La musica in scrittura e le contaminazioni tra le forme espressive


Non sono rari gli scrittori che affermano di creare con un adeguato sottofondo musicale e sulle influenze che la narrativa ha fatto subire alla musica e viceversa, si è quasi creato un apposito genere. Horror Rock di Eduardo Vitolo ne è un esempio lampante.

Ho memoria , pochi anni fa, di una specie di diretta via Facebook di Andrea G. Colombo, impegnato a terminare il suo romanzo horror “Il Diacono” dove si scusava pubblicamente coi vicini per il volume alto della frenetica musica elettronica che ascoltava per accompagnare l’incalzare della sua narrazione.

Abbiamo per contro autori “orsi” che fabbisognano di un isolamento totale, spartano e perfino monastico. Ricordo a tal proposito un articolo di Alfred Bester che raccontava di come si rinchiudesse in casa, serrande abbassate, telefono staccato e litri di caffè a portata di mano, quando si avvicinava la scadenza per consegnare qualcuno dei suoi geniali romanzi.

Il profondo poeta Pessoa, amava scrivere a un tavolino del suo locale preferito, il Caffè A Brasileira di Lisbona, perchè la confusione, il trambusto, il vociare degli artisti e intellettuali che frequentavano il locale, fungevano da autentico carburante emotivo per le sue composizioni. Una musica interiore, suonava alle sue orecchie mentre attorno a lui palpitava la vita.

Pessoa a Brasileira

Credo che l’avvento del sonoro nel cinema e quindi l’introduzione delle colonne sonore, abbia influenzato e arricchito la percezione sensoriale di scrittori e lettori. Ognuno di noi, elabora delle personali colonne sonore mentre si sogna, s’immagina, si fantastica. E quindi, inevitabilmente, anche quando si legge.

Come non figurarsi locali dove si balla il charleston leggendo Fitzgerald? Oppure i ritmi sincopati del jazz tra le righe di Miller o Hemigway? E il rock ruspante di Stephen King? Il re del Maine cita ad ampie mani testi e canzoni nei suoi libri. Una contaminazione bella e buona ha ibridato la letteratura con la musica, mi sembra evidente.

Personalmente, ritengo di appartenere alla categoria degli “orsi”. Da buon piemontese, un po chiuso e apparentemente musone, quando scrivo ho bisogno di silenzio e raccoglimento, tanto da esser riuscito ad allestire il mio studio in posizione sufficientemente distaccata da casa ma questo non mi impedisce di avere anche della musica, in mente, quando scrivo e, guarda caso, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di colonne sonore, non dimenticando che il mio amore per il cinema, porta sempre un taglio filmico nelle scene che descrivo.

Il cupo tema de La Cosa di Carpenter era sempre nella mia testa quando scrivevo Masche e mentre componevo La morte mormora, in un angolino, oltre la trama, i personaggi e gli intrecci, udivo di sfondo le musiche di Shutter Island
e le ballate dei Mau Mau:
E’ impossibile, così, essere “puristi” dato che la letteratura, al pari di qualsiasi altro mezzo d’espressione è necessariamente contaminabile e contaminato. Scaramanticamente, evito di citare l’ideale colonna sonora de Il Settimino. A romanzo ultimato, magari ne riparlo.

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8 thoughts on “La musica in scrittura e le contaminazioni tra le forme espressive

  1. Io ho appena trovato il paradiso con un software (non lo nomino per non far troppa pubblicità) che mi permette di avere playlist preparate sotto mano. Mi serve musica, varia e continua. Ho sempre fatto così.

    • Pensa che raccontava mia moglie, il giorno che l’avevano operata di ernia crurale, aveva vicino il medico anestesista che per tutto il tempo dell’intervento ( due ore) aveva tenuto le cuffie del suo i-pod, dal quale sentiva provenire musica continua. Per molti ha la funzione di “sincronizzatore” da ritmo e concentrazione.

  2. vero,io quando ascolto certe canzoni immediatamente partono immagini e nascono idee
    Shoot to thrill degli Ac Dc per esempio è ideale per le storie apocalittiche e di mazzate.Perchè lettaratura,musica,cinema,sono sorelle con caratteri differenti,ma che spesso han bisogno di riunirsi e incontrarsi

    • Sperando che anche il suo dichiarato apprezzamento non faccia parte del pesce d’aprile, ricambio saluti e complimenti. Effettivamente, anche nei miei libri, qualche citazione musicale compare sempre. I Clannad in Masche, per esempio, Alan Stivell ne La morte mormora e citazioni più numerose anche ne La voce di Pietra.

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