Le Flautiste del Covent Garden


Una delicata ma penetrante analisi di Davide Mana sul valore intangibile della bellezza.

strategie evolutive

Questo è un post imprevisto, e vagamente nostalgico*.
Oggi gira così.

Il Covent Garden di Londra è l’unica area cittadina nella quale sia consentita l’esibizione pubblica di artisti di strada – che in inglese si chiamano buskers, e che probabilmente hanno una radice etimologica dallo spagnolo “buscar”, il che sarebbe meravigliosamente rinascimentale, ma non ho voglia di controllare.
Ora pare sia più politicamente corretto chiamarli street performers.
Il Willey, indispensabile volume per sapere tutto di tutto riguardo alla capitale britannica dal Paleolitico ad oggi, mi traccia una storia avventurosa ed eccitante del Covent Garden, da orto del convento locale (da cui il nome) a parco, tenuta nobiliare, e infine mercato e quartiere a luci rosse durante la Restaurazione e giù giù fino all’attuale sistemazione vittoriana – del 1830 le strutture in mattoni rossi, del 1870 il tetto che copre l’area -, il mercato dei fiori di Mayfair Lady

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