I Robot di La Marmora, il fantastico secondo Alessandro Girola


Sinossi, direttamente dal Blog dell’autore:

1864: Un’ astronave-colonia degli alieni Nekton è naufragata sulla Terra, nel cuore dell’Impero Austriaco.
Lontani anni luce dal loro pianeta, i Nekton hanno scelto di allearsi con gli Asburgo, ricevendo ospitalità in cambio di tecnologia. Grazie a questo patto, gli Austriaci dispongono ora di mostri guerrieri, di carri corazzati e di altre prodigiose armi con cui sfidare il mondo.
Ma non tutti i Nekton hanno accettato la decisione del loro ammiraglio.
Una minoranza di alieni, ritenendo tale strategia contraria alle direttive della missione, ha chiesto asilo politico nel vicino Regno d’Italia.
La dote che questi disertori han portato con sé è quella dei Giganti: enormi automi pilotabili dagli esseri umani, unico baluardo contro le preponderanti forze nemiche.

I mondi fantastici che emergono dai racconti di Alessandro Girola posseggono una dote encomiabile e coerente: sono liberi. La libertà è una costante che oserei definire filosofica nel pensiero dell’autore; nessuno steccato, nessuna etichetta caratterizzante se non quella, definita da una voglia di raccontare storie, vicende, a cavallo di una fantasia che corre e (s)corre tra le righe dei suoi scritti. Libertà concettuale, nella sua capacità di destreggiarsi sui temi più disparati con invariata abilità e libertà di produzione; Alessandro Girola è un raro caso di autore nostrano fondamentalmente autoprodotto e slegato da ogni logica editoriale convenzionale.

Inscrivere I Robot di La Marmora in un genere o categoria per dir si voglia, diventa un’operazione grottesca. E’ narrativa fantastica, ovvio. E’ fantascienza, certo. Ci sono alieni, robot, mostri prodotto dell’ingegneria genetica. E’ steampunk, anche. Carri a vapore, tecnologia fine ottocentesca… ed è anche dieselpunk, perchè il balzo tecnologico che gli ambigui e affascinanti alieni Nekton stimolano nella società umana, porta all’adozione di motori a carburante. Facendo le pulci tra la selva di generi e sottogeneri che la narrativa fantastica e fantascientifica ha ormai creato in una polverizzazione di categorie, si potrebbero anche intravedere elementi di biopunk, con le visionarie creature/macchina da guerra che strizzano senz’altro l’occhio alla trilogia di Scott Westerfield.

Come già detto anche in altre occasioni, le visioni di Girola sono mosaici che si compongono di un certo immaginario citazionista. I Robot di La Marmora (IRDLM) non fa differenza e anzi rincara la dose in una costruzione di rimandi e suggerimenti mai troppo smaccatamente diretti o telefonati ed è proprio la capacità di accennare e suggerire con discrezione e intelligenza che permette a Girola di giocare con leggerezza e solidità sui temi più disparati, ricavandone sempre letture scorrevoli e divertenti.

IRDLM si dimostra così un agile collage nel quale possiamo ritrovare le più classiche atmosfere nagaiane, dove la figura leggendaria e mitizzante dell’automa combattente emerge con  efficacia, la fantascienza saldamente intrecciata alla storia come Turtledove ci ha abituato, permettendo all’autore di dimostrare la sua notevole conoscenza storica e il “divertissment” che si origina pagina dopo pagina nell’utilizzare con sapiente naturalezza personaggi inventati con personaggi storici reali, calati in un contesto stravolto dall’evento fantastico che mette il punto a capo alla storia così come la conosciamo e inizia lo stravolgimento, la speculazione, condotta con un buon equilibrio tra la volontà sfrenata di divertimento nella lettura e il rispetto verso il lettore, evitando di propinargli un’accozzaglia di situazioni assurde senza un filo logico che ne legittimi l’esistenza.

Evasione e intelligenza spalmate su una prosa pulita, spogliata di fronzoli ed essenziale nella resa della dinamica degli scontri, tra i quali, impossibile non citare la battaglia di Milano.

Se dovessi azzardare un paragone, per quanto tendo sempre a evitarli, Alessandro Girola, in altre realtà culturalmente più aperte e meno geriatricamente incancrenite, potrebbe tranquillamente ambire a diventare un Emilio Salgari del XXI secolo.

L’ebook è acquistabile al prezzo irrisorio di euro 1.53 presso Amazon in formato mobi oppure su Lulu in epub.

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One thought on “I Robot di La Marmora, il fantastico secondo Alessandro Girola

  1. Pingback: I mecha di Napoleone III di Alessandro Girola | Taccuino da altri mondi

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