PHANTASM


Il 1979 è un anno che per il cinema di genere si può considerare fertile. Viene girato Alien, tanto per incominciare; Lucio Fulci dirige Zombi 2 che al di là della diatriba riguardante l’accusa di plagio, rimane un pezzo importante della filmografia horror; Dall’Australia ci arriva Interceptor di George Miller e negli USA tra i tanti esce L’Impero colpisce ancora, Hamityville Horror e il blasonato e divistico Dracula di John Badham.

E poi, esce Phantasm, del semi sconosciuto Don Coscarelli.

Coscarelli è un italo americano spilungone  di 1.93 di statura (particolare che avrà un suo perchè) nato in Libia e cresciuto nel sud della California, dove ha sviluppato la sua passione per il cinema. Inizia la carriera dirigendo alcuni telefilm a basso budget trasmessi da emittenti locali e con buon riscontro di critica e pubblico. Approda al cinema vero e proprio prima con un dramma adolescenziale sulla piaga dell’alcolismo giovanile (Jim’s the world’s greatest) con Angus Scrimm nel ruolo del padre e poi con una commedia, Kenny & company contenente alcuni elementi horror.

Il particolare apprezzamento che il pubblico aveva dimostrato proprio per gli aspetti più volutamente spaventosi del film, convince Don Coscarelli a cimentarsi nel genere. La leggenda vuole che il regista si ritirò in una baita in montagna a scrivere la sceneggiatura. Una storia di paure adolescenziali,con un lugubre becchino,  in realtà è una creatura soprannaturale, che trasforma le persone in nani mostruosi al suo servizio, che apre un varco interdimensionale per esportare sul suo mondo angoscioso i nani in schiavitù e che si fa difendere da sfere volanti.
Non riuscendo a trovare finanziatori per il suo progetto, mobilitò amici e parenti, riuscendo a racimolare 300.000$ per produrre il film. Cast e troupe erano composti dagli stessi amici e parenti che avevano contribuito. La truccatrice e sarta, per esempio era la madre! Modalità che creerà precedenti importanti, pensando a come è nato Evil Dead di Raimi.

Phantasm è un film che presenta numerosi spunti inediti, all’epoca. Le principali fonti d’ispirazione della storia sono, per stessa dichiarazione del regista, una sorta di collage di incubi adolescenziali e infatti uno dei punti di forza della pellicola è proprio una sospesa e onirica atmosfera che pervade l’opera dall’inizio alla fine. A dispetto della produzione raffazzonata, notiamo un’eleganza non frequente in un film di genere. Fotografia pulita, a tratti algida come i corridoi di marmo immacolato che caratterizzano le ali coperte del cimitero dove è in parte ambientato; le sfere volanti, lucide e micidiali che, assieme alla figura spettralmente caricaturale del Tall man sono diventate un vero e proprio simbolo caratterizzante del film. Precorrendo Craven e il suo celeberrimo Nightmare, in Phantasm le linee di demarcazione tra sogno e realtà diventano talmente labili dallo sfumare via del tutto, influenzando così lo scorrere della trama che, nonostante dei momenti discontinui, riesce a non perdere coesione narrativa. La paura della morte, della perdita di figure care è un filo inquietante che attraversa tutta la vicenda e non regala assolutamente nessun lieto fine. Fin dall’inizio, quando il giovane protagonista, orfano di entrambi e genitori, vive nel terrore costante di perdere anche il fratello maggiore, l’instabilità della vita razionale è un’oscillazione che contraddistingue tutto il film. Phantasm si muove come un pendolo che a ogni rintocco, passa dal sonno (l’ignoto) alla veglia (l’instabile realtà). La stessa altalenanza che potrebbe rappresentare la transizione adolescenziale dall’infanzia all’età adulta. Il film utilizza uno stile narrativo che probabilmente non è più in linea con i gusti attuali. E’ lento, a tratti solenne. Le azioni sembrano sonnanboliche, il tutto in una coerenza complessiva notevole. Alcune sequenze, hanno certamente influenzato l’immaginario di altri registi di genere.

Una scena famigliare?

Un film horror con elementi fantastici, dunque che rimane intimamente legato alla vita del suo creatore. Le sue paure ed esperienze giovanili, un’immedesimazione psicosomatica con la figura del Tall man (Angus Scrimm è alto come Coscarelli e per aumentarne l’effetto, all’attore avevano fatto indossare abiti di un paio di taglie in meno e ulteriori rialzi sotto le scarpe)Il regista e membri della sua famiglia che entrano fisicamente nel film, in comparsate diffuse. Coscarelli, oltre a regia e sceneggiatura, ne ha curato anche fotografia, produzione e montaggio. Nel film, il fratello maggiore del protagonista ha la stessa età del regista nel momento che stanno girando.

Phantasm si ritaglia un posto di tutto rispetto nello scenario cinematografico dell’epoca. Incassa 15 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, viene accolto con ottimi riconoscimenti al Festival del cinema fantastico di Avoriaz e dopo un contenzioso legale con la Universal, riesce a ottenere i diritti anche sui sequel: ( Phantasm II,III,IV e un V capitolo interrotto da traversie produttive)

Coscarelli continuerà a muoversi nel mondo del cinema di genere. Sceneggerà una produzione Sword & Sorcery di discreto successo: Kaan il principe guerriero e tornerà alla regia dirigendo Bubba Ho-Tep da un racconto di Lansdale e un bell’episodio per la serie Masters of Horror, Panico sulla montagna, sempre tratto da Lansdale.

Fantasia, inventiva, atmosfere e tante idee esposte con creatività. Un recupero meritorio alla vigilia della notte di Ognissanti.

Annunci

5 thoughts on “PHANTASM

  1. è stato uno dei migliori film dell horror phantasm mi ha colpito molto lo guardavo da ragazzino,ancora oggi lo guardo a33 anni.ciao a tutti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Scrittore è colui che decide di essere libero.

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Luca Trifilio

Pensieri, racconti, recensioni e cose fortuite

stillrocking

Voglio fare la differenza

MISTERI DEL NAZISMO

I SEGRETI OCCULTI DEL III REICH

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Per alcune persone scrivere non è un hobby o un lavoro, è una necessità. Io sono una di esse.

correzionedibozze & editing

[Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.][Silvio D'Arzo]

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

Andrea Wierer

corporate storytelling

LM

cosa leggono i passeggeri nei vagoni affollati?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: