La grande Caricatura.


Tanti anni fa’, ormai remoti e mitizzati, esisteva una nobile commedia all’italiana, prima dei Vanzina e dei cinepanettoni. Era un genere arguto ed intelligente, politicamente impegnato e feroce nelle sue critiche ai mali ed alle ipocrisie della società italiana.Il genere ha dato lavoro a tanti grandi registi del nostro cinema:Mario Monicelli, Luciano Salce, Lina Wertmuller…Attori fantastici come Vittorio Gassman, Giancarlo Giannini, Monica Vitti, Mariangela Melato… Ricordo da bambino e successivamente grazie a repliche e riproposizioni, nella mia adolescenza, l’aspetto grottesco che il nostro paese assumeva attraverso l’occhio di quei registi ed i corpi di quegli attori. L’Italia risultava una nazione che si muoveva sulle montagne russe dei paradossi, dove l’assurdo era normalità consolidata, dove i poveri erano desolatamente poveri, continuamente calpestati, sbeffeggiati dai potenti e disprezzati dalla piccola e media borghesia, sempre più benpensante ed ipocrita.I ricchi straricchi, volgari e tracotanti. Tra una risata ed un sogghigno, le prepotenze e le ingiustizie scorrevano davanti ai miei occhi e si depositavano in un angolino vicino alla gola e dopo il film, ripensandoci, ripetendo, citando scene e battute, tra il piacere che la commedia mi aveva donato, rimaneva quel retrogusto amarognolo, un po’ acido e triste. Quello era il vero messaggio,  l’impegno che traspariva dal lavoro del cinema. La Commedia, lo sberleffo, l’iperbole (maestro ne fu Villaggio con Neri Parenti e la serie del Rag. Fantozzi)erano semplici veicoli per messaggi che dissimulavano la loro importanza tra una finta demenza ed una vera amarezza.
Mafia, politica, società, industria, sesso. Non c’era campo dell’attualità che non venisse indagato e la capacità caricaturale della commedia italiana, riusciva a comunicare inconsciamente alle masse quel che altri media non riuscivano con altrettanta leggera efficacia.
I mafiosi erano macchiette feroci, che negavano spavaldamente la loro stessa esistenza(Mimì Metallurgico)https://i1.wp.com/www.ladestra.info/public/wordpress2/wp-content/uploads/2009/07/143221.jpgi politici corrotti pieni di vizi(Giovannona Coscialunga, I Mostri, )https://i0.wp.com/www.mymovies.it/filmclub/2007/02/052/locandina.jpghttps://i2.wp.com/www.renatadurando.com/tinamodotti/Programma_2009/I_mostri.jpg la Democrazia un ninnolo di cristallo, bellissimo, prezioso e fragile (Vogliamo i Colonnelli)http://paul2canada.files.wordpress.com/2009/03/tognazzi-vogliamo-i-colonnelli.jpg. La memoria del Fascismo, della Resistenza e della conquistata Repubblica Italiana era ancora viva e vegeta. Pulsante.
Adesso, quella che trentacinque, quarant’anni fa era commedia, è diventata attualità, politica, società. Adesso, sentiamo veramente dire che è ora di finirla di parlare di Mafia, che si sta esagerando con le denuncie. Che le fiction ed i libri che hanno avuto il coraggio di raccontare sono dannosi all’immagine del paese ( e alla sostanza?) che Saviano scredita Napoli (mentre invece nascondere tutto sotto una parata di pizze e mandolini, mentre il marcio tumore della Camorra cresce e prolifera prosperando non scredita!) e da chi arrivano queste affermazioni? Chi sostiene queste tesi? Un inquisito? Un boss accusato? No. Il governo legittimamente eletto.https://i0.wp.com/files.splinder.com/f6a550c1e2c87fde6d26f3514c0234b4.jpeg
Nel peregrinare tra i mondi che la mia vita sta attraversando, forse adesso mi ritrovo in una versione italiota di quello immaginato dallo scrittore di fantascienza americano Cyril M. Kornbluth, autore di “Non è ver che sia la Mafia” dove descriveva un’utopica America governata da mafia e Clan vari, con il governo USA in esilio su una flotta di navi da guerra, al largo delle acque territoriali. Per ora, il presidente della Repubblica siede ancora al Quirinale e non sulla Garibaldi, al largo del Mediterraneo ma non è detta l’ultima parola.

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