Albrecht Dürer, arte, mistero ed esoterismo


“Per essere veramente immortale un’opera d’arte deve uscire completamernte dai limiti dell’umano:in essa il buon senso e la logica mancheranno del tutto. In tal modo l’opera si avvicinerà al sogno e anche alla mentalità infantile”*

Melencolia

Le parole di De Chirico sono un’ottima introduzione al discorso sulle relazioni che Dürer intrecciava, tra la sua arte e l’esoterismo. L’artista tedesco raggiunse l’apice creativo, in tal senso, con Melencolia, un’incisione a bulino straordinariamente densa di simboli e messaggi esoterici. Melencolia era stato realizzato nel 1514, in un periodo particolarmente intenso e burrascoso per Dürer. In quell’anno, infatti era da poco mancata sua madre, la peste diffondeva morte e disperazione lungo tutta l’Europa e si profilava all’orizzonte la grande rivoluzione protestante. Melencolia, quindi, fu anche il prodotto della sensibilità del suo autore verso un mondo che si stava trasformando in maniera drastica, epocale. I confini si stavano dilatando oltre ogni previsione, vecchie certezze stavano per essere definitivamente smantellate. Un senso di catastrofismo permeava certi ambienti.Dürer sembrava una delle poche menti che, con una certa lucidità, percepisse questi cambiamenti e analizzasse quel divenire su più piani.

Melencolia fa parte del trittico detto il Meisterstiche, del quale fanno parte anche San girolamo nella cella e Il cavaliere, la morte e il diavolo. Messe assieme, le tre opere rappresentano tre fasi della vita e le tre virtù cardinali: morali, teologiche e intellettuali.

Non mi dilungherò ad analizzare composizione e valenze dell’incisione. Esiste una serie di studi e saggi immensamente più approfonditi e competenti ma a titolo informativo, racconto che la composizione di Melencolia è costellata di simboli alchemici: una bilancia, un cane, un solido geometrico, un Quadrato magico un putto, una campana, un coltello, una scala a pioli(la scala di Giacobbe). Le combinazioni alchemiche mostrate, descriverebbero il tentativo di trasmutazione del piombo in oro, una allegoria dell’evoluzione da anime oscure ad anime illuminate ma trovo ancora più stimolante l’analisi dei simboli astrologici, presenti nell’incisione, ovvero l’arcobaleno, la cometa e un pipistrello. Ora, in ambito astrologico/esoterico, l’alchimia sarebbe dominata da Saturno, al quale è abbinato il sentimento della malinconia. Interessante notare come pochi anni prima, Stoeffler e Pfaum, due matematici e astrologi, avevano redatto un almanacco dove predivano, in conseguenza di un allineamente tra Giove, Marte e appunto, Saturno, un periodo di disgrazie e trasformazioni sulla terra, tra cui piogge torrenziali, forse un nuovo diluvio e una prossima glaciazione. Anche il quadrato magico corrisponde al pianeta in questione.Messaggio apocalittico, apocalittico nel senso epistemologico del genere, che sarebbe cripticamente contenuto nelle seguenze numeriche del quadrto magico e nei calcoli numerologici dell’octaedro (l’octaedro è composto di sei pentagoni irregolari e due triangoli equilateri. Il triangolo è la figura base della geometria, il pentagono, il riferimento del pentalfa, o pentagramma per dir si voglia. I pentagoni hanno 3 angoli retti e 2 angoli a 135°, chi si prende la briga, fa questo calcolo, in relazione: 3×90 = 270 e 135×2 = 270. La riduzione teosofica dà in ogni caso 9, simbolo di rigenerazione e immortalità. 

La teosofia, qui citata, serve da sponda a una interessante correlazione tra le risultanti del quadrato magico di Melancolia e la determinazione delle date di referimento del Kali Yuga. Lo studioso Luis Gros,collaboratore di Renè Guenon, identifica nell’opera di Dürer, infatti un diretto riferimento all’età oscura, fornendo innanzitutto la data d’inizio del Kali Yuga del Kali Yuga. Tale data, coincirebbe proprio con l’anno di realizzazione di Melencolia: il 1514. Le cifre 15 e 14 sono infatti accostate all’interno del quadrato. Una complessa e approfondita analisi di questa tesi è consultabile su questo Blog.

Quindi, magia, esoterismo, mistero e catastrofismo convivono in un insieme artistico omogeneo. L’arte, si dimostra così una porta verso le percezione di altre realtà e un occhio, privilegiato e multiforme attraverso il quale raggiungere una comprensione dell’universo nelle sue più disparate e sbalorditive sfaccettature. Dal sedicesimo secolo, vediamo come fosse già ben presente l’idea di una trasformazione del mondo, della società e della necessità di accettare e adattarsi all’evoluzione dei tempi. Una consapevolezza che l’oggi, ancora fatica a riconoscere. Era dunque inevitabile che un artista del suo calibro e con tali, eterogenei interessi, s’incrociasse con il mio Dipartimento per le Indagini Paranormali.

 

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