La squadra dei sortilegi


La squadra dei sortilegi (La Brigade des maléfices)è una mini serie francese prodotta nel 1970 e trasmessa in Italia dalla RAI nel 1976. All’epoca avevo otto anni e già mi nutrivo di film horror e di fantascienza, complici le programmazioni delle prime televisioni “libere” e una preziosa elasticità mentale da parte dei miei compianti genitori, non dimenticando che appartenevano a generazioni che col fantastique avevano poco a che fare.

Per sei, deliziosi episodi, l’ispettore Paumier, interpretato da un serafico e ironico Lèo Campion *e il suo assistente Albert ( Marc Lamole), scorrazzando a bordo di un side car giallo e rosso,  indagano sui casi più misteriosi e insoliti, ai quali la polizia francese non riesce a trovare soluzione. Il nome dell’unità è La squadra dei sortilegi. Prima degli X Files, oltralpe già si giocava a istituzionalizzare l’indagine paranormale. Paumier e Albert si ritrovano a fronteggiare vampiri e diavoli, fate e alieni in una visione del fantastico che porta un’impronta inequivocabilmente “francese” ovvero un occhio non particolarmente cupo ma anzi bonario e oserei definire casalingo. Esemplare a mio avviso, l’episodio “I denti di Alexis”* una variazione simpatica e originale sul vampirismo e una storia d’amore tra un vampiro e la sua dentista! Una dimensione dell’irreale che si intesse saldamente col quotidiano, con un rimando a certo realismo magico di matrice iberica e latino americana. Il caso francese è a mio parere molto interessante da analizzare, sia per le comunanze che per le differenze rispetto all’approccio italiano. Nonostante sia un paese spiccatamente cattolico, la Francia non patisce la cappa e l’interferenza clericale nel suo panorama culturale e sociale, a differenza dell’Italia e questo, sembra rendere la sua considerazione verso il genere fantastico, più aperta e rilassata. Il suo orgoglioso nazionalismo e un forte senso di appartenenza culturale, inoltre contribuiscono a creare sempre strade alternative e reinterpretazioni mediate dal loro modo di vedere e sentire, particolarmente vive negli anni ’70 del XX secolo. Perchè, al di la di qualsiasi elegia del passato, gli anni ’70 sono stati un decennio contraddistinto da una creatività straordinariamente vivida, fresca e stimolante, dove la televisione era ancora uno strumento popolare di diffusione culturale e non solo di becero intrattenimento e un occhio di simpatia era sempre strizzato al fantastico. Si vivevano anni dove esisteva ancora un’idea di futuro, dove si stava inconsapevolmente consumando lo slancio che la fiducia quasi illuminista degli anni ’50 verso la scienza e la tecnologia e la possente carica di trasformazione e sovversione dei canoni culturali che gli anni ’60, avevano impresso. Parliamo degli stessi anni che ci hanno regalato Il segno del comando, A come Andromeda, Belfagor ed Extra. Anni dove sognare non era ancora un peccato.

*A proposito dell’episodio citato, allego il video relativo, rintracciabile su youtube:

* Sulla figura di Lèo Campion ci sarebbe da sviluppare un post dedicato. Un personaggio poliedrico e totalmente fuori da ogni schema, eccentrico come il suo personaggio. Di lui si dice:Cantante, attore, comico, caricaturista, massone, obiettore di coscienza, libero pensatore, anarchico e reggente dell’istituto francese di Patafisica. Un personaggio che s’inserirebbe senza nessun dubbio tra simpatizzanti e collaboratori del DIP.

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