Dilemma sul PD.


Oggi, su Il Fatto Quotidiano si leggeva in prima pagina un titolo che, fino a pochi anni fa, sarebbe risuonato quanto meno enigmatico: Fini Capo dell’Opposizione.
Le opzioni inerenti la cosa, potrebbero essere essenzialmente due: o sono incappato in un mondo dove il PDL senza l’Arci Italiano ha perso delle elezioni ed è capitanato dall’uomo della svolta di Fiuggi, oppure assistiamo al nuovo, paradossale cortocircuito politico che il nostro paese ha creato. Vivendo attualmente nel mondo dello stravincente PDL, quindi, mi ritrovo a scrivere considerazioni riguardanti la seconda opzione. Siamo dunque alle prese con un uomo dal solido passato politico, ancorato alla destra che, all’apice della sua parabola ideologica, si ritrova su tangenze tradizionalmente ascritte ad un territorio opposto a quello della sua provenienza. Il contrasto della situazione è reso ancora ancora più stridente dall’assordante, inspiegabile (per i più)e sbalorditivo atteggiamento del maggior partito d’opposizione, il PD. Ad un osservatore esterno che fosse, ipoteticamente, ignaro delle posizioni degli attori sulla scena istituzionale, molto probabilmente, giudicherebbe il buon Gianfranco un progressista all’opposizione mentre i distinguo, i tentennamenti, le ambiguità dei quadri del Partito Democratico, come gli imbarazzi di un alleato del governo in carica, spiazzato dalla mossa dell’avversario e quindi affannato nella difesa del Presidente del Consiglio. Ancora una volta, i capovolgimenti della multiforme realtà ci obbligano a riconfigurare gli scenari ma oltre a questo, si apre l’ennesima, amara ed assolutamente necessaria critica al Partito Democratico.
Domanda assolutamente d’obbligo: Dove vuole andare il PD? Più volte sbandiera una legittima “vocazione maggioritaria” che è requisito indispensabile per un partito con ambizioni di governo. Innegabile, ma, seconda domanda: Come vorrebbe governare? Relativamente alla situazione attuale, le alternative che propone non sono alternative, appaiono più che altro della blande, pallide attenuazioni delle aggressive, anarchiche riforme governative attuali. In conseguenza di questa considerazione, sorge ancora spontaneamente la domanda successiva: Che tipo di assetto vorrebbe dare al paese, prendendo atto della sua attuale linea politica? Domanda che, da elettore di sinistra, sento l’esigenza ed il dovere di porgere.
Il nodo cruciale è: che tipo di opposizione sta cercando di costruire se quel che legittimamente i cittadini contrari al PDL, vogliono sentir dire,alla fine, lo sentono dal Presidente della Camera, seconda carica per importanza all’interno del partito di governo? Le domande si accumulano e le risposte latitano. Attualmente, il Partito Democratico s’impantanato nelle contraddizioni di una volontà contradditoria che ricorda più i bizantinismi di un certo agire democristiano che non le dinamiche azioni di un partito sorto sull’onda di una modernità che rimane solamente di facciata.Con l’amarezza del potenziale elettore, sempre più deluso, mi ritrovo attualmente a prendere atto della totale incapacità del PD di fare fronte reale al proprio avversario. Forse, i grandi nemici si ritrovano uniti dall’esigenza di salvaguardare prima di tutto uno status, che le derive finiane,in fondo coerenti con il suo escursus ideologico, appaiono come colpi di scalpello alla base del muro soffocante che opprime la politica italiana.
Forse, alla fin fine, davanti al disastro che sta creando il governo attuale, la contrapposizione non è tra “Destra” e “Sinistra” ma, più drasticamente, tra “Follia” e “Buon senso”https://i1.wp.com/www.fountainofthespring.com/db4/00306/fountainofthespring.com/_uimages/alpha_and_omega_copy.jpg, quest’ultimo, sicuramente appannaggio delle persone intelligenti e con senso dello Stato, indipendentemente dall’ala dell’emiciclo che occupano.

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