Dei Megaliti ed altre suggestioni.


Questo è l’ultimo intervento prima dell’anno nuovo. Lo dedico al prossimo romanzo, in uscita nei primi mesi del 2008. S’intitola La Voce di Pietra ed è imperniato su una serie di vicende, tragiche, fantastiche e a volte tremendamente normali che accadono in una comunità, sorta nei pressi di una località megalitica del Piemonte. L’universo nel quale si snoda la storia, è lo stesso de Arcane le Colline, tanto che alcuni personaggi ricompaiono durante le indagini ma non è un seguito diretto. E’ un’altra cosa. Le atmosfere sono diverse, il protagonista è diverso, tutto quel che mi sforzo di evocare è diverso da quel che volevo far provare leggendo il primo romanzo. Se Arcane le Colline possedeva una buia aura invernale, se gli odori erano riconoscibili nella muffa delle cantine, nel tanfo del sangue;La Voce di Pietra riconduce ad un ampio respiro che ricorda l’aria fresca e frizzante della primavera, anche se la trama si snoda tra la fine di un’estate e la fine di un inverno. Arcane le colline parla di morte, la Voce di Pietra di vita. Se la Memoria nel primo è un veicolo degli orrori che ritornano, nel secondo è un fiotto vitale e primitivo che trasforma gli individui e li rende consci di una realtà più vasta e complessa. Stavolta, il protagonista principale non è l’agente del DIP, Stefano Drago, egli rimane sullo sfondo, indaga e da consigli, è un fratello maggiore che interviene nel momento del bisogno. Gli occhi e l’animo della storiasono quelli di un giovane, Massimigliano Barbisàn. Su di lui, gli ultimi strascichi dell’adolescenza complicano una vita che si deve ancora definire, sente di essere nel pieno di una transizione che entro breve lo metterà di fronte ad un mondo che vuole ma non riesce ancora a comprendere come vorrebbe. E’ in questa fase delicata e difficile che s’inserisce la sua particolare empatia con un Menhir che svetta vicino a casa sua…

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