I mecha di Napoleone III di Alessandro Girola


I Mecha di Napoleone III è il seguito diretto del già recensito I robot di La Marmora. Il genere steampunk/ucronico, con tutte le varie declinazioni del caso, appare come l’ambiente ideale per l’autore meneghino e questo secondo episodio, segna una svolta notevole, sia nella storia che nell’evoluzione di Girola scrittore. Come già accennato per Marco Siena, Alessandro Girola è, a mio avviso, uno dei nomi di punta di questo cartello di scrittori nostrani che proseguono, contestualmente alla nostra epoca,quel progetto di buona narrativa d’intrattenimento e speculazione che vede in Emilio Salgari un autorevole precursore. Seguo la sua attività da tempo, accomunato da una serie importante di comuni passioni e da una stima reciproca nata dall’amore per la narrativa di genere e per il fantastico in tutte le sue accezioni e totalmente disinteressato a ipocriti e dietrologi in mala fede, molto lietamente recensisco questo suo spassoso lavoro.

Sinossi (dal blog dell’autore)

Primavera del 1871. Infuria la guerra Franco-Prussiana. I mostri-guerrieri al seguito degli eserciti germanici sono sempre più forti, più grandi e più resistenti. A essi Napoleone III, Imperatore di Francia, oppone i Titani, robot alti cinquanta metri, pilotati da ufficiali dell’Armée de terre e da genieri italiani della Brigata Giganti.
Sullo sfondo del conflitto ci sono le due fazioni di Nekton, gli alieni naufragati anni prima sulla Terra, e divisi da profonde divergenze politiche e morali.
Mentre sul fronte della Lorena fa la sua comparsa il più letale mostro al servizio degli austro-prussiani, il Tarrasque, tra Francia e Italia si studia un disperato piano per ribaltare le sorti della guerra

Fondamentalmente è una rielaborazione fantascientifica della III guerra d’indipendenza, un po come se Turtledove avesse sviluppato la sua saga dell’Invasione durante il Risorgimento. Il progetto di Alessandro Girola è decisamente ben strutturato, supportato da una documentazione storica e oplologica notevole e approfondita, a testimonianza di un approccio professionale che dovrebbe fare la differenza, a dispetto della marea di materiale autoprodotto e autopubblicato contro il quale, un certo conservatorismo culturale e intellettuale tende a scagliarsi. Perchè I mecha di Napoleone III è un ottimo romanzo fantascientifico, nettamente superiore al capitolo precedente e lavoro che dimostra la costante evoluzione di un autore coraggioso, che sta lottando con le unghie ed i denti per far affermare il fantastico nazionale, in questo paese incancrenito da autoreferenzialità e intellettualismo snobista e salottiero. E’ migliorato lo stile, serrato ma senza uscirne impoverito, dotato di un ritmo, una cadenza delle azioni e dei dialoghi che ben s’armonizzano nel mondo evocato in questo ciclo. I personaggi riescono a essere ben delineati senza apparire macchiettistici e se Lene Lie è, a mio avviso, il miglior personaggio femminile che Girola è riuscito a creare, Antoine De Leur è probabilmente quello più contestualizzato: un vulcanico scienziato/pilota di mecha, nobile, tombeur de femme, amante del cognac e delle belle donne, accompagnato da Nafasi, colossale guerriero della Tanganiga che ne è spalla azzeccata e caratteristica, sorta di Lothar steampunk.

Abbiamo così uno stile moderno ed estremamente dinamico. I combattimenti sono fragorosi e cinematici ed è impossibile con cogliere gli echi infantili degli scontri tra titani robotici di Go Nagai e quelli più recenti del Del Toro di Pacific Rim. Un autentico sense of wonder, pervade le pagine de I mecha. Sembra di vivere tutto il divertimento e il coinvolgimento che Girola voleva trasmetterci raccontando i suoi scontri tra Titani alti sessanta metri e mostri giganteschi e terribili. Si sale su di un ottovolante fatto di parole, immagini e sensazioni ma senza ingenuità, con la consapevolezza che non si può vendere al lettore, oggi, una semplice storia di sterili combattimenti. C’è tutto un mondo dietro. Un mondo che cambia profondamente dopo che gli alieni nekton sono naufragati sulla terra, inserendosi nelle vicende delle nazioni europee e segnandone lo sviluppo con l’intrusione della loro tecnologia. Forse, I mecha vuole essere anche metafora, come nella migliore tradizione del genere fantastico. Il conflitto e le meschinità dell’uomo che, quando non accetta un cambiamento, cerca di sfruttarlo soltanto per i suoi interessi più biechi. Il romanzo si legge tutto d’un fiato e il finale aperto e preludio al terzo capitolo, non fa altro che lasciarci il gusto forte e aromatico, come il cognac di De Leur, di una storia che reinventa il passato per un presente che non ha voglia di camminare verso il futuro.

Caldamente consigliato.

Qui, il link per scaricare il romanzo a un prezzo ridicolo e qui, il blog dell’autore, che merita sempre una visita.

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2 thoughts on “I mecha di Napoleone III di Alessandro Girola

  1. Mi sembrava brutto commentare la recensione di un mio libro ma, ripassando da qui, non posso trattenermi.
    Cercherò di essere quantomeno breve, per non rubare spazio. Quindi ti dico soltanto grazie.
    Anzi, aggiungo che hai colto molti aspetti del mio ebook, anche quelli che ho nascosto bene 😉

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