Steampunk & dieselpunk


L’evoluzione che il genere fantastico ha subito negli ultimi 30 anni, ha portato a una graduale quanto inesorabile confluenza di temi, in diverse interpretazioni, non solo concettuali. Il cyberpunk segnò gli anni ’80 e una buona metà degli anni ’90 del secolo scorso e quasi in antitesi al movimento che aveva ispirato non soltanto la letteratura, si cominciò a parlare di Steampunk e successivamente di Dieselpunk. Definire i due generi non è semplice. Si basano sulla rilettura e sulla reinterpretazione di periodi storici, sfruttandone il background tecnologico, culturale e sociale al fine di ricostruire mondi alternativi, sui quali innestare riflessioni sulle inquietudini e i problemi della nostra realtà. La fascinazione estetica che sanno suscitare, la trovo molto forte e notevolmente stimolante. Lo steampunk rievoca le società industriali del periodo elisabettiano, innestandone un’accelerazione tecnologica che passa attraverso il vapore (steam) permettendo la coabitazione di automi e belle epoque, mirabolanti macchine volanti e arditi esperimenti alchemici, in sponda con un fantasy che si meticcia sempre più con la modernità (vedi urban fantasy).
Il Dieselpunk ne è a suo modo un’evoluzione storica, traslandone tematiche e background di alcuni decenni ideali e aggiornando estetica e tecnologia fino alla prima metà del XX secolo. Il Dieselpunk trovo che riesca a lasciarsi alle spalle quel senso di fatato che a volte lo Steampunk riusciva ad avere. Dietro a un provocatorio realismo futurista, dietro ai suoi scenari infarciti di modernariato, ritroviamo uno sguardo solo apparentemente retrospettivo, affascinante, nostalgico e segno marcato del problematico rapporto che la società attuale sta vivendo nei confronti del tempo e sopratutto del futuro, che non riusciamo più a scorgere e costruire.

Tutta questa modesta e per niente esaustiva disanima sui generi fratelli, serve a introdurre la mia intenzione di pubblicare a puntate, il primo progetto di storia Steam/dieselpunk che sto scrivendo. La scelta di renderla pubblica tramite il blog dedicato:http://aviditaeperdizione.blogspot.com/, ha il triplice fine di renderla conosciuta a chi mi segue e conosce, condividendo passioni e suggestioni; ravvivare e tentare di rendere più interessante la mia modesta attività di blogger e scribacchino e in ultimo, crearmi uno stimolo e un pretesto per proseguire con maggiore regolarità lo scritto.
Premesso tutto ciò, inizia così la saga della potente e dannata famiglia Turnàd.

2 pensieri riguardo “Steampunk & dieselpunk

  1. Ottimo articolo, i miei complimenti! Vado matto per lo Steampunk e ho da poco scoperto il suo "fratello del Novecento". Trovo inoltre che ci sia un netto contrasto tra le candide nubi di vapore delle macchine steampunk e le fumate nere e pesanti di quelle dieselpunk.Sempre se ti interessa il genere, ti consiglio altri due filoni meno conosciuti ma comunque interessanti: l'Atompunk e il Clockpunk.

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