Il lato oscuro della Repubblica. (Quasi un Backstage de IL SETTIMINO)


Lo sforzo costante di creare molteplici livelli di lettura e interpretazionem nei romanzi che scrivo, mi porta  a costruire intrecci e associazioni inusuali. Con IL SETTIMINO ho voluto battere strade nuove e tematiche apparentemente lontane dai libri precedenti. Inizialmente volevo scrivere una storia che rimandasse al tema dei poteri paranormali, in un excursus che partiva dal mito dei nati prematuri fino a una personale rivisitazione in salsa piemontese delle facoltà ESP. I richiami sono noti: L’Incendiaria di King, Torri all’Imbrunire di Barker, The Fury (sia il film di Brian De Palma che il romanzo di John Farris da cui era tratto)Il tocco della medusa (idem) e inevitabilmente anche Scanners di Cronenberg. Così, anche ne IL SETTIMINO ritroviamo un personaggio dotato di poteri terribili e inquietanti e un intreccio di servizi segreti che ruota attorno alla sua figura e all’assassinio del segretario del più importante partito d’opposizione in Italia.

E’ stato un gioco forza, nel momento in cui ho deciso di inserire delle trame con agenti segreti e complottisti, attingere alla vasta, complessa e a tratti soprannaturale storia della nostra travagliata Repubblica. Approfondendo il tema e facendo faticosamente attenzione a non finire invischiato in un ginepraio che già sospettavo tortuoso e labirintico. Teorie complottiste ed esoteriche compaiono dietro ogni tragico fatto della nostra storia recente e mi si è aperto un universo oscuro e affascinante, al quale attingere con brama inaspettata.

Preso da una foga imprevista, dalla storia intimistica e quasi minimale del giovane settimino astigiano, mi sono ritrovato a giocare con sconsiderata leggerezza con la lunga notte della nostra nazione, inserendo fatti e personaggi reali e intrecciandoli saldamente nella vicenda, grazie al lavoro della misteriosa Sezione.

Procediamo con un minimo di criterio. La Sezione è quella branca che, sullo sfondo delle trasformazioni che il generale De Lorenzo stava attuando in seno ai nostri servizi segreti, deve occuparsi di ricerche paranormali nell’interesse dei poteri occulti che si celano dietro di essa. Un DIP che lavora contro lo stato democratico, anzichè al suo servizio.

Sezione aurea: nel seguito de IL SETTIMINO, spiegherò anche questa.

Le ricerche che ho compiuto e che sto proseguendo, invischiato e affascinato dalle sconvolgenti e inaspettate ramificazioni, mi hanno portato nelle più disparate interpretazioni di alcuni dei casi più eclatanti della nostra storia recente, in particolare, il Caso Moro si è dimostrato uno scrigno di misteri sui quali speculare con una certa spregiudicatezza.

Esiste tutta una corrente d’indagine volta all’interpretazione del rapimento e successivo assassinio del Presidente del Consiglio democristiano in chiave esoterica. Dalla seduta spiritica svolta da Prodi, Baldassari e Clò, dalla quale sarebbe emerso il nome di Gradoli alle traduzioni in codice rosacrociano delle singole parole che compaiono nella tragica vicenda. Dalle trame massoniche fino al Priorato di Sion in una girandola di concatenazioni che sconfinano nel delirio, come esplicitato nel libro/inchiesta di Giuseppe Fasanella e Giuseppe Rocca,Il misterioso intermediario, dove si può leggere:

Viene da chiedersi, allora, se sia possibile leggere in qualche altro modo quel messaggio. Lo si potrebbe, per esempio, prendere alla lettera, per quello che è: un messaggio esoterico, appunto, cioè in codice. (…) Se il codice fosse stato, per esempio, quello rosacrociano, le lettere indicate dal piattino avrebbero potuto non formare il nome del paesino sul lago di Bolsena, ma essere lette come GRADO-LI (grado 51). Si sarebbe rinviato, cioè, a un livello ancora più occulto del trentatreesimo, il gradino più alto della gerarchia massonica conosciuta. Quale poteva essere questo misterioso Grado LI? Un rarissimo testo pubblicato in Francia intorno al 1870 da Ély Star (pseudonimo di un seguace di Péladan e di Flammarion), Les Mystères de l’horoscope, svela che nel Cercle de la Rose+Croix il Grado LI corrisponde al Maître du Glaive, il Signore del Gladio. E l’autore precisa che non si parla di épée, ma di glaive: non spada, cioè, ma proprio gladio. E l’ipotesi può acquistare una sua perturbante suggestione se si pensa appunto alla rete segreta Gladio e alla circostanza che al n. 68 di via Gradoli abita il pittore Ivan Mosca della loggia Monte di Sion, gran maestro, con il nome esoterico Hermetico, dell’Ordine dei Cavalieri Massoni eletti Cohen dell’Universo, confraternita in rapporto di fratellanza con i Rosacroce.

Trovare connessioni tra logge eversive, società segrete e organizzazioni transnazionali è stato un gioco semplice. La CIA, il Progetto MK-Ultra e Monarch, il satanismo. Ognuno di questi temi, riesce a collegarsi con una naturalezza che ha del sorprendente e senza particolari forzature nello svolgimento degli eventi che evoco tramite le ricerche di Stefano Drago.

Anche questo romanzo si carica sulle spalle la presunzione e l’ambizione di ricordare e meditare, in maniera mi auguro inedita e gustosa sui capitoli più bui della nostra Nazione. Un dovere civile di ogni singolo cittadino, da esplicitare nei modi e nelle maniere che si ritengono più opportune. La mia è, per iniziare, questa storia.

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2 thoughts on “Il lato oscuro della Repubblica. (Quasi un Backstage de IL SETTIMINO)

  1. Pingback: MK-Ultra, Monarch e complottismi vari. Altri retroscena de IL SETTIMINO | Taccuino da altri mondi

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