente da anni ormai e lui ha, a sua volta, recensito i miei lavori. Qualche mente maliziosa può senz’altro sospettare una sorta di conflitto d’interessi nello scambio incrociato di recensioni positive e dimostrazioni di reciproca stima e la cosa ci può anche stare ma non cambia minimamente le mie opinioni. Il fatto obiettivo è che a me, Girola piace come autore*, indipendentemente dal fatto che intrattenga con lui delle relazioni virtuali. Il grosso delle mie recensioni sulla sua generosa produzione, interessano i romanzi steampunk e dieselpunk (con tutti i limiti e le eccezioni che le etichette comportano) ma in questa tardiva e anche un po vergognosa ripresa di attività 2014 voglio parlare dell’altro Girola. L’autore di horror e thriller di ambientazione lombarda.

Oggi parliamo di tre novel che lo scrittore e autore meneghino ha scritto sul finire del 2013. Tre storie con il comune denominatore dell’ambientazione. Appare evidente, in questi racconti, l’intento di ricostruire una mappa della regione lombardia attraverso le pieghe più oscure e nascoste della realtà e mostrando un altro aspetto (l’ennesimo) della sua caleidoscopica capacità di destreggiarsi nei generi che più amo.

Milano Doppleganger è francamente quello che ho apprezzato maggiormente. Una storia densa di atmosfera, di milanesità inedita che, per un piemontese provinciale come me, rimanda sempre a un mondo e una città così vicini e nel contempo, incredibilmente distanti. Rimandi e citazioni sono soffusi e ben dosati. Si respira un senso di inquietante ineluttabilità che arriva direttamente dalla Nona Porta di Polansky, tratto a sua volta da Il Club Dumas di Arturo Pérez-Reverte. C’è quel senso di sbagliato in quel che il protagonista sta vivendo, nel momento in cui entra in contatto con lo pseudobiblion attorno al quale ruota la vicenda e che mi ha ricordato An occurrence at Owl Creek Bridge di Ambrose Bierce e lo splendido Allucinazione Perversa di Lyne. Gioca anche, Girola ad autocitarsi, inserendo un inside joke che rimanda al suo ciclo di Mondo Delta. Adoro queste cose. In Milano Doppleganger, Girola riesce veramente a regalare dei momenti di visionarietà suggestiva. I mondi tra le pieghe del mondo che il protagonista attraversa, sfumano inquietantemente l’uno nell’altro, rendendo l’incubo del finire in luoghi terribili e sconosciuti, una casualità banale come lo svoltare nel vicolo sbagliato. Angosciante.

Più ancorato all’attualità e alla cronaca nera, Il Tour è il racconto più breve. La ricostruzione di una serie di omicidi con valenze rituali e l’esistenza di una setta esoterica è un mix che, se sapientemente gestito, riesce sempre avere fascino e presa. La Lombardia nascosta ritorna in piccoli lampi, scatti, stradine, crocicchi e paesi dell’hinterland e tratteggia una regione della quale onestamente si sa poco, fagocitata da quella centrifuga metropolitana che è Milano. Trama asciutta, scrittura essenziale, taglio cronachistico e nessun lieto fine concorrono a renderne la lettura veloce e soddisfacente.

Brianzilvania anticipando forse inconsciamente l’eco suscitato dal film Risorse Umane

di Virzì, punta il suo occhio immaginifico sulla regione lombarda più ricca e mitizzata. Solido horror con riferimenti interessanti, uno su tutti il film di Corrado Farina Hanno cambiato faccia, Brianzilvania innesta una sana e sempre attuale critica di tipo sociale su uno scenario dai riverberi lovecraftiani. Alterna la solida, concreta natura dei lombardi lavoratori indefessi a una sottile, sotterranea vena pulsante di omertà e passiva complicità, che sono le caratteristiche più agghiaccianti della provincia profonda. L’ombra di Angus Scrimm, automobili senzienti e un paesaggio ambiguo come la vista che permette la nebbia sempiterna, costruiscono l’ennesima dimensione, una foggy zone nella quale l’autore meneghino si muove con invidiabile sicurezza. Devo comunque segnalare una forse eccessiva linearità nella trama e una semplicità di sviluppo che non inficiano minimamente il piacere della lettura;sapete, a me piace complicarmi la vita.

*Una volta, durante una delle presentazioni di Masche che avevo tenuto in giro, tra Piemonte e Lombardia, il relatore che conduceva, mi aveva chiesto che differenza percepivo tra essere autore ed essere scrittore. Domanda non proprio agile. Avevo risposto che, a mio parere, lo scrittore riesce a raccontare qualsiasi cosa, mantenendo uno stile e un registro narrativo perfettamente adattabile alla vicenda che doveva scrivere. L’autore faceva la stessa cosa ma usando sempre e invariabilmente il suo “occhio”, il suo mondo. Credo che Girola riesca a essere una sintesi di entrambe le cose.

Doverosamente, questi sono i link su Amazon per acquistare i lavori recensiti:

Milano Doppelganger

Il Tour

Brianzilvania

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4 thoughts on “I mondi di Girola

  1. Grazie di cuore!
    Tre parole che non rendono abbastanza bene l’idea di quanto mi ha fatto piacere questo tuo dossier sui miei ebook del ciclo “Italia Doppelganger”.
    Mi piace scriverli e al contempo mi inquieta un po’. A furia di aprire “porte”, vai a vedere che.prima.o poi qualcosa ne esce…

    Anyway, grazie ancora. Anche per le belle parole di inizio post!

    • Semplicemente prego. Non aggiungo molto perche’ quel che c’era da dire l’hai appena letto. Sai che non credo minimamente alla competizione tra scrittori. Se un collega scrive cose che apprezzo e’ giusto che lo dica, diversamente preferisco un diplomatico silenzio!

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