Filosofie librarie in musica


Uno può pensare che una serie di pensieri e considerazioni si trasformino in ossessione seguendo il decorso degli ultimi post pubblicati sul Taccuino e probabilmente non  penserebbe male. Possiedo tante ossessioni: lo scrivere, la pioggia, il fantastico, la politica,lo scrivere, leggere, le gambe delle donne,le gambe delle donne con belle calze, cravatte, cappelli, impermeabili e bretelle, lo scrivere…

Così, in una serie di associazioni mentali, mi sono ricordato di una splendida canzone di Björk, Bachelorette.

Bachelorette  è un brano del 1997, pubblicato con l’album Homogenic

il testo è stato scritto da Björk con la collaborazione del poeta islandese Sjòn ed è essenzialmente una profonda storia d’amore che merita una rilettura, specificamente in relazione con il video,realizzato per questo singolo. Sotto la regia del fedele regista francese Michel Gondryil video racconta con stile eclettico e fortemente simbolico, l’ascesa e la caduta di una scrittrice che sull’onda del successo vertiginoso raggiunto per merito di un libro che aveva ritrovato sepolto in giardino, dotato della capacità  di scriversi da solo, trova e perde l’amore. Parte del video è stato realizzato come una rappresentazione dentro la rappresentazione.

Forse lo sviscerare, nel mio piccolo la  condizione della narrativa nel Belpaese , ha acuito in maniera inedita certi miei sensi ma nella storia del video di Bachelorette, vedo calzante lo stato in cui versa l’editoria e gli autori che vi orbitano attorno. Vedo come l’amore verso una delle attività più antiche e nobili dell’uomo può essere tradito e snaturato da leggi di mercato totalmente artificiose e drogate, vedo come una vocazione può essere sfruttata e tradita con naturalezza commovente, vedo come oggi, chi scrive per amore, passione, frustrazione, istinto, pulsione, può vedere il sentiero dei propri sogni  e incubi scintillare fino a perdersi nel nulla. Eppure… eppure scrivere,  narrare, raccontare storie e donare noi stessi in forma traslata di pensieri e parole ed espressioni disparate, è stata, è e sempre sarà la via maestra che percorrerò, nel bene e nel male. So che voi la fuori, voi che sentite come me quel peso vagamente acido che grava e spinge e ci toglie il sonno mentre incessantemente pensiamo a come mettere su carta, tutta questa pressione, voi, sì potete capire.

Sono un sentiero di ceneri
che brucia sotto i tuoi piedi
Sei l’unico che può percorrermi
Io sono la tua unica strada

La sentite? La sentite la storia che chiama? E allora? Intanto ascoltiamoci la canzone, è il minimo.

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