L’amicizia tra scrittori


Foto di gruppo

L’aver rispolverato, per fini squisitamente nostalgici, alcuni racconti di Lovecraft e Clark Ashton Smith, mi ha improvvisamente ricordato la duratura amicizia che si era instaurata tra i due. Riassumendo brevemente, Clark Ashton Smith, nato nel 1893 in California, segue una vita serena e un decorso irregolare degli studi, tanto che a tre anni dal conseguimento del diploma, abbandona la scuola e prosegue gli studi autonomamente. Dotato di memoria notevole, leggeva interi vocabolari ed enciclopedie, imparò, quasi autodidatta il latino a un livello tale da parmettergli la lettura dei grandi classici in lingua originale e un’ottima padronanza del francese. A partire dal 1910, Clark, incomincia a comporre poesie e nel 1911 conosce quel che sarà il suo mentore fino all’anno della sua morte, il 1926; il poeta statunitense George Sterling. La prima raccolta poetica che il giovane Clark pubblica, a soli 19 anni, The star-treader and other poems, viene accolta entusiasticamente con critiche lodevoli, definito il Keats o il Byron del pacifico. Nello stesso anno, incontra le poesie di Baudelaire, e folgorato,  si impegnerà nella lodevole traduzione in inglese di molte di esse. Sembra poi che nel 1912, Ambrose Bierce si sarebbe adoperato a favore del giovane talento californiano, raccomandandolo a diversi editori.

Lovecraft, ha bisogno di presentazioni?

Clark Ashton Smith all’epoca delle sue maggiori amicizie

Nel 1922 incomincia la lunga amicizia epistolare con  Howard Philips Lovecraft. Sembra che i due non si siano mai incontrati di persona ma per oltre tre lustri, la corrispondenza aveva saldato un rapporto che andava al di la della frequentazione fisica. Lovecraft fu prodigo di consigli e incoraggiò la vena narrrativa di Clark Ashton Smith, consigliandogli di pubblicare racconti per le diverse riviste letterarie per poter rimpolpare le sue modeste entrate. L’ultima opera scritta da Lovecraft, prima della morte, era la poesia intitolata To Klarkash-Ton, lord of Averoigne.

Il periodo di maggior ispirazione narrativa è identificato tra il 1928 e il 1935, i cicli di Hyperborea e il celebre Zothique vengono scritti proprio in quel lasso di tempo e risale a quegli anni la sua rete di relazioni con altri padri della letteratura fantastica del periodo, tra i quali, impossibile non ricordare una delle punte di Weird Tales, Edgar Hoffman Price e Robert E. Howard, padre di Conan il cimmero.

R.E.Howard

Howard, proprio assieme a Clark Ashton Smith, Lovecraft e August Derleth divennero noti proprio come Il Circolo Lovecraft e lo scambio artistico tra i quattro aveva permesso un notevole impulso alle loro attività oltre che a una longeva e riconoscente promozione dell’opera di Lovecraft, dopo la sua scomparsa.

August Derleth

Il fiorire di scontri, più che incontri, di detrazioni, più che di critiche costruttive appare invece una cifra caratteristica di certi ambienti letterari nostrani, senza contare la costante malafede di certa utenza quando ci si azzarda a recensire l’opera di un collega col quale si intrattengono cordiali relazioni di bloggin o sui vari social media, eppure, rivedendo l’intreccio personale che ha contraddistinto questi padri del fantastico, non vedo differenze di sorta, perfino la virtulità delle loro relazioni trova tangenze con molte  delle mie frequentazioni.*

Erano una cricca? Un cartello? O più prosaicamente uomini che amavano scrivere sull’onda della fantasia e che di questo sogno ritrovavano un comune punto d’incontro? Non so se certa stampa o critica dell’epoca avesse bollato come ipocrita e interessata l’amicizia tra i sopracitati, quel che è certo, è il risultato, che ha resistito al tempo e ancora adesso ci bea, ogni volta che ne leggiamo i frutti.**

*Davide Mana, per esempio vive a una ventina di km da casa mia, non una distanza siderale eppure non ci si è mai visti di persona…

**Amicizia e collaborazione hanno anche esempi molto più “seri” in letteratura, un esempio notevole è Lo straordinario carteggio tra Mario La Cava e Leonardo Sascia

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