Il Mangiateste, di Samuel Giorgi


Direttamente dal sito dell’editrice:

Grazzeno è un paesino della Val d’Ossola che non ha niente di speciale. Se non fosse per quei tredici suicidi nell’arco di pochi mesi che hanno lasciato la polizia senza risposte e la comunità in preda al panico. Il giorno in cui, tra quelle montagne, arriva Luna Fontanasecca, molti la osservano con curiosità e diffidenza. La cosa non la disturba, ci è abituata. «Quando sei fatta come me, o ti rodi il fegato per tutta la vita oppure ti ci diverti. Niente di straordinario, sono solo un po’ insolita. Smunta, magra e pallida, una specie di cencio scolorito.» Luna è una giovane criminologa dotata di un intuito singolare. Fa parte della squadra del professor Bruno Widmann, specializzata in casi irrisolti e dai metodi poco convenzionali. Mentre cerca di fare luce sulla vicenda si imbatte in antiche superstizioni di cui qualcuno si serve per spiegare quell’orrore. E in una figura misteriosa fuggita da un incubo: il Mangiateste. A ben vedere Grazzeno non è proprio un posto qualunque. A Villa Luce, la clinica che in paese ospita soggetti con gravi problemi psichici, succedono cose strane. Soprattutto in quell’Ala Est di cui nessuno parla. Luna non è tipo da lasciarsi impressionare, ma quando dopo mesi di quiete le morti riprendono, capisce che non può più essere solo una spettatrice. Ora, in quella storia, c’è dentro fino al collo.

Non mi è immediato il recensire serenamente l’opera prima di Samuel Giorgi, esordiente che parte in pole  position con Piemme. Classe 1968, una laurea in lingua e letterature straniere. La mia stessa leva, i miei stessi interessi e passioni,  una medesima morbosa voglia di fare paura.

Il Mangiateste, è ambientato in Piemonte, poi. Precisamente a Grazzeno, immaginaro paesino della Val d’Ossola e la protagonista è membro di un gruppo di profiler dotati di talenti al di fuori dell’ordinario, sotto la direzione del geniale ed ineffabile professor Bruno Widmann.

Il romanzo è ufficialmente un thriller ma alcuni elementi paranormali, tendono a spostare l’asse della storia su un versante tendenzialmente horror. La realtà è che Il Mangiateste si inserisce in quel vasto e ibridato filone di storie contraddistinte da suggestioni soprannaturali ma calate in contesti che si sforzano di apparire il più realistici possibile. Capostipite di questa ibridazione è senz’altro Seven ma la squadra di Widmann, rimanda inevitabilmente a serial come Criminal Minds.

Un grosso pregio del romanzo è la storia stessa, originale e inedita. L’epidemia di suicidi è un frangente dalle potenti valenze destabilizzanti e rimanda a oscuri fatti di cronaca, realmente accaduti in un recente passato. La figura di Widmann è interessante e memorabile come anche l’idea della squadra di talenti con sede in un sotterraneo  della Bicocca. Personalmente lo vedrei molto bene come collaboratore lombardo del DIP!

L’io narrante, Luna invece è un personaggio decisamente più difficile e altrettanto interessante, totalmente fuori dai canoni ordinari, nell’ambito  di libri come quello di Giorgi. Luna Fontanasecca è una donna non bella, non simpatica e attenta a non evocare facile simpatia. Un personaggio scomodo all’interno di una vicenda priva di appigli rassicuranti. Il senso di destabilizzazione che prova il lettore è praticamente costante e questa è un’ottima prova d’autore, da parte di Samuel.

Il romanzo adotta la tecnica dei capitoli alternati.Alcune parti sono narrate in prima persona da Luna, altri in terza, spostanto i POV tra i vari protagonisti: gli abitanti di Grazzeno, Widmann, gli altri membri della squadra. La mutazione continua dei punti di vista contribuisce a costruire un mosaico complesso e variegato, abbastanza funzionale allo sviluppo della trama e uno stile di scrittura pulito e diretto, contraddistinto da un costante utilizzo dei dialoghi che rende la lettura snella, a scapito delle oltre 400 pagine del libro. In più punti, proseguendo con la lettura, il secco realismo del paesino di montagna, sfuma, a tratti sorprendentemente e una fantasia con tocchi di visionarietà, irrompe d’improvviso, scompaginando continuamente il registro della vicenda. Il castello e villa Luce sono due lampanti esempi ma anche gli aspetti più splatter  riescono efficacemente a prendere il lettore.Un buon thriller con aspetti soprannaturali, quindi; figlio nostrano di una tradizione di autori anglosassoni, che mi ha ricordato un po’ Dean Koontz ma con quel tocco inevitabilmente europeo che per me rimane sempre un valore aggiuntoResta la sensazione, imbrigliata tra le righe e le parole, che il buon Samuel avesse in mente di osare di più, sia come situazioni che come sviluppo del libro ma che sembra ben promettere per il futuro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

tacchi dadi e datteri

mescolanza è diverso da confusione

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Scrittore è colui che decide di essere libero.

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Luca Trifilio

Pensieri, racconti, recensioni e cose fortuite

stillrocking

Voglio fare la differenza

MISTERI DEL NAZISMO

I Segreti Occulti del Terzo Reich

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Per alcune persone scrivere non è un hobby o un lavoro, è una necessità. Io sono una di esse.

correzionedibozze & editing

[Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.][Silvio D'Arzo]

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

Andrea Wierer

corporate storytelling

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: