Il mondo de Il Settimino: La Sezione

Ricordiamo il post dedicato al contro altare del DIP ne IL SETTIMINO, dove storia e invenzioni s’intrecciano nella maniera a mio parere più sfiziosa.

Taccuino da altri mondi

La Sezione è una branca deviata del SIFAR, il Servizio Informazioni delle Forze Armate. Fu fondata nel 1959, a cavallo della caduta del secondo governo Fanfani e il governo Segni, in un periodo instabile della storia repubblicana. Nacque in conseguenza di una serie di incontri tra il generale

Gen. De Lorenzo

De Lorenzo   e l’allora direttore della CIA, Dulles

Dulles

 

L”epoca, Dulles  stava seguendo il progetto MK-Ultra e meditava di ampliarne l’azione promuovendo una serie di operazioni parallele sviluppate in collaborazione con gli alleati. L’Italia era da poco entrata nella NATO , dopo il trattato di Parigi e in conseguenza di esso, le si era permessa la ricostituzione di un servizio segreto, sebbene a sovranità limitata e sotto la diretta supervisione degli USA: per questi motivi, Dulles, non incontrò nessuna difficoltà nel proporre il Progetto Caino al generale De Lorenzo, il quale intuì le potenzialità…

View original post 128 altre parole

Gli ispiratori del Settimino: The Fury di Brian De Palma

Nel riproporre i post introduttivi a IL SETTIMINO inizio di nuovo a segnalare le opere che hanno fatto da humus alla sua storia e Fury di Brin De palma occupa sicuramente i primi posti in un’ideale classifica dei suoi ispiratori.

Taccuino da altri mondi

Inizia, con questo post, l’approfondimento del background che ha contribuito alla nascita de Il Settimino; più o meno periodicamente, proporrò libri, film e artisti che hanno ispirato idee e suggestioni della nuova indagine dell’agente speciale Stefano Drago.

Con The Fury, del 1978, abbiamo la seconda incursione di Brian De Palma nel cinema horror, dopo il lusinghiero Carrie,(1976) tratto dal romanzo di Stephen King. Anche The Fury è tratto dall’omonimo romanzo di John Farris, del quale, bisogna renderne atto, De Palma ha saputo mantenere una coerenza di fondo con la trama del libro sebbene la complessità sia stata sacrificata per le consuete esigenze cinematografiche.

Il film ci racconta così come Robin (Andrew Stevens) il figlio dell’ agente segreto statunitense Peter Sanders (Kirk Douglas) viene rapito in Israele da un misterioso dipartimento del quale fa parte Childress (John Cassavetes) prima amico di Peter e poi traditore. Robin è in possesso…

View original post 461 altre parole

Il lato oscuro della Repubblica. (Quasi un Backstage de IL SETTIMINO)

Continuo la riproposizione dei post esplicativi su IL SETTIMINO, fedele al motto Repetita Juvant.

Taccuino da altri mondi

Lo sforzo costante di creare molteplici livelli di lettura e interpretazionem nei romanzi che scrivo, mi porta  a costruire intrecci e associazioni inusuali. Con IL SETTIMINO ho voluto battere strade nuove e tematiche apparentemente lontane dai libri precedenti. Inizialmente volevo scrivere una storia che rimandasse al tema dei poteri paranormali, in un excursus che partiva dal mito dei nati prematuri fino a una personale rivisitazione in salsa piemontese delle facoltà ESP. I richiami sono noti: L’Incendiaria di King, Torri all’Imbrunire di Barker, The Fury (sia il film di Brian De Palma che il romanzo di John Farris da cui era tratto)Il tocco della medusa (idem) e inevitabilmente anche Scanners di Cronenberg. Così, anche ne IL SETTIMINO ritroviamo un personaggio dotato di poteri terribili e inquietanti e un intreccio di servizi segreti che ruota attorno alla sua figura e all’assassinio del segretario del più importante partito d’opposizione in Italia.

E’ stato…

View original post 662 altre parole

IL SETTIMINO: i retroscena

Ripropongo in versione aggiornata alcuni post che avevo preparato in previsione dell’uscita del Settimino all’epoca del vecchio contratto e che ora hanno realmente ragion d’essere vista la sua prossima, confermata uscita.

Con Il Settimino, ho deciso di introdurre, tra le varie tematiche che mi interessava affrontare, anche quella complessa, delirante e straordinariamente variegata del Complottismo; insieme di teorie noto anche come Cospirazionismo. Argomento complesso da affrontare perchè talmente ramificato e tortuoso che è facilissimo perdere il bandolo di una matassa che in realtà ne possiede molteplici. Proprio la capacità del Cospirazionismo di adattarsi e collegarsi spregiudicatamente con qualsiasi fatto e analisi è uno dei motivi che hanno spinto la mia fascinazione fino a costruirvi una parte importante della trama del Settimino.

L’idea del complotto, la dietrologia che si sviluppa in speculazioni tra le più svariate è una tendenza naturale in Italia. Paese di verità nascoste, storie travagliate e segreti irrisolti. Il sospetto che dietro ogni fatto della nostra cronaca, sia nera, giudiziaria che politica (e ormai, quasi sempre le tre aree d’indagine giornalistica finiscono con l’intrecciarsi) è una propensione naturale che emerge a ogni livello della società. Il fatto che il mistero, nella sua accezione più vasta e contemporanea del termine, sia una caratteristica imprescindibile della nostra storia ha fatto l’ennesimo gioco forza nella strutturazione della storia de Il Settimino.

Uno dei miti maggiormente dibattuti tra chi si occupa di complottismo è senz’altro il Progetto MK-ULTRA. Esiste una documentazione ufficiale de segretata dal governo degli Stati Uniti d’America, grazie al FOIA, che conferma l’effettiva esistenza del progetto, iniziato verso gli anni ’50 e ufficialmente terminato una decina di anni dopo. I fini di MK-U risultano lo studio e l’applicazione di tecniche per il controllo mentale di agenti e personale da utilizzare nel contrasto dell’avversario durante la guerra fredda. Da li, le notizie si disperdono in miriadi di trame e rivelazioni che spaziano dall’uso combinato di droghe sintetiche ed elettroshock; ipnotismo e terapie traumatizzanti, innesti cerebrali, microchip, impiantologia aliena e rituali satanici. Un pout pourri caleidoscopico nel quale si ritrovano le citazioni più svariate: gli Illuminati, il NWO che vedrebbe nel progetto il germe di un sistema di controllo mondiale sulla popolazione della Terra, gli alieni, gli adoratori del Diavolo, che starebbero preparando l’avvento dell’anti Cristo. Esiste tutta un’annedottica che ricerca le tangenze tra gli scritti dell’Apocalisse e simbologie e sviluppi della società odierna.

La chiusura di MK-U non ha significato però l’interruzione del progetto. Secondo le teorie di alcuni sedicenti esperti di cospirazionismo, i fini di MK-U avrebbero trovato un’ideale prosecuzione nel successivo (e mai del tutto dimostrato) Progetto Monarch.

36399_940

Il nome del progetto sarebbe stato preso dalla farfalla Monarca, la cui immagine avrebbe la funzione di attivatore mentale di agenti dormienti sottoposti alle terribili tecniche di controllo mentale. L’analisi paranoica di segnali e simboli coinvolge ogni aspetto dei media attuali. Innumerevoli personaggi del Jet-Set internazionale sembrano così coinvolti: da Michael Jackson a Lady Gaga, dal presidente Obama a Bill Gates. Le speculazioni sulle tecniche di controllo coinvolgono ogni aspetto del quotidiano e si va dalla contaminazione del cloro nelle acque potabili a internet, dalle microonde alle reti di telecomunicazione cellulare e GWEN passando per le famigerate scie chimiche e la telepatia artificiale. Ogni aspetto della nostra esistenza sarebbe soggetto a tentativi di controllo e manipolazione.

Anche il nostro panorama più casereccio, a ben cercare, non è assolutamente immune dal quadro complessivo. I grandi e oscuri misteri della nostra giovane e fragile Repubblica rientrano in disegni complessivi allucinanti. Tra mafie, logge massoniche, servizi segreti deviati, Rosacroce e ancora adoratori del Diavolo…Così abbiamo morbose trame esoteriche dietro il pilotaggio inconscio delle Brigate Rosse che rapirono Moro, i fini di Gladio, UFO su Ustica il tutto ancora condito da complottismo, nuovi ordini mondiali e retroscena al limite del fanta-horror.

raum2

Legami e combinazioni sono infinite. Si può partire da antichi ordini egizi, magari ispirati da visitatori provenienti dall’altrove, il satanismo luciferino, riletture del cristianesimo, ordine degli Illuminati che si perpetua attraverso i millenni reggendo le fila del destino dell’umanità, massoneria, le grandi dinastie economiche come i Rothschild e dall’illustre famiglia fino ai vari gruppi multinazionali, la Commissione Trilaterale e simili.

Impossibile rimanerne indifferenti.

Prossimamente, ulteriori approfondimenti.

IL SETTIMINO: una storia complicata

ILSETTIMINO

La prima stesura de IL SETTIMINO risale all’inverno del 2013. La storia in origine aveva l’ambizione di essere un racconto vagamente autobiografico con elementi weird e soprannaturali poi procedendo con la narrazione è diventato tutt’altro. E’ un romanzo importante per me, segnato dal mio impegno politico, da una graduale presa di coscienza che è andata oltre alle ideologie “di campo” e dalle trasformazioni che il nostro paese ha subito in poco meno di venti anni. Sarebbe dovuto uscire per la Frilli editori verso febbraio 2014 poi tutto cambiò.

Troppo weird IL SETTIMINO, troppo fantastique per una Casa Editrice con una spiccata vocazione gialla/noir come la Frilli e sull’onda di una amichevole conversazione con l’editore si decide che quella non è la casa adatta per l’agente speciale del DIP Stefano Drago. La conseguenza di questo divorzio consensuale è stata la liberatoria sui diritti che la Frilli deteneva su Drago e la nascita dell’investigatore privato Giorgio Martinengo. Infatti, con Frilli Editori sono comunque uscito nel 2014 dopo aver scritto in quaranta giorni Vino rosso sangue, la prima indagine di Giorgio Martinengo, investigatore delle Langhe mentre Drago si guardava attorno prendendosi un anno sabbatico. Nel 2015 Drago approda alla Acheron Books. IL SETTIMINO è sottoposto a nuovo editing, approfondito e professionale, grazie all straordinario mestiere di Germano Greco e al puntiglioso e mirato coordinamento di Samuel Marolla.

L’equilibrio che più amo in questo nuovo lavoro è quello di una storia tra lo spionistico e l’horror che riesce ad alternare elementi d’azione con il tentativo di una lettura più profonda che coinvolge la teoria degli archetipi di Jung, la problematica relazione che il popolo italiano intrattiene con il concetto di Nazione, le notti della nostra Repubblica con stragi di Stato, servizi deviati e gruppi di potere a tramare nell’ombra e l’elemento ancestrale di un folklore ancora ben radicato nella nostra cultura. In attesa di altri post sull’argomento, avviso che l’uscita del libro è prevista per il 6 giugno 2016 e che è possibile prenotare il volume in prevendita (a prezzo conveniente) sul sito della ACHERON BOOKS a questo link.

IL SETTIMINO sta arrivando Signore e Signori e niente sarà più come prima.

Grexit Apocalypse, di Alessandro Girola

grexit-apocalypse-2-0

Sinossi, direttamente dalla pagina Amazon dell’ebook:

Estate 2015.
La Grecia è sull’orlo di un tragico ed epocale fallimento.
Il primo ministro Tsipras, incapace di saldare i debiti e messo alle corde dalla Troika e dalla cancelliera Merkel, chiede aiuto a un potente armatore caduto in disgrazia, Herodion Kedives.
Sua è l’antica conoscenza, suoi sono gli Aloadi, mostri invincibili, alti cinquanta metri, che dai tempi dei Miti popolano le leggende greche.
Con gli Aloadi risvegliati e posti al suo fianco, Alexis Tsipras sfida l’Unione Europea: se il debito del suo paese non verrà notevolmente ridotto, i kaiju gemelli porteranno distruzione in tutto il Mediterraneo.
Ma ancora non sa che svegliando queste creature, attirerà le attenzioni di altri kaiju, ancora più antichi e potenti.

Improbabili eroi – un giornalista di Studio Aperto, il ministro Maria Elena Boschi, un vecchio massone, un agente speciale del bureau del paranormale tedesco – e oscuri burattinai vi condurranno per mano verso lo spettacolo definitivo dell’apocalisse kaiju.
Grexit Apocalypse, una storia di attualità, di mostri giganti, di fantapolitica e di guerra.


Copertina di Luca Morandi
Prefazione di Lucia Patrizi
Il blog dell’autore: http://alessandrogirola.me

Dopo lunga e giustificata assenza*, ritorno a rimpinguare le virtuali pagine del mio Taccuino ed essendo un Taccuino da altri mondi, questa volta ci catapultiamo in una realtà alternativa molto vicina alla nostra, dove alla crisi economica e alla crisi europea s’innestano i mostri giganti. Ritorna Alessandro Girola, personalità tra le più vulcaniche e professionali dello scenario indie del fantastique nostrano e ritorna con un ebook dalla narrazione fragorosa e un’inaspettata vis realistica nel tratteggiare bizantinismi e complotti sullo sfondo di un’Unione Europea poco unita, se non dagli interessi economici e di potere  dei diversi attori sullo scenario internazionale. Mostri giganti, Kaiju che emergono da dimensioni parallele, altri universi che hanno alimentato un immaginario collettivo inconscio e folkloristico.

Una novella “stereoscopica” dotata di profondità inaspettate sia per il tratteggio degli scenari sia per la ricerca iconografica che contraddistingue sempre le sue storie, anche quelle più sfrenate e fantasiose. C’è poi la scelta inedita di coinvolgere i veri nomi della nostra politica in un caleidoscopio di fantacronaca e tribune politiche. Un esempio finora unico e, aggiungo, fortunatamente non ancora copiato. Girola, da solido mestierante qual si dimostra libro dopo libro, ci regala una storia dalla coralità emmerichiana, dove la devastazione della Grecia o della Sardegna, i duelli tra creature titaniche e gli intrighi di palazzo convivono con la naturale spontaneità tipica del narratore professionista.

Lettura spassosa, piacevole, leggera ma non superficiale. Ritorniamo bambini ma con intelligenza.

Qui il link per il caldeggiato acquisto.

*Spero quanto prima di poter parlare delle mie prossime uscite

L’autore è assolutamente superfluo. Shimada Masahiko

Fa il paio con il concetto di “autore feticcio” che tanto sta ossessionando il mondo dei lettori e della letteratura…

correzionedibozze & editing

“Quello che amo dei romanzi è che giungono comunque a conclusione, a prescindere che li si scriva. Disseziono storie pensate da altri, poi conferisco loro un nesso logico, cambio i nomi e appongo la mia firma. L’autore è assolutamente superfluo. Il romanzo è nato come genere impuro, un cimitero in cui confluiscono le parole precipitate da vari telai: mitologia, dicerie, leggende, narrazioni. Il romanziere raccoglie quanto viene detto o scritto altrove e tumula il tutto in un’unica fossa. E già che c’è, ci si butta dentro pure lui lasciando fuori solo la testa come stele. Un autore è quindi tutt’al più una stele, meglio per lui che abbia un bel volto.

View original post 161 altre parole

Esce Pape Sàtan Aleppe, l’ultimo libro di Umberto Eco

La sensibilità e l’attualità del lucido occhio intellettuale di Eco resisterà al tempo e alla sua morte.

Circolo16

Immagine acquisita
Essere consapevoli che “si vive in una società liquida che richiede, per essere capita e forse superata, nuovi strumenti”. E’ l’unico modo che abbiamo per sopravvivere, nell’interregno in cui ci troviamo, alla liquefazione. Umberto Eco ci lascia questo grande messaggio nel suo ultimo libro dal titolo dantesco (Inferno, VII, 1) ‘Pape, Satàn, Aleppe’, che esce a una settimana dalla sua morte, avvenuta il 19 febbraio. S’inaugura così La nave di Teseo, la nuova avventura editoriale che ha fondato con Elisabetta Sgarbi, direttore generale ed editoriale.
“Cronache di una società liquida’ non a caso è il sottotitolo di queste 470 pagine – proposte nella collana I fari, con una copertina dai colori indiani, dal rosso al fucsia – in cui Eco ha raccolto, come spiega nella prefazione, le Bustine di Minerva degli ultimi 15 anni.

Eco, Pape Satan Aleppe per sopravvivere a liquefazione

View original post

Pioggia dorata, di Elena Bibolotti

63-204x300

Sinossi, direttamente dal sito dell’editrice:

Sei storie amare. Sei storie nelle quali ogni personaggio scopre e riflette sulla propria fragilità, o più semplicemente sulla propria solitudine. Condizione “democratica” al giorno d’oggi, nel senso che colpisce chiunque. Il dipendente consumato da una piatta vita matrimoniale, la donna manager in carriera, il promotore finanziario, il vinaio di un bar, spettatore silenzioso di vite che si trascinano sbiadite.
Sei storie tanto diverse quanto poeticamente identiche, legate dal filo comune che consiste nella ricerca intima di una liberazione, un bisogno di condivisione, sublimato in tutti i racconti attraverso la pratica del “pissing”. Un raccolta di racconti sul sesso spinto, quindi? Non proprio e non solo. Perché, come spiega la stessa autrice, «l’erotismo senza storia attorno, per me ha poco senso. Il sesso fa parte dell’esistenza di ognuno. Ed è di vita che io parlo».
Sì, “Pioggia dorata” è una raccolta di racconti che parla di vita, anzi di vite: quelle di «protagonisti che non hanno nulla di speciale, non troppo belli, non troppo intelligenti, senza il fisico del ruolo. Persone normali con un vissuto spesso disastroso che, a causa o grazie alla pratica del “pissing”, rivedono la propria esistenza e la cambiano».

La letteratura sta attraversando un periodo difficile, di pari passo con una società che della letteratura ne ha fatto un balocco edonista e non quello strumento sublime di analisi, introspezione e arte che dovrebbe essere. Il bisogno perfino morboso di etichettare ogni libro uscito ne è un sintomo, a volte esilarante altre odioso. Se la letteratura non sta bene, la letteratura di genere è moribonda, almeno stando all’accezione di genere secondo la grande editoria: Gialli, noir, thriller, polar sono rimescolati in una indistinta macedonia che riesce a creare confusione e ignoranza nel lettore meno smaliziato; l’horror è solo Stephen King, il fantasy è Tolkien o George Martin e se non scopiazzi loro non è fantasy, non vende e non si legge; la fantascienza vive di ristampe di Dick e Asimov e l’erotico? L’erotico si è arenato su cinquanta sfumature di banalità e si clona tranquillamente, riducendo l’aspetto forse più totalizzante della nostra esistenza in un giochino per onaniste infelici.

Dopo questo preambolo, riparliamo di letteratura. Dimentichiamo le etichette che tanto ormai servono solo a termine di paragone tra bassa e pessima scrittura e concentriamoci su una narrazione pura. Pioggia dorata, di Elena Bibolotti ridona il piacere profondo della metafora. Lungo sei racconti di scrittura precisa e rigorosa, l’autrice evoca il malessere di un’umanità anestetizzata dal solitario egocentrismo, che il web 2.0 dei social alimenta nell’ossimoro di una bulimia d’apparenza, che alimenta esistenze infelici e tese alla ricerca di una soddisfazione che si rivela incapace di essere tale.

Come in un caleidoscopio di sensualità scevra da recite pre digerite, Bibolotti tratteggia il suo vissuto con un’onestà spietata e imbarazzante. Una sincerità che spiazza e sconvolge questa italietta che non rinuncia al proprio bieco provincialismo anche e soprattutto attraverso il filtro rassicurante e vigliacco di un profilo su Facebook o Twitter; dove l’immagine che si vuole proiettare di se stessi agli altri è terribile, caricaturale e tesa a influenzare il vissuto anzichè il contrario.

Così la pratica che da il titolo alla raccolta non è semplicemente una liberatoria trasgressione: sarebbe un giochino fin banale e indegno della levatura di questa autrice ma il simbolo di una disperazione che non riesce a trovare altra via per sfogarsi. Una discesa tra il mortifero e il rivitalizzante attraverso la quale, in una maniera o l’altra, tutti i protagonisti attraversano;che sia una fuga, una liberazione, una scoperta oppure un disperato addio.

Lo stile di Elena Bibolotti è diretto e incisivo. Scava a fondo delle vite e le personalità dei suoi personaggi evitando la lusinga di parole prolisse e autoreferenziali. Essenziale senza essere scarna, la lettura scivola in noi, scroscia e scava nel profondo con la facilità con la quale un filo taglia la polenta. L’erotismo della Bibolotti è anima e carne in una commistione che una scrittura sterile e seriale ci aveva disabituato; un erotismo che si adatta ed esprime in simbiosi con gli umori e i caratteri dei protagonisti. C’è rabbia e sofferenza nel suo mondo; la rabbia di chi lotta armata della propria libertà e intelligenza, che osserva, capisce e spiega e la sofferenza che altalena tra il carnale disincanto alla Arthur Miller e l’esigenza di urlare quel che fermenta nell’intimo, come una moderna Erica Jong,  mentre la nave avanza sul bordo della fine del mondo.

Da leggere.

Bibolotti

Elena Bibolotti
Nasce a Bari. Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, lavora nell’avanguardia teatrale. Imprenditrice nel web e nella didattica musicale, assistente al Master di scrittura creativa della Luiss Guido Carli, è consulente editoriale. Ha pubblicato il romanzo “Justine 2.0” (INK Edizioni Milano) e due racconti per le collane “Erotic +” e “Porn to be alive” (80144 Edizioni Roma)

 

 

Italian way of cooking, di Marco Cardone

iwoc-contest-900pix

Sinossi (dalla pagina Amazon dell’ebook):

Nero è un cuoco eccezionale, ma la crisi economica non lo ha risparmiato e il suo ristorante, il Gallo Nero del Chianti, è sommerso dai debiti e prossimo al fallimento. In una notte stregata accade però un evento del tutto eccezionale che risolverà i suoi problemi… creandogliene altri ben più spaventosi! Una creatura mostruosa, antica come il mondo e affamata di esseri umani, si introduce in casa sua e minaccia i suoi bambini. Nero è costretto a ucciderla, e, attratto dall’odore delle sue carni, prova l’impulso irresistibile di cucinarle e scopre che sono squisite. Prova allora a servirle di nascosto ai clienti del ristorante, ottenendo un successo oltre qualsiasi aspettativa. Inizia così la rinascita dal Gallo Nero: tenendo celato il suo segreto, in una maliosa estate toscana il cuoco si dedica alla ricerca di altre creature mostruose per ucciderle, cucinarle e servirle agli ignari avventori. La fama del ristorante e delle sue prelibatezze cresce a dismisura, così come i problemi: in fondo si tratta di Mostri, e dar loro la caccia è un’attività estremamente pericolosa, soprattutto nel momento in cui le creature capiscono l’antifona e decidono di invertire i ruoli e far tornare la catena alimentare nel giusto ordine delle cose…! Benvenuti quindi al Gallo Nero del Chianti, grottesca sarabanda horror-culinaria fra piatti deliziosi dagli ingredienti che è meglio non rivelare, direttori di banca e serial killer, vigilesse feticiste dell’autovelox, vini pregiati e pietanze prelibate ma dagli arcani effetti collaterali, l’unico ristorante al mondo dove non si è sicuri di mangiare (cosa, poi?), o di essere mangiati…

In un certo immaginario internazionale, uno chef abile, istrionico, sensuale e toscano è l’apoteosi di una certa Italian way of life che non è l’essere realmente italiani ma l’idea che altri hanno dell’essere italiani. E’ uno stereotipo e non dei peggiori. E come l’intelligenza suggerisce, gli stereotipi esistono per essere anche demoliti o sbeffeggiati. Marco Cardone sceglie un’altra via, sceglie l’iperbole. Il suo Nero è un concentrato d’irresistibile toscanità ma reso più credibile e meno macchiettistico da una vita combattuta tra crisi, creditori, alimenti, figli, ex moglie,amante e mostri. Quale miglior elemento se non l’horror per dare all’iperbole quell’impennata così brusca, pazzesca e delirante, degna di un salto sulle montagne russe?

Ed ecco nascere Italian way of cooking, piccolo gioiello di umorismo e azione pirotecnica. Una corsa sfrenata e divertita  dove il principale passaporto nazionale, la cucina, diventa l’arma contro il dilagare di creature mostruose che si ritrovano a imperversare sui colli del Chianti. Nero, chef cacciatore di mostri che si ritrova a cucinarli scoprendo nelle loro carni proprietà afrodisiache e stupefacenti era quel tipo di personaggio a pericolo di briglia sciolta, un protagonista sull’orlo del grottesco che poteva a lungo andare, rendere tutto eccessivamente macchiettistico in una storia intrisa di elementi a facile inflazione ma Cardone è abile e soprattutto ha scritto questo romanzo pervaso da uno speciale stato di grazia che gli ha permesso di dosare tutti gli elementi alla perfezione, in un equilibrio armonico impeccabile. Una storia scoppiettante e divertente come di rado capita di leggere, con quella spruzzatina di pulp che non guasta, vaghe strizzatine d’occhio a Quentin Tarantino e anche una struttura esoterica non scontata, dal significato della maschera, allo spirito guida, all’anima dell’uomo cacciatore. Viaggio leggero ma non superficiale con un protagonista di rara simpatia, supportato da dialoghi in vernacolo toscano riusciti e accattivanti, una narrazione agile, fluente ed evocativa, con mirabili passaggi di cucina capaci di stimolare l’appetito al lettore e scene di combattimento degne di un fumetto di Stan Lee.

Obiettivamente, immaginare un prodotto come questo gioiellino nell’attuale panorama editoriale è impossibile, solo grazie al coraggio e al pionieristico progetto di Acheron Books è stato possibile fruire di un horror così originale e spassoso.

Consigliato senza nessun dubbio.

 

 

Misteri Del Nazismo

I SEGRETI OCCULTI DEL III REICH

pennelli&parole

Monica Spicciani Art

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Parole d'ottobre

Geograficamente a Manchester, mentalmente tra le pagine di qualche storia. Coi libri faccio shopping compulsivo. Mi passano per la testa un milione di cose e ne scrivo altrettante. Quando c'è sole, parto con la mia Canon al collo. Ogni giorno è un capitolo nuovo: se non ti piace quel capitolo, gira pagina e comincia a scriverne un altro. La vita è troppo breve per passarla in standby.

correzionedibozze & editing

"Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa." (Silvio D'Arzo)

Plutonia Experiment

Un blog quantico

licus

Just another WordPress.com site

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

The Wine Training

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

Seidicente

Stavo solo pensando

Andrea Wierer

corporate storytelling

Circolo16

Laboratorio sociale di Cultura creativa libera

LM

cosa leggono i passeggeri nei vagoni affollati?

Articoliliberi

by Frank Iodice

Un Morbido Cuscino

"Se il romanzo è una storia d'amore, il racconto è la passione di una notte."

cinema condiviso

"La vera libertà è essere in due" Nanni Moretti

Sei Un Idiota Ignorante

argomentare con alterygia, controbattere con svpponenza

Caffè Saturno

ROMANZI, EBOOK, FUMETTI, TELEFILM E TUTTO QUANTO SCATENA LA FANTASIA!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 1.925 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: