Lomellina in giallo: bilancio e considerazioni


Il rapporto tra il sottoscritto e il signor Riccardo Sedini si può riassumere come una solida amicizia professionale. Conosciuto attraverso Facebook, per indiretti motivi, nutro nei suoi confronti un inestinguibile sentimento di riconoscenza poichè senza il suo contributo, la mia storia di scribacchino sarebbe probabilmente ben diversa da quella attuale. Riccardo Sedini è anche e sopratutto una delle anime di Lomellina in giallo, festival letterario itinerante, dislocato nel noto territorio del pavese e organizzato dall’Associazione culturale Giallomania.

Riccardo Sedini

Di festival letterari, con annessi concorsi, lo stivale ne è pieno, al punto di far raggiungere un livello di saturazione fastidiosa nei confronti di questo tipo di manifestazioni. Perchè quindi dedicare un post in particolare a questo evento? La malizia dei commentatori in malafede noterà senz’altro che sono un frequentatore assiduo di Lomellina in giallo (LIG); che ho partecipato, come concorrente alla primissima edizione, svoltasi in quel di Pieve del Cairo e che ho presentato i miei libri sia alla seconda che a questa terza ma questo non vuole essere un mero post di ringraziamenti per la possibilità di promozione che lo spazio di LIG mi ha permesso. E’ l’onestà del progetto che mi preme sottolineare. LIG è nata dall’amore e dalla passione di un gruppo di persone che non esito a definire splendide, distanti anni luce dalle logiche commerciali e pubblicistiche che molto spesso animano festival e concorsi. Uno spirito pionieristico e disinteressato anima la rassegna fin dalla prima edizione e l’attenzione viene sempre focalizzata su autori esordienti, scrittori di piccole e medie case editrici e l’appoggio affettuoso delle piccole librerie indipendenti. Come un germoglio, LIG ha preso a crescere e a migliorare in qualità; giunta alle terza edizione, nomi di spicco del panorama della letteratura gialla, noir e derivati, hanno iniziato a frequentare il festival, a riprova che esistono anche palcoscenici che non si preoccupano dell’aspetto più glamour e mondano del mondo degli scrittori nostrani ma si concentrano sui libri e le loro storie. Senza LIG non avrei mai avuto la possibilità di conoscere direttamente autori del calibro di Massimo Carlotto, Valerio varesi o Michele Giuttari; poterci chiacchierare, dividere convivialmente un pasto e, inevitabilmente imparare. Forse è la prima volta che mi trovo di fronte a una serie di eventi nei quali si diventa parte attiva e certo divismo o feticistico interesse nei confronti del personaggio autore, vengono relegati ad aspetto del tutto secondario e ininfluente a scapito della narrazione. Spero di poter partecipare anche alle prossime edizioni di LIG e per una volta, sfodero tutta la faccia tosta di cui sono capace e invito tutti coloro che possono a seguirla.

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