Gli ispiratori del Settimino: Il Tocco della medusa, di Jack Gold


efntp4vatmwepvzhe2a9o2bhmhrJack Gold è un regista inglese impegnato sopratutto in produzioni televisive a tema storico e letterario, generi nei quali gli inglesi hanno sempre eccelso ma negli anni ’70 ha diretto alcune produzioni per il grande schermo che si sono distinte per originalità e interesse. Nel 1973 dirige Who? L’uomo dai due volti, storia di spionaggio intrisa di paranoia e ambiguità, ruotante attorno all’inquietante figura di cyborg dall’identità misteriosa. Nel 1975 dirige L’Uomo Venerdì, Interessante rivisitazione di Robinson Crusoe, vista dalla parte dell’indigeno Venerdì e infine, nel 1978, ci regala il terrificante Il Tocco della Medusa.

Per la trama completa, vi rimando al riassunto riportato da Wikipedia, sul link soprastante e parliamo in dettaglio delle suggestioni di questo film.

Anche nel Tocco della Medusa (ITDM) abbiamo una vicenda cupa e inquietante che ruota attorno alla figura del tormentato scrittore John Morlar, un intenso Richard Burton, rinvenuto nella sua abitazione in coma e col cranio fracassato. Al caso, lavora Brunel, poliziotto francese (un solido Lino Ventura)aggregato a Scotland Yard, il quale ricostruisce la vita di Morlar e la girandola di fatti terribili che sembrano costellare tutta la sua esistenza. Aiutato dalla dottoressa Zonfeld, la psicologa che assisteva il tormentato scrittore,(Lee Remick) Brunel giunge a un’agghiacciante scoperta. Morlar è un esper, un individuo dotato di immensi poteri ESP in grado di provocare morti e catastrofi. Il personaggio di Burton è un uomo profondo, intelligente e tormentato dalle ingiuste discrepanze della società moderna e i suoi giudizi sugli uomini e le loro istituzioni sono gli spunti etici che lo spingono a provocare disastri dall’intento punitivo. La struttura del film è complessa, basata su una costante alternanza di flashback vissuti in seconda persona, il che mette a dura prova il montaggio mentre ritroviamo un’incursione di stampo argentiano in una particolare sequenza in soggettiva. Illuminato da una fotografia fredda e buia, ITDM, è un film che al di là del flebile ottimismo finale, non riesce a rassicurare in nessun momento. Un’atmosfera di rischio incombente grava dall’inizio alla fine e un sottile ma incandescente filo di rabbia lega ogni accadimento. La rabbia, il rancore di chi capisce come sta funzionando il mondo, le sue ingiustizie, le sue meschine crudeltà. Da questo punto di vista, ITDM è un film concettualmente ancorato allo spirito contestatore che ha pervaso la società occidentale tra gli anni ’60 e ’70, inneggia a suo modo alla pace e alla giustizia ma al posto dei fiori nei cannoni fa crollare la cattedrale di Westminster, schiantare aerei di linea contro grattacieli in un eco pre-11 settembre che oggi guardiamo con occhi ben diversi e, come nelle profezie di Regan ne l’Esorcista, fa morire astronauti in missione. Un film inaspettatamente intriso di rabbia nichilista, dove la furia di Morlar, che prevarica vita e morte, travolge ogni basamento della civiltà contemporanea. Una furia totalmente irrazionale, votata alla distruzione. Assistiamo così a una serie di sconfitte. La sconfitta della ragione, nel suicidio indotto della dottoressa Zonfeld (e probabilmente per questa ragione che Gold si discosta dal romanzo di Peter Van Greenaway, trasformando lo psicologo ebreo reduce di deportazione nel più fragile personaggio di Lee Remick, sottraendo una motivazione più profonda ma più razionale al suo suicidio). La sconfitta del pragmatismo, nel sostanziale fallimento delle indagini di Brunel e infine la sconfitta delle istituzioni, in quanto rappresentanza e simbolo di un mondo spietato ed egoista.

Uscito nello stesso anno di The Fury, trattando le medesime tematiche, ne esce bene, dal confronto, opponendo un occhio europeo, dolente e introspettivo e se gli occhi di Amy Irving al culmine dei suoi poteri, nel film di De Palma, sono diventati un’icona distintiva; lo sguardo freddo e allucinato di Richard Burton, nel finale del Tocco della Medusa è a mio avviso, uno dei più spaventosi che ricordo di aver visto in un film.

Annunci

6 thoughts on “Gli ispiratori del Settimino: Il Tocco della medusa, di Jack Gold

  1. Pingback: Gli ispiratori del Settimino: Scanners, di David Cronenberg | Taccuino da altri mondi

  2. L’ha ribloggato su Taccuino da altri mondie ha commentato:

    Visto che, dati alla mano, le riproposizioni dei post dedicati agli ispiratori del Settimino funzionano, aggiungiamo l’inquietante Il Tocco della Medusa, di Jack Gold. Qua le atmosfere del Settimino si empatizzano con forza:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

tacchi dadi e datteri

mescolanza è diverso da confusione

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Scrittore è colui che decide di essere libero.

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Luca Trifilio

Pensieri, racconti, recensioni e cose fortuite

stillrocking

Voglio fare la differenza

MISTERI DEL NAZISMO

I Segreti Occulti del Terzo Reich

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Per alcune persone scrivere non è un hobby o un lavoro, è una necessità. Io sono una di esse.

correzionedibozze & editing

[Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.][Silvio D'Arzo]

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

Andrea Wierer

corporate storytelling

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: