Survival Blog: il mio contributo.


Inizio con questo primo post, la mia collaborazione con il Survival Blog, inventato dall’amico di Fb, Alex Girola
Buona lettura
09/01/2016
Luogo: Bricco Fortino, colline tra Langa e Monferrato
Sapevo che la crosta che separa civiltà e benessere dal buio delle barbarie era pericolosamente sottile. Uno studio sociologico risalente a una trentina di anni fa’, aveva dimostrato come la scomparsa dell’1% dei componenti specifici della società umana: medici, ricercatori e ingegneri, avrebbe potuto portare al collasso il mondo nell’arco ridicolo di sei mesi. Bene. Anzi, male: sta accadendo.
Il Piemonte è riuscito a inselvatichirsi in un paio di anni, nel pieno rispetto della lunga, triste e vergognosa tradizione di italica disorganizzazione. Difficile cercare di mantenersi civili in questi frangenti.
Bricco fortino è un tentativo. Quando le infrastrutture di base avevano iniziato a sgretolarsi sotto l’onda orrida dell’epidemia di gialla, sacche di resistenza avevano tentato di riorganizzarsi all’interno dei comuni più piccoli e marginali. Alcuni paesi della comunità collinare tra Langhe e Monferrato misero in piedi una rete di comunicazioni di emergenza, sfruttando i ponti radio superstiti della Protezione Civile e delle stazioni dei Carabinieri. Io, che lavoravo ad Asti ed Asti era considerata persa, ero un uomo abile e arruolato alla causa. Mi chiamo Fabrizio B. e il fatto che ero un ex sottufficiale dell’Esercito, fece giocoforza per il mio coinvolgimento per salvare il salvabile. Un mattino di primavera del 2015 gruppi di gialli si muovevano, famelici lungo le vie del centro del mio paese. Il maresciallo comandante della stazione dei carabinieri venne a prendermi direttamente a casa e senza troppi fronzoli, mi mise in mano una Beretta 92. mi disse. Ho una famiglia a cui tengo, una moglie che amo e le due ragazze nate da un precedente matrimonio, io ci tenevo come fossero figlie mie. Le parole del maresciallo mi avevano smosso un groppo in gola acido e pesante. Mi guardai. Un uomo di 48 anni ancora discretamente atletico, travolto da eventi più grandi di lui e di tutti coloro che stavano vivendo quell’incubo sulla pelle. dissi mentre con la memoria, cercavo di ricordarmi dove avevo riposto la mia vecchia uniforme da combattimento e gli anfibi.
Da allora, le cose successe sono tante e dolorose. L’Italia in particolare era caduta in una sorta di isterica anarchia dove ogni banda di balordi o esaltati che riusciva a garantarsi una certa autorità grazie alle armi e al carburante, spadroneggia sul territorio con un’influenza intermittente, a macchie di leopardo, sopratutto nel basso Piemonte e nelle zone di confine con la Lombardia.
L’assurdità della razza umana emerge tragicamente in questi frangenti. Gli uomini sono pericolosi tanto quanto i gialli, l’unica differenza è che un giallo è infetto dal prione, agisce in conseguenza di un virus e la rabbia che posso provare nei loro confronti è puramente istintiva; diversamente, sarebbe come arrabbiarsi con un malato di raffreddore perchè starnutisce. Peccato che i gialli mangino la carne umana. Gli sbandati delle milizie, invece non sono infetti da un virus. Sono studipi e prepotenti. Sono selvaggi che senza il morso della civiltà moderna ritornano agli istinti più bassi, felici di poterli vivere in libertà. Sono cose che distruggono la fiducia nel futuro.
Io ci provo a salvare qualcosa. Siamo un gruppo di circa trenta persone con famiglie al seguito. Bricco Fortino è il nostro rifugio. Si tratta di una grossa cascina costruita sulla cima di un bricco, che in origine aveva un altro nome e che per il momento non rivelo. Sotto di noi si estende la Valle Belbo, tanto basti. La posizione è privilegiata, permette un buon controllo del nostro territorio e per il momento, grazie al lavoro meritevole di un paio di impiantisti che si sono uniti a noi prima di Natale, riusciamo ad avere una discreta fornitura di corrente elettrica tramite pannelli solari e un gruppo elettrogeno, ritirato dalla sede abbandonata della Protezione Civile di Alba. Riesco a mantenere contatti telematici sfruttando una connessione satellitare francese. Non è il massimo. La connessione non ha banda minima garantita e cade spesso perciò, i miei post saranno influenzati da questi fattori. Oggi sono fortunato, il segnale regge e posso permettermi un rapido e sintetico excursus che mi ha portato alla situazione attuale. Spero che le mie parole servano a mantenere i contatti con altri sopravissuti, a scambiare dati, informazioni e tentare una collaborazione con chi, come noi resiste.
A presto, spero.
Fabrizio B.

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3 thoughts on “Survival Blog: il mio contributo.

  1. fai bene a non rivelare la posizione, ho rischiato con la mia ingenuità che ci scoprissero… forse sarebbe stato meglio, rispetto alla mia situazione di ora…(personaggio off): bell'introduzione, quadro verosimile e che può dare molti sviluppi! benvenuto nel SB:)PS: sei vicino a faina!

  2. Grazie, Silvia. In effetti Faina e il sottoscritto dobbiamo essere separati da pochi km.Grazie per i positivi commenti. Penso che la verosimiglianza aumenti il coinvolgimento e il contrasto tra luoghi famigliari e situazioni apocalittiche. Tengo a mente, scrivendo, la serie "I sopravvissuti", quella degli anni '70

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