Dacci oggi il nostro orrore quotidiano


La paura governa il genere umano. Il suo è il più vasto dei domini. Ti fa sbiancare come una candela. Ti spacca gli occhi in due. Non c’è nulla nel creato più abbondante della paura. Come forza modellatrice è seconda solo alla natura stessa.

Saul Bellow, Il re della pioggia, 1959

Saul Bellow, in questa citazione, era riuscito a fotografare il senso del vivere moderno con tutto il conciso acume tipico dei geni. Il re della pioggia,  scritto nel 1959, nelle sue considerazioni sul contrasto tra il mondo occidentale e un’Africa fantasiosa e spirituale, non ha perso minimamente forza e acume, rispetto al mondo globalizzato del XXI secolo.

Da che ho memoria del mio vivere, paura ed orrore erano sentimenti costantemente evocati e ribaditi. Ero un bambino negli anni ’70, gli anni di piombo che vedevano l’estremizzarsi di una lotta politica presto sfociata nel terrorismo, tecnica che già dal nome, evocava una condizione costante di insicurezza e paura del quotidiano. C’erano le bombe, gli attentati, la minaccia dell’olocausto nucleare in un mondo bipolarizzato che, visto col senno del poi, aveva dato un equilibrio e una stabilità inaspettatamente saldi, impensabili, oggi. L’orrore di una distruzione totale conviveva e s’affiancava a quello dello smantellamento delle nostre piccole esistenze. Il rapimento di Moro aveva seriamente messo a rischio la tenuta dello stato democratico eppure, il controllo e il governo delle masse, passa perennemente attraverso la gestione più o meno scoperta delle paure. Paure molteplici e protoplasmiche, che spaziano in tutti i campi dello scibile umano e delle relazioni. Dai timori verso le ignote conseguenze del progresso bio tecnologico all’invasione dello straniero: gli zingari, gli extracomunitari, l’estremismo islamico che decapita in diretta e abbatte clamorosamente i simboli dell’economia globalizzata, la criminalizzazione dell’avversario politico. Tessere di un mosaico che ricompone le mappe del potere. George W.Bush è riuscito a perpetrare il suo mandato facendo pesantemente leva sul trauma dell’11 settembre; in ambito più casereccio, i politici di certa destra nostrana e la Lega in particolare, sono riusciti a governare e racimolare un rilevante consenso popolare sfruttando lo spettro degli “altri”, gli stranieri, gente brutta sporca e cattiva. Agitavano lo spettro di casbah fatiscenti lungo le strade delle nostre città, di muezzhin salmodianti sullo sfondo del duomo di Milano e donne in costante pericolo di stupro e rapina. Ed ha funzionato. Come funziona la crisi economica e la paura delle malattie, le pandemie. L’opinione pubblica e il mondo dell’informazione seguono e alimentano questo stato di cose, lavorano minuziosamente sul linguaggio e sul taglio dei servizi per una maggiore resa emotiva, spesso ai confini della correttezza deontologica e professionale, perchè paura e sensazionalismo generano seguito, ascolto e share. Lo spavento è come una moneta di scambio ed ha invaso la realtà. Paradossalmente, da questo stato di cose, proprio l’horror, il genere horror ne esce malconcio e depotenziato. La capacità di incutere, spaventare e intimorire è diventato un potere ghiotto che non si può condividere con chi, a tutto ciò, vuole aggiungerci il pensiero. La paura, l’orrore che deve essere evocato e imposto deve, a differenza del cinema e della letteratura horror, annullare il pensiero. Si parla alla pancia per evitare che la testa comprenda e senza la testa, gli uomini sono tra le bestie peggiori del creato. Nona caso, il filosofo svedese Svendsen Lars ha scritto un pamphlet intitolato proprio “Filosofia della paura“dove ravvisa, in questo meccanismo un preoccupante limitatore della nostra libertà. Scrive Svendsen:

 “Un tratto di base della società del rischio è che nessuno è fuori pericolo, assolutamente tutti possono essere colpiti, a prescindere dal domicilio o dallo status sociale” (p. 59). Caratteristica cardine di questa società, è che per dominare i rischi scegliamo mezzi peggiori del problema. “Si stima che circa 1.200 americani morirono dopo l’11 settembre 2001 perché avevano paura di prendere l’aereo e sceglievano quindi di prendere la macchina” (p. 64). La SARS ha fatto 774 morti nel mondo: il panico da SARS è costato 23 milioni di euro. Con una spesa del genere, si poteva debellare – per dire – la tubercolosi. Dal mondo”

Un richiamo simile, lo ritroviamo in “LA scimmia e l’essenza” di Aldous Huxley, dove scriveva questo passaggio particolarmente indicativo:

“La paura uccide in un uomo perfino l’umanità. E la paura, miei cari amici, la paura è la vera base e il fondamento della vita moderna. Paura della tanto agognata tecnologia che, se eleva il nostro livello di vita, accresce le probabilità di una nostra morte violenta. Paura della scienza, che con una mano ci toglie più di quanto generosamente profonde con l’altra. Paura delle istituzioni, di cui è facile dimostrare la fatalità, e per le quali, nella nostra fedeltà suicida, siamo pronti a uccidere e morire. Paura dei Grandi Uomini che, per acclamazione popolare, abbiamo innalzato a un potere del quale inevitabilmente fanno uso per ucciderci e asservirci. Paura della Guerra, che non vogliamo, e che tuttavia con ogni mezzo ci sforziamo di provocare”. Era il 1948.

Mentre scrivo questo post di getto, dopo aver rispolverato un po di letture a tema (vedete sopra) a Boston stanno vivendo i riverberi squassanti dell’attentato. All’aereoporto La Guardia di New York è scattato un allarme bomba per un pacco sospetto, allarme da poco rientrato. Obama parla alla nazione e conferma l’origine terroristica del gesto ma rimane ignota la matrice.  In Siria continuano a morire bambini in una tragica e infernale normalità e l’Iran è stato appena colpito da un terremoto. Il mondo del 2000, un posto dove c’è poco da stare tranquilli. E sembra fare molto comodo.

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2 thoughts on “Dacci oggi il nostro orrore quotidiano

  1. credo sia il sentimento più antico,quello più forte ,che conosciamo fin dalla notte dei tempi. Poi hanno visto che miscelato con odio ,livore,rancore,genera una situazione di controllo perfetta.
    Il nostro problema è anche il surrogato dell’umanità,un sentimentalismo che scimmiotta i sentimenti,quindi tanti uomini a metà sono incapaci di compassione e comprensione.Credo però che tutti ne siamo vittime e carnefici allo stesso tempo.

  2. E’ uno stato di cose molto difficile da analizzare in dettaglio perchè la miscela di timori, pericoli, insicurezze e suggestioni è così intrecciata che verità e menzogna fanno una trama unica.

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