IL Settimino: work in progress


A perfect vacuum, di Jeremy Geddes

L’immagine che vedete in apertura è l’opera di Jeremy Geddes un artista australiano la cui pittura foto realista mi ha irrimediabilmente stregato. In aperto contrasto con il realismo fotografico delle sue ambientazioni, inserisce, con un effetto spiazzante come pochi, degli elementi di surrealismo ieratico che creano suggestioni potenti e inedite. A perfect vacuum è un’opera che il mio inconscio lega indissolubilmente a Il Settimino.

Per chi non lo sapesse, Il Settimino è il titolo (temporaneo) del mio nuovo romanzo. Con un po’ di ansia mista a timore, mi sono accorto che si sta creando una certa aspettativa attorno a questo lavoro, tra la ristretta e amata cerchia di chi decide di spendere soldi per leggere le mie storie. Questo fatto, lusinghiero e adulatorio mi ha spinto a dedicare un post specifico per un libro che non ho ancora ultimato e che spero il 2013 possa vedere finito e pubblicato.

Chi è il Settimino? Nella cultura popolare di molte regioni italiane e non solo, il Settimino è un individuo nato prematuro con parto entro il settimo mese. In alcune zone, è settimino anche il settimo figlio nato maschio. La tradizione vuole che i prematuri del settimo mese nascano dotati di poteri spirituali e taumaturgici. In Piemonte è credo diffuso che il Settimino abbia la capacità di guarire da diversi mali, sopratutto di natura muscolare e traumatica. Ancora adesso, diversi massaggiatori sono considerati “settimini” perchè in grado di donare sollievo con la manipolazione. Nella nobile terra “ai piè dei monti” però il Settimino è una figura anche più complessa e per alcuni tratti inquietante. Il Settimino sarebbe dotato di una sensibilità particolare e spiccata; grazie ad essa sarebbe in grado di percepire con facilità presenze soprannaturali, fantasmi, Masche. “Sente” i morti e per alcuni, la morte può provocare. In Portogallo, si crede che ogni sabato notte possa trasformarsi in asino.

I primi accenni storici risalgono al 1533 nel De occulta philosophia di Cornelio Agrippa ma recenti studi d’antropologia culturale, identificano la figura nella sfera sciamanica, collegandone la fama all’interno delle comunità rurali come residuo d’influenze liguri e celto-liguri, per quel che riguarda specificatamente il nord ovest italiano.

Inevitabile, quindi per il sottoscritto, non maturare un interesse viscerale e intimo* nei confronti di una simile figura. Accarezzavo il progetto da tempo, già dopo aver scritto MASCHE stavo raccogliendo le idee per una storia che parlasse di individui dotati di poteri paranormali. Un qualcosa non del tutto preciso ma che continuava a premere contro le mie meningi. Due fortunati recuperi cinematografici avevano dato il “la” definitivo al progetto. Durante la convalescenza che avevo passato nel 2008, in seguito a una rino setto plastica, mi ero rivisto con rinnovato piacere Il tocco della medusa inquietante thriller paranormale di Jack Gold, con uno spaventoso Richard Burton, poi The Fury, il gioiello di Brian De Palma con Kirk Douglas e una giovane e non ancora moglie di Spielberg, Amy Irvin. La prima volta che avevo visto entrambe le pellicole erano i primi anni ’80, quando avevo circa tredici, quattordici anni, quel periodo della vita durante il quale stavo costruendo tutto il mio personale imamginario ed entrambi i film erano riusciti a colpirmi indelebilmente. C’era tutta la precarietà delle certezze del quotidiano, scompaginate da singoli personaggi che racchiudevano in sè poteri devastanti e inspiegabili, c’era la danza degli interessi di poteri occulti, spie, il tratteggio di un mondo pauroso e affascinante. Anche io volevo evocare tutto questo e scrivere una storia che riportasse a galla le sensazioni che avevo provato rivedendo quelle opere. Avevo, nel frattempo letto l’Incendiaria di Stephen King, non il suo romanzo più riuscito ma che riusciva ad agganciarsi al medesimo scenario e Necroscope, di Brian Lumley, dove tutto questo, in chiave originale, veniva direttamente proiettato sullo scenario della guerra fredda. Volevo fare tutto questo ma in salsa piemontese e quindi, faceva gioco forza, costruire il tutto attorno alla figura di un settimino.

Ecco così palesarsi lo scenario: Asti, la città che mi ha visto nascere e che ho vissuto per oltre trent’anni della mia vita a scapito delle mie origini paesane, perchè una storia dai sottintesi così, non poteva non avere che una città sullo sfondo e poi eventi traumatici, le trame di servizi segreti deviati, un omicidio politico che getta nella crisi più cupa un traballante governo dalle tentazioni autoritarie… ma non mi bastava. La storia appariva ancora troppo simile ad altre, troppo, per alcuni versi, scontata, poi è arrivato Jung e la sua teoria degli archetipi a darmi uno spunto, mi auguro originale e inedito. Sarete voi lettori a darmi ragione o smentirmi. Intanto:

…E non dimentichiamo il cronemberghiano Scanners, pienamente in linea:

*Dimenticavo, sono settimino anch’io.

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One thought on “IL Settimino: work in progress

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