Cùgnet, l’omino della sabbia piemontese e le leggende di Pont Canavese


Scorcio di Pont Canavese

Pont Canavese nasce da un antico Castrum romano. La torre più antica, testimonianza dell’insediamento militare è la Torre Tellaria (Thelarii) alla quale si sommano altre, risalenti a epoche successive, tra le  quali si ricordano il campanile della chiesa di Santa Maria, la torre di guardia dei De Doblatio e la Ferranda. La loro costruzione è attribuita ad Arduino d’Ivrea, primo, presunto re d’Italia e più precisamente durante la guerra combattuta contro l’Imperatore Enrico II.

La presenza delle torri, unita a un affascinante folklore che, come tutto quello piemontese, vede incrociarsi miti liguri, celti, germanici e cristiani, ha originato diverse,  stimolanti legggende. La madama Rua, per esempio, signora che abitava la torre Tellaria, Masca di nobile lignaggio, si direbbe, viste le sue discutibili abitudini alimentari, visto che amava pasteggiare con poveri bambini locali e trasformatasi in corvo per sfuggire alla furia vendicativa dei paesani ma ancora più interessanti sono le misteriose presenze che popolerebbero un fitto intricodi tunnel, cunicoli e anfratti che s’intreccerebbero sotto la superficie di Pont,collegando le torri e altre strutture che il tempo ha cancellato dal paesaggio locale.

Gruppi di folletti infesterebbero il sottosuolo di Pont,  impegnati a estrarre polvere d’oro setacciando i fondali del torrente Orco. Due in particolare, sono protagonisti privilegiati delle leggende del paese:  Furicc e Cùgnet.

Furicc è dispettoso e birichino, fedele a una certa iconografia classica riguardante il suo popolo. Cùgnet invece è un folletto buono con una caratteristica che lo accomuna in maniera sorprendente a un celebre mito anglosassone: l’omino della sabbia, Sandman. Al pari  del collega nordico, Cùgnet, piccolo e agile, attraversa le notti di Pont Canavese spargendo una polverina magica per far addormentare serenamente i bambini della valle.

Il Sandman di Neil Gaiman trae ispirazione dalla figura folkloristica nordica ma con ben altri registri, ciò nonostante, alcune similitudini nella figura, si ritrovano.

Per chi fosse interessato alla leggenda di Cùgnet, in questo sito è possibile leggerne una versione particolareggiata.

Se poi andiamo più lontano nel tempo passato troviamo la leggenda del grande lago che si estendeva da Sparone fino a Voira e nel cui centro si ergevano due colline abitate da creature misteriose che impedivano agli uomini di attraversare il lago obbligandoli a risalire i fianchi delle montagne per passare da un luogo all’altro. Alla loro presenza si dovrebbero sia le successive costruzioni dei castelli che la nascita delle numerose borgate di Pont.*

*Fonte diretta, sito del comune di Pont Canavese.

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4 thoughts on “Cùgnet, l’omino della sabbia piemontese e le leggende di Pont Canavese

    • L’arco alpino é terra di frontiera e il suo folklore lo rispetta a meraviglia. Le influenze celtiche e aggiungerei nordiche sono particolarmente forti… Quindi tutta una nuova iconografia si potrebbe formare con una potenzialità fortissima ed è proprio quello che sto tentando di fare con i miei libri.

  1. Il folclore è rapportato ai miti e alle leggende… Certo che anche i grandi scrittori di fiabe per ragazzi, hanno preso in prestito figure retoriche dal folklore… mi ritornano in mente Grimm o i fratelli Andersen. Dovrei rovistare nella memoria per “estrarre” qualche vecchia storia che mi raccontava mia nonna 😉
    Nella scrittura creativa, citando esempio in prima persona, adoro risalire ai miti celtici… in fondo il mio DNA è legato a loro! Serena serata e grazie di cuore per lo spunto di riflessione
    Claudine

    • Prego 😉
      In effetti, anche io scrivo libri ispirandomi a miti e folklore della mia regione, nella fattispecie, il Piemonte (siamo così confinanti)regione che ha conosciuto innumerevoli influenze, tra le quali anche quelle celtiche. Suggestioni e interesse sono molteplici e garantiti.
      Buona serata anche a te.

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