Il 18° Vampiro


Il 18° Vampito è il primo capitolo di una trilogia horror dell’autore modenese Claudio Vergnani ed è un’opera che a suo modo, sarà senz’altro destinata a entrare nei ristretti annali della narrativa di genere nostrana. Il Vampiro è una figura antica e abusata dell’immaginario collettivo umano. Ogni cultura si può dire che possieda la sua figura di creatura maledetta ed ematofaga e scorrendone l’escursus mediatico fino ai giorni nostri, si scopre come il suo potenziale simbolico sia stato man mano saccheggiato, snaturato e miseramente disarmato, fino a trasformarlo in una figura ammantata di romanticismo patinato quando non di stucchevole e modaiolo atteggiamento “trendy”. Ci voleva lo spirito dissacrante e disincantato di Claudio Vergnani per demolire e ricostruire in chiave critica questo desolato stato dell’arte della narrativa vampiresca. Citando Carpenter, il protagonista ed io narrante della saga è un cacciatore di vampiri. Un uomo alle soglie di una maturità che non si concretizza con la trinità casa/lavoro/famiglia di ottimistico conformismo. Il Claudio che ci racconta una realtà solo apparentemente stravolta dall’esistenza dei vampiri si cimenta nella sgradevole professione perchè fa parte degli ultimi. La critica sociale che lentamente e discretamente emerge dal libro non è così scontata e schematica come anche l’atteggiamento che il protagonista matura, nei confronti delle sue “vittime” e nel caso di Vergnani, il virgolettato è d’obbligo. L’umanità che emerge dal 18° Vampiro è quella dei lavoratori precari, di quella sempre più vasta compagine di individui che rimangono emarginati e non sempre esclusivamente per disgrazia personale quanto, provocatoriamente, per scelta individuale; per manifesta incapacità di accettare regole e codifiche di una società gretta ed egoista. I vampiri inizialmente, in un processo classico, appaiono come creature immonde e sgradevoli. Sono esseri ormai privati dell’umanità perchè soggiogati dall’atavica e inestinguibile sete di sangue umano. Agiscono nell’ombra, anche loro ai margini del mondo luminoso e tendenzialmente, finiscono col nutrirsi di coloro che animano il medesimo territorio d’ombra. Da questo primo passo di comunanza, si sviluppa la complessa relazione tra umani e vampiri messa in opera da Vergnani. La costante e spiazzante altalenanza tra umanità e bestialità toglie ogni certezza e mescola e rimescola continuamente bene e male. Il tono e le seriose considerazioni del sottoscritto non devono però trarre in inganno. In Vergnani, tragedia e commedia convivono sul medesimo palco e nella stessa opera. Il protagonista barcolla tra un malessere di vivere e l’irrisorio, latente innamoramento per la fantomatica Amica, figura femminile quasi archetipica nonchè collegamento tra la vita normale e la caccia ai vampiri. La scrittura è fluida e scorrevole anche se a tratti, lo svolgimento della trama tende a espandersi un po’ troppo, lo stile secco ma mai povero. I dialoghi sono straordinari per ricchezza e varietà di turpiloquio; turpiloquio che l’autore sfrutta con complessa ironia, fino a raggiungere vette di autentico lirismo. Portavoce principale è la figura di Vergy, autentico e indimenticabile co-protagonista della storia. Un uomo dal passato oscuro di ex militare ed ex contractor. Figura destabilizzante in ogni situazione dove alterna atteggiamenti da bettola di quart’ordine a citazioni da studente classico. Forte, il fisico possente “come il protagonista di un peplum degli anni ’60” stando alle parole di Vergnani stesso che ha dichiarato di essersi ispirato a lui mediando le figure di un pugile e un paracadutista, evidentemente conosciuti dall’autore. Citazioni alte, narrativa di genere, stile personale e momenti dichiaratamente pulp, rendono il 18° Vampiro un’esperimento fin’ora inedito e innovativo nell’editoria horror nostrana.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Scrittore è colui che decide di essere libero.

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Luca Trifilio

Pensieri, racconti, recensioni e cose fortuite

stillrocking

Voglio fare la differenza

MISTERI DEL NAZISMO

I SEGRETI OCCULTI DEL III REICH

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Per alcune persone scrivere non è un hobby o un lavoro, è una necessità. Io sono una di esse.

correzionedibozze & editing

[Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.][Silvio D'Arzo]

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

Andrea Wierer

corporate storytelling

LM

cosa leggono i passeggeri nei vagoni affollati?

Frank Iodice

Education is the most powerful weapon which you can use to change the World (Nelson Mandela)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: