Gli Ispiratori del Settimino: I Figli del fuoco, di Tobe Hooper


Questa volta, annovero tra gli ispiratori del mio ultimo romanzo, un brutto film. La scelta di questa discontinuità narrativa è dettata dal fatto che anche un brutto film può essere fonte di suggestioni e visioni efficaci, al di la’ del risultato complessivo. Peccato, perché I Figli del fuoco, titolo originale Spontaneous Combustion, produzione USA del 1990, recava la regia del maestro Tobe Hooper. Che Hooper ci abbia abituato a scivoloni e cadute di stile, non è una novità purtroppo ma SC, malgrado la sceneggiatura originale del regista e un plot tutt’altro che banale, non riesce a centrare l’obiettivo, regalandoci un film assolutamente al di sotto delle aspettative che il nome del regista tende sempre a creare. Un film discontinuo, mal supportato da una recitazione decisamente sopra le righe, con il protagonista, Sam, interpretato da un Brad Dourif in vena di smorfie e occhi sbarrati, figlio di una coppia sottoposta a un esperimento di sopravvivenza a un test nucleare, dopo aver assunto un non ben identificato siero, che avrebbe dovuto aver la funzione di immunizzarli dall’effetto delle radiazioni e li porta successivamente alla morte, per causa di un fenomeno di autocombustione spontanea. L’orfano sopravvissuto alla tragedia, ha ereditato poteri pirocinetici e si mette sulle tracce di militari e scienziati che hanno segnato così drammaticamente la sua vita.

Gli elementi canonici del sottogenere, ritornano alla ribalta. Un progetto segreto, il complesso militare/industriale di kennediana memoria, ancora sullo sfondo della storia americana, un esperimento che non funziona come dovrebbe, un protagonista con poteri paranormali che cerca vendetta. Un plot classico che, secondo me, ben sfruttato, riesce sempre a coinvolgere ed appassionare. Alcune di queste atmosfere riescono a ben emergere, sopratutto nel prologo del film, che si apre in bianco e nero e ci mostra l’esecuzione dell’esperimento che segnerà l’esistenza di Sam. I ’50’s americani emergono con un occhio caricaturale, come a voler sottolineare il contrasto stridente e disturbante tra l’immaginario dell’American Way of life e gli orrori che celava. Alcuni effetti di combustione indotta riescono a essere efficaci ma la morte di John Landis risulta fin ridicola e non riesce a evocare l’orrore che dovrebbe far provare. Infatti, è proprio dal punto di vista stilistico che il film risulta piatto e privo di pathos visivo, tanto che a tratti sembra di assistere a uno scadente prodotto televisivo. Che i ’90’s siano stati anni di crisi per l’horror è risaputo e I figli del fuoco ne è una dimostrazione desolatamente efficacie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Scrittore è colui che decide di essere libero.

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Luca Trifilio

Pensieri, racconti, recensioni e cose fortuite

stillrocking

Voglio fare la differenza

MISTERI DEL NAZISMO

I SEGRETI OCCULTI DEL III REICH

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Per alcune persone scrivere non è un hobby o un lavoro, è una necessità. Io sono una di esse.

correzionedibozze & editing

[Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.][Silvio D'Arzo]

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

Andrea Wierer

corporate storytelling

LM

cosa leggono i passeggeri nei vagoni affollati?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: