Horror, censure e libero arbitrio: la schizofrenica morale italiana.


Che il nostro scalcinato e a volte patetico stivale non sia un paese per giovani, viene costantemente confermato in ogni aspetto della società e della cultura. Non è soltanto un dato meramente anagrafico. L’Italia è vecchia “dentro” nel profondo della sua essenza, nella sua quasi endemica incapacità di adeguarsi al mutare dei tempi, nell’abbarbicarsi , spasmodica a valori che puntualmente smentisce in rigurgiti di perbenismo che da tempo oramai immemore, incrostano il tessuto sociale nostrano. Il caso di Morituris * produzione indipendente del giovane regista romano Raffaele Picchio ne rappresenta un esemplare paradigma.

Non mi dilungherò nell’ennesima recensione, ne potete trovare di ottime ed esaurienti qui per esempio oppure qui . Si tratta comunque di uno slasher con elementi soprannaturali che ridonano una purezza quasi epistemologica al genere, affermazione forse discutibile ma che difendo serenamente, dal momento che sono un convinto sostenitore dello spartiacque tra horror e altri generi. Identificabile proprio nell’esistenza dell’elemento soprannaturale.

Morituris è un horror puro, quindi, duro, estremo, violento e sanguinoso. Un horror politico, intriso di riferimenti alla cronaca nera di ieri (il massacro del Circeo) e di oggi (stupri, violenza sulle donne, quella costante e immonda striscia misogina che sembra pulsare nell’ex terra dei latin lovers) ricco di richiami storici che affondano le loro radici nelle rivolte dei gladiatori fino ad un ammiccamento sulla mai sopita lotta di classe che si consuma ancora oggi. Una trama piuttosto lineare e non inedita ma molto famigliare anche al quotidiano di certa gioventù (e non solo pariolina) e man mano l’escaletion che fa ritornare il film nell’alveo di certo film horror nostrano che è ormai entrato nella leggenda di appassionati di tutto il mondo. Disabituati in patria a una visione così violentemente diretta, anestetizzati da remake di plastica, rivisitazioni edulcorate e vaneggiamenti senili di registi che ormai hanno dato ma continuano a essere spremuti senza pudore (chi vuol capire, capisca) la visione di un film come Morituris rappresenta un palpito, anzi, uno spasmo tanto vitale quanto relativamente disturbante. Il film è accolto molto positivamente in diversi  festival, ottiene riscontri lusinghieri sia Italia che (sopratutto) all’estero. Picchio tenta la strada di una distribuzione regolare in pochi cinema di circuito sul territorio nazionale e per fare ciò, deve attraversare le forche caudine della Commissione per la revisione cinematografica e li naufraga. Pateticamente, aggiungo.

Per rendersi bene conto  della questione, leggiamo la motivazione ufficiale della commissione che, specifico bene, ha bloccato il film, nemmeno vietato ma proprio bloccato:

La Commissione di revisione cinematografica, visto il film, esprime, all’unanimità, parere contrario al rilascio di nulla osta per la proiezione in pubblico per motivi di offesa al buon costume, intendendo gli atti di violenza e di perversione sulle donne, motivati dal gusto della sopraffazione e dall’ebbrezza della propria forza rafforzata dal consumo di alcool e droga. Inoltre i “giustizieri” si accaniscono sia sui ragazzi, rei di violenza e sadismo, sia sulle ragazze vittime dei loro carnefici. Infine, negli atti di perversa violenza viene impiegato un topolino come un oggetto sessuale. Pertanto la Commissione ritiene la pellicola un saggio di perversività e sadismo gratuiti.

Difficile capire come i messaggi d’accusa che il film vuole trasmettere non siano stati colti dagli autorevoli membri della commissione, vedendo anzi esattamente il contrario. In ogni passaggio della motivazione, evinco come nessuno dei messaggi che Morituris voleva (violentemente) veicolare sia stato colto o preso in considerazione. “Gli atti di violenza e perversione sulle donne” motivati dal gusto della sopraffazione…” perchè uno stupro è quello. Perchè, nell’ottica filmica di Picchio, se ti racconto uno stupro, ti mostro uno stupro e siccome è un atto empio, un crimine contro l’umanità, te lo mostro come tale, senza sconti e senza pudori, Non è un’esaltazione, bensì un’accusa, sottolineata dalla brutalità della performance interpretata.

Dove invece accusano di “giustizieri” di non distinguere tra vittime e carnefici, abbiamo, a mio parere, un altro lampante esempio di miopia intellettuale. Paradossalmente, l’orgia di violenza del film è un’accusa alla violenza  in quanto tale, dove non viene nemmeno accettata come atto di giustizia estrema. La violenza è violenza: furia cieca, primitiva e selvaggia, indegna di qualsiasi accezione.

Dove il topolino viene usato come  oggetto sessuale, stendo un velo pietoso. Il medesimo giochetto lo ritroviamo in American Psycho di Breat Easton Ellis e non mi risulta che nessuno si sia mobilitato per censurare la scena descritta nel libro, per quanto un po’ di polemiche scandalistiche erano sorte poco prima della pubblicazione negli USA, con l’unico risultato di creare un hype altissimo attorno all’opera.

Con tutti gli sforzi del caso, potrei comprendere un simile atteggiamento da parte degli organismi censori se Picchio avesse voluto proiettare la pellicola in asili e scuole elementari. Un semplice assennato divieto ai minori di anni 18 sarebbe stata una misura sensata e accettabile, invece no. Film bloccato, senza il diritto di visione sul territorio nazionale.

Spostiamo un attimo la polemica e tralasciamo la mia indignazione, sulla quale sono pronto e disposto a misurarmi civilmente con chiunque non la condivida. Porgo una domanda: questi signori, conoscono il Libero arbitrio? La definizione presa direttamente dalla Treccani recita:

Espressione usata per indicare la libertà dell’uomo, i cui atti non sono determinati da forze superiori (di tipo soprannaturale o naturale), ma derivano da sue autonome scelte. L’espressione è nata sul terreno delle discussioni teologiche cristiane, in relazione alla conciliabilità tra onnipotenza e onniscienza divina e libertà umana. A sostenere la tesi del l.a. con particolare calore sono stati soprattutto i protagonisti dell’Umanesimo e del Rinascimento.

Teologicamente parlando, sarebbe il massimo dono che Dio ha dato all’uomo dopo la sua creazione, con il fine di non renderlo un burattino nelle sue mani. Dono che Dio ci riconosce ma la commissione di revisione cinematografica no. La Commissione non mi permette di esercitare il mio libero arbitrio scegliendo o no di andare a vedere un film horror al cinema. Ha scelto lei per me, impedendomi deliberatamente di poterlo vedere.

Ovviamente non ho la presunzione di giudicare ma la libertà di critica, mi risulta ancora in vigore. Vedo inevitabilmente in tutto ciò quella miscela, vecchia e stantìa di perbenismo, moralismo e quel pizzico ipocrita e insopportabile di paternalismo di chi si issa su una cattedra e decide, per me, per noi, per la nostra capacità di svago e di giudizio. Stiamo parlando di un gruppo di persone che si siedono attorno a un tavolo e decidono che no, Morituris non va bene, è brutto, sporco e cattivo e la gente non può vederlo, perchè certe cose non si devono vedere, raccontare e mostrare. Questi signori, dicono, alla fin fine che io, voi, noi tutti,  non siamo in grado di decidere che cosa è bene o male per i nostri occhi e le nostre teste e quindi intervengono, impedendo fisicamente che noi si possa scegliere che cosa vedere al cinema o no.

Alla radice, si parla anche di discorsi più meramente economici, perchè l’horror non tira (e chi lo dice?) e poi ricordo che si parlava di una piccola distribuzione, senza pretese da blockbuster. Ricordo quando ho espresso la mia solidarietà a Picchio, dove ero giurato al Torino horror film festival e di come il giovane regista fosse perfino sbalordito di tanto accanimento sul suo film. Si sentiva come un topolino cui fosse data la caccia con un carro armato ma si sa, è sempre più comodo e facile prendersela con i più piccoli.

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7 thoughts on “Horror, censure e libero arbitrio: la schizofrenica morale italiana.

  1. Il discorso è lungo e complesso,parto da lontano e non porto come esempio questo film. Potrei anche parlarne perchè io credo fermamente che non sia fondamentale leggere o vedere un’opera per giudicarla,sarebbe un insulto alla nostra intelligenza a mio parere,ma siccome si parla di censura di opera diabolicamente sadica o di dolente denuncia della violenza,dovrei veder almeno un paio di scene e poi trarre un giudizio.
    Giudizio che nasce dal nostro sentire personale. Recentemente ho scatenato un piccolo casino su un blog difendendo le motivazioni di Cesar,protagonista di Bedtime,giustamente urtando la sensibilità di chi gestisce quello spazio che ha giustamente cancellato i miei commenti,anche se con una motivazione che io nemmeno pensavo .Come vedi è difficile metter d’accordo le sensibilità diverse delle persone.Per questo reputo giusto che vi sia un organo di controllo,che vigili e tuteli la Popolazione .Nondimeno mi chiedo perchè allora non abbiano censurato lo stesso Bedtime o altre pellicole forti e dure ,nel quale lo spettatore non viene chiamato per farsi i cazzi suoi ,assistere alla sagra della noia delicata , (dieci inverni), o a una conformista visione televisiva.Ecco se la censura,come penso io, serva all’educazione popolare , qui abbiamo fallito in pieno. Perchè non vi avverto un sacrosanto discorso politico e di inquadramento che a me non dispiace,ma ironicamente è deciso dal fato,dal momento,da quello che alcune persone giudicano osceno e altri no.
    Sono per la censura,in genere sto scrivendo e non sul caso particolare,non credo nella libertà individuale- tema abusatissimo- ma nella responsabilità individuale. Cioè,io sono liberissimo di fare e scrivere quello che voglio,ma ancor di più è lo Stato a valutare ed agire su di me,se non lo Stato i miei stessi concittadini attraverso l’uso della legge e così via.
    Lo dico perchè ripeto mi è capitato molte volte di esser censurato, per commenti politici da intellettuali vicino a Sel,da siti dove si parla di tv,a ben vedere credo di aver battuto diversi record, neppure i teletubbies spacciatori di droga .Cose che nel mio piccolissimo ho accettato.
    Nondimeno , sembrerà strano., io non vieto nulla. Assolutamente. Sui miei blogs,su facebook,non ho mai bloccato o censurato nessuno,perchè credo che l’imbecillità si denunci da sola,perchè crei martiri eccetera eccetera.Ma io son un individuo singolo,giudico e critico per quanto riguarda me- non lavoro ancora al ministero della propaganda eh-e quindi la mia scelta pratica che si discosta da quella teorica è fatto mio personale ,di contraddizione semmai.
    Trovo solo strano la scelta della Commissione perchè vi vedo una sorta di accanimento,quando la tv compie atti peggiori.Moralmente non è censurabile che l’idiozia umana venga celebrata in programmi come Uomini e Donne ?Dove c’è il trionfo dello spirito vuoto e reazionario?Non è eticamente censurabile il programma di cronaca nera che strumentalizza la morte di una persona a scopi economici e di ascolti?Non è censurabile l’inno ai delinquenti,ai criminali,ai corrotti,ai Corona di questo mondo ,mentre la gente normale e per bene viene denigrata?Non è censurabile la menzogna dell’informazione sulle rivoluzioni a busta paga mossad e cia?Fa più male al giovine italico e alle masse queste cose o un film horror?Direi le prime e infatti da Censore punirei i primi.
    Il film invece va discusso,ecco sarei per trasmettere queste pellicole in sale magari più appartate ,se proprio si vuol tutelare lo spettatore medio e cretino che va a veder le cose così alla cazzo, con dibattito finale .Dove lo spettatore possa dire la sua sulla pellicola,alla fine l’arte è un prodotto che necessità di un pubblico con diverse preparazioni e diviso totalmente al suo interno,ma deve essere giudicata da un pubblico conscio dell’importanza di essere spettatori,anzi spettatori indisciplinati.
    Sarebbe bastato questo.

    Io sono favorevole alla censura,non credo alle libertà individuali perchè reputo la maggioranza delle persone del tutto impreparate a gestirle, (sopratutto quelle che ne son sicurissime), reputo giusto che lo Stato controlli e detti le linee di comportamento. Nondimeno non vivendo in uno stato socialista,devo fare i conti con quello che passa il convento liberale. E come sempre vedo solo disastri.
    Questo caso, è il classico esempio. Non punire uno per educarne cento, (come non potrebbe piacermi una cosa simile?), ma fare la voce grossa su un singolo caso,prendersela con un regista indipendente e giovane,che ha la mia solidarietà su questo punto.Mi sembra un accanimento,visto che poi di pellicole violente e discutibili in giro ce ne sono tante.

    Sopratutto non vogliamo proiettarlo al cinema,ma fatelo uscire in dvd,io lo venderei nella mia edicola.

      • Il preambolo che hai introdotto sul tuo concetto di censura, ha sicuramente un senso logico e perfino “alto” in un contesto che di certo non ci appartiene. La differenza tra il tuo discorso e il mio credo che sia individuabile nel fatto che la tua posizione si basa sulla teoria e la mia sulla pratica contestualizzata alla realtà che siamo costretti a vivere. In quest’ottica, la censura è un atto deleterio, classista e totalmente anti democratico. Se poi vogliamo fare le pulci ai termini. L’atto compiuto su Morituris non è nemmeno censorio: lo sarebbe stato se avessero tagliato delle sequenze dal film. In questo caso, invece c’è stata una rimozione totale dell’opera, con l’eliminazione della possibilità di una visione anche solo parziale.

  2. si concordo chiaramente con quanto dici. Nella sostanza si è trattato di un gesto davvero esecrabile. La rimozione di un film in un contesto sociale e politico che si vanta della libertà di espressione,parola,ma quanto pare non di visione

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